Ansia e fame sono spesso legate fra loro. Vediamo quali sono le cause e come comportarsi in presenza di una situazione stressante.


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Ansia e fame: quali cause? 

L’ansia è spesso un’emozione dolorosa e paralizzante, che la maggior parte delle persone cerca di evitare o ridurre. 

Per tale ragione, può capitare che si utilizzi il cibo quando si è nervosi, ansiosi, preoccupati o stressati e far diventare con il tempo questa pratica un’abitudine.

Verrebbe da chiedersi, cosa c’entra l’ansia con la fame? Il cibo viene visto come un modo per reprimere le emozioni negative: lo stress rilascia l’ormone cortisolo e mangiare fa sentire meglio almeno per un po’. 

Secondo uno studio americano, il cibo può darci lo stesso tipo di ricompensa e piacere che danno anche le droghe: ecco perché sgranocchiare qualcosa può diventare da un episodio sporadico ad una dipendenza nell’utilizzare proprio il cibo come strategia per affrontare e/o placare situazioni che generano forte stress. 

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Fame cronica: è la fame convulsiva? 

Mangiare per sedare lo stress non è una strategia vincente. È stato dimostrato, infatti, che la fame emotiva è un fattore di rischio per lo sviluppo di disturbi alimentari come la bulimia nervosa e  il binge eating (o alimentazione incontrollata). 

Mangiare per nutrire le emozioni, dunque, è spesso l’avvisaglia che porta allo sviluppo di un problema di tipo alimentare. In uno studio sui DCA, inoltre, l’ansia è la più citata nell’elenco di emozioni che scatenano il binge eating, seguita da tristezza, stanchezza, rabbia e felicità.


Fame da noia 

Mangiamo solitamente per nutrire il nostro organismo e garantire il suo perfetto funzionamento. 

Il cibo, però, è anche collegato al piacere e può capitare quindi di mangiare quando il nostro stato emotivo è insofferente, annoiato, quando guardiamo distrattamente la tv o il cellulare. 

Ed ecco che emerge la fame emotiva, tra le emozioni trigger che scatenano le abbuffate: ci sentiamo annoiati e ricerchiamo nel cibo una soluzione per stare meglio e per distrarci. 

La fame fisiologica la riconosci perché è graduale e non genera emozioni negative; al contrario, la fame da noia ha carattere d’urgenza, è improvvisa, non ha limiti e genera vergogna e sensi di colpa un attimo dopo aver terminato di mangiare. 


Depressione e Fame 

Tra le conseguenze di uno stato depressivo patologico c’è anche l’utilizzo del cibo come consolazione e conforto, momento di appagamento immediato e aumento del senso di fame a qualunque ora del giorno. 

Un gruppo di scienziati dello University of Texas Southwestern Medical Center (Usa) ha scoperto la causa di tutto in una sostanza chimica prodotta nel cervello e nello stomaco, la grelina, un potentissimo stimolante dell’appetito i cui livelli aumentano prima dei pasti e in associazione con il senso di fame. La grelina aiuta l’umore e la fame, insieme alla ricerca di cibo confortante e consolatorio come il gelato e la cioccolata.


Fame nervosa da ansia: come fermarla 

Ricercare le cause che portano alla fame incontrollata a partire da episodi di ansia è fondamentale per arrivare alla radice del problema ed estirparlo. Noia, depressione, isolamento sociale, stress, abuso dei social, episodi drammatici o traumi: la fame nervosa nasce da lì. 

È importante, dunque, riconoscere l’ansia legata alla fame e agire per tempo affidandosi ad una figura professionale preparata (qui ti spiego cosa fa il coach alimentare) che può aiutarti a ritrovare l’equilibrio con il cibo esplorando i vari tasselli della vita e analizzando i fattori principali e scatenanti della fame nervosa.

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