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Le abbuffate di dolci sono alcune tra le abbuffate più comuni che affliggono le persone che soffrono di fame nervosa e compulsiva. Nell’articolo analizzo il meccanismo mentale dietro le abbuffate incontrollate e le soluzioni possibili.


INDICE: 


Abbuffate di dolci: cosa c’è di diverso?

Sull’abbuffata e il Binge Eating Disorder – introdurre nel nostro corpo enormi quantità di cibo in un tempo molto breve, sentendosi tremendamente in colpa dopo – ho già scritto di tutto: sintomi, conseguenze, soluzioni immediate.

Quello che voglio sottolineare oggi, invece, è una sfumatura leggermente differente legata proprio alla fame compulsiva: le abbuffate di dolci. 

Perché proprio i dolci?

I dolci… gioia e dolori di tutti noi… che per chi però soffre di fame nervosa possono trasformarsi ben presto da consolazione a veri e propri episodi di crisi esistenziale e odio per se stessi. 

Se normalmente, infatti, non fa molta differenza quale cibo entrerà a pieno titolo nella nostra abbuffata, purché si plachi quel senso di ansia che ci attanaglia, per le abbuffate di dolci questo meccanismo si inceppa. Motivo per il quale vanno fatte delle considerazioni “speciali”. 


Quando parte l’abbuffata di dolci…

Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo ceduto alla famosa abbuffata di biscotti. 

La sera sul divano, magari guardando il tuo film preferito, non ti è mai capitato di girovagare per casa durante la pubblicità fino ad imbatterti nella scatola di biscotti appena comprata al supermercato? E cosa hai fatto un attimo dopo? In meno che non si dica, tra un biscotto e l’altro, ti sei ritrovato con la confezione vuota….

Oppure tornando a casa da lavoro, stanco, affamato o arrabbiato con il capo o i colleghi, ti sei ritrovato a sgranocchiare i cereali al miele perché li hai trovati lì davanti e li hai finiti tutti…

O ancora di notte, quando i pensieri e le preoccupazioni non danno tregua al tuo sonno e, in un rincorrersi di sensazioni negative, ti sei alzato in punta di piedi tirando dritto verso la dispensa, non lasciando neppure un cucchiaino di Nutella…

Un momento (con i minuti contati) di puro piacere 

Tutti questi esempi hanno due cose in comune: l’abbuffata compulsiva di dolci ed il senso di piacere che pervade durante e subito dopo averla fatta. 

Il piacere, proprio lui, è il responsabile cardine dell’abbuffarsi di dolci. Il piacere che proviamo mentre lo facciamo ed immediatamente dopo. Il gusto dolce e lo zucchero, da piacere al cervello e noi lo traduciamo nell’ unico modo per dar da mangiare ai nostri sentimenti negativi e metterli a tacere. 

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“Drogati di cibo”: le abbuffate che creano dipendenza

Durante e dopo un’abbuffata potremmo essere portati a pensare che sia accaduta “come sempre”, compreso il credere erroneamente che la nostra ennesima abbuffata sia una delle tante. In realtà i retroscena dietro alle abbuffate di dolci sono molto più complessi di così.


L’assunzione di dolci, cibi con un elevatissimo contenuto di zuccheri, ha degli effetti ben precisi sul nostro cervello, che recepisce questo tipo sostanze come una dipendenza a tutti gli effetti. 

Nel nostro cervello, infatti, si trovano delle strutture neurali responsabili delle emozioni positive, principalmente legate al piacere, che costituiscono quello che prende il nome di “sistema di ricompensa”.


Il sistema di ricompensa

Questo sistema funziona in maniera estremamente semplice: 

  • il desiderio di dolce entra nella nostra mente per i più disparati motivi, cercando di sopprimere le emozioni fortemente negative; 
  • lo stimolo arriva al cervello; 
  • nasce una abbuffata nella quale introduciamo un grande quantitativo di  zuccheri; 
  • lo zucchero induce il cervello al rilascio di dopamina;
  • con la dopamina viene stimolato il sistema di ricompensa, che ci provoca piacere e senso di appagamento. 

