Anoressia e depressione sono spesso due situazioni tristemente legati tra loro. Guardiamo insieme quali sono i fattori scatenanti di questo rapporto. 


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Anoressia da depressione: cosa causa cosa?

É un dato certo: la depressione può essere un fattore di rischio nell’insorgere di un disturbo alimentare come l’anoressia. 

La ricerca, infatti, mostra che al 32-39% delle persone con anoressia nervosa viene diagnosticato anche un disturbo depressivo (rispetto al 36-50% delle persone con bulimia nervosa e al 33% delle persone con disturbo da alimentazione incontrollata).

Anche se depressione e anoressia sono due diverse malattie mentali, dunque, l’una può innescare l’altra, e per diverse ragioni. 

Per chi soffre di anoressia, il mancato apporto di cibo provoca disfunzioni nel cervello, causando spesso un cambiamento negativo dell’umore che può portare alla depressione. Anche l’immagine corporea negativa e la bassa autostima, infine, possono innescare ansia, isolamento e, appunto, in forme gravi la depressione. 


Attacchi di depressione: che c’entra la fame?

Un altro importante studio scientifico, inoltre, ha dimostrato come esista una forte associazione tra ansia/depressione e problematiche legate al cibo in generale.

Chi mostra i sintomi più gravi a rispetto, sono adolescenti di sesso femminile e giovani con bassa autostima, alto perfezionismo e regolazione disfunzionale dell’umore.

Soprattutto nelle donne dove forte è la pressione verso il corpo magro, quindi, più alta é la probabilità di sviluppare un disturbo del comportamento alimentare.

Ogni momento o situazione sociale può essere vissuto con agitazione, soprattutto a ridosso delle festività, dell’estate o con l’ansia da weekend. Tutti eventi ricorrenti e sfidanti che, se non affrontati nella maniera giusta, possono sfociare in disordini alimentari. 


Melanconia, ansia e disturbi alimentari

La perdita di interesse verso il cibo e del senso di fame, che si verifica nella depressione grave, è stata studiata con un metodo sperimentale confrontando il comportamento alimentare di 12 pazienti melanconici ricoverati con quello di 12 soggetti sani.

Ebbene: dai diversi monitoraggi nel corso di vari slot di tempo è risultato che i pazienti melanconici mostravano lo stesso comportamento alimentare, con uno schema specifico che si ripeteva: una diminuzione del desiderio di mangiare, della fame, del consumo futuro di cibo, un aumento della sazietà e una diminuzione del piacere. 

Per quanto riguarda l’ansia, invece, questa può generare una forte perdita di appetito, importanti cambiamenti nel comportamento alimentare (digiuno e conteggio maniacale delle calorie tipico del soggetto anoressico) e anche schemi compensatori quali un eccessivo esercizio fisico e l’abuso di lassativi, diuretici e pillole dimagranti. 

Ti ritrovi in una delle situazioni in cui l’ansia ti genera una perdita consistente dell’appetito? Ti posso aiutare

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