Quindi ricapitolando: 

Bisogno fisico ——> Abbuffata di dolci ———> Sistema di ricompensa ———> Piacere e senso di appagamento 

Questa spirale crea, dunque, una forte dipendenza sia fisica che emotiva nei cibi dolci e zuccherati, proprio perché provoca piacere e, di conseguenza, la voglia incontrollata di ripetere il comportamento per cercare conforto.
La dipendenza fisica, in pratica, è dovuta proprio al considerare questo meccanismo come vincente, ovvero la percezione del piacere da parte del cervello dopo l’abbuffata di dolci. 

La dipendenza emotiva, invece, si lega a quella fisica con l’aggravante, però, di ritenerla giustificata perché cura i nostri stati d’animo. 


Un piacere che fa male

A prescindere dal sistema di ricompensa e piacere – che sia un abbuffata di dolci, un’abbuffata di natale, l’abbuffata notturna ecc. – abbuffarsi fa male. 

Ne risente il nostro stomaco, che si dilata in maniera esagerata oltre le dimensioni che dovrebbe avere, poiché deve digerire quantità esagerate introdotte in tempi ridotti. 

Si stressa l’intestino, perché assorbe e deve smaltire l’eccesso di alimentazione. 

E, infine, l’equilibrio della nostra mente viene messo a repentaglio, dal momento che le abbuffate di dolci instaurano sensi di colpa, ansia e depressione nonostante si viva un momento di piacere dettato dal sistema di ricompensa che abbiamo visto precedentemente.

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Come fermare le abbuffate di dolci? 

In questo articolo abbiamo visto come mai le abbuffate di dolci sono “particolari” e come agiscono sul nostro sistema di ricompensa. La domanda successiva che tutti mi pongono è: come fermare le abbuffate?

Ecco 5 step importanti da seguire per costruire una routine quotidiana di benessere con il cibo:

Mangia durante i pasti

Colazione, pranzo, cena e snack non dovranno mai mancare nel tuo piano alimentare personalizzato.

Non privarti di alcun alimento, ma mangia tutto con moderazione preferendo cibi salutari, verdura e frutta freschi e di stagione, cotture leggere, proteine nobili, cereali integrali e grassi buoni. Senza dimenticare mai, ovviamente la Coccola Alimentare quotidiana per allontanare l’ansia di abbuffarti.

Conosciti

Chiediti perché hai voglia di abbuffarti: cos’è successo, cosa senti e come ti comporti nei confronti del cibo.

Nel mio percorso BED LIONS contro le abbuffate, io consiglio sempre di compilare un Diario delle Abbuffate. Scrivi tutto quello che ti serve e poi rileggilo per vedere cosa sta cambiando.

Amati

Fai qualcosa per te ogni giorno: un bagno caldo, un regalo, qualcosa che ti renda felice. Io le chiamo Coccole, e ti aiutano a trovare una “ricompensa” sana e felice al posto del cibo.

E poi cerca sempre qualcosa che distragga la tua mente, come un libro, camminare, fare yoga e vivere le tue passioni.

Costruisci una routine quotidiana

Mettiti a tavolino e costruisci una routine ben strutturata per le tue giornate. Cosa ti piace fare al mattino, cosa devi fare di pomeriggio, cosa ti rilassa alla sera? Scrivi e inizia a testare. 

Non nasconderti

Non sentirti sbagliato o vergognarti. Ammetti gli errori e cerca il modo per uscirne: puoi farlo! 

E se hai bisogno di un percorso più strutturato e veloce, guarda la MIA VIDEO LEZIONE GRATUITA e, alla fine del video, PRENOTA LA CONSULENZA GRATUITA!

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Di 6pcet

 Melania Romanelli, scrittrice, blogger e personal coach. Nel 2017 ha pubblicato su Amazon il romanzo “Spero Tutto Bene: un viaggio alla ricerca della felicità è sempre un ritorno a casa”. Blogger e Content Creator presso www.melaniaromanelli.com, personal coach sui temi di crescita personale, olismo energetico, spiritualità, disciplina e routine. Nel 2019 ha creato il programma "BED LIONS: come guarire dal Binge Eating Disorder”, per aiutare tutte le persone che soffrono del disturbo alimentare Binge Eating a guarire facendo appello alla propria forza interiore. Vive tra Canarie, Spagna e Italia. Per saperne di più: www.melaniaromanelli.com. Scopri di più su Melania!

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