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Benessere olistico: routine ed energia per la felicità


INDICE:


Uscire dalla comfort zone…

Einstein una volta ha detto: non è possibile risolvere i problemi con la stessa mentalità con la quale sono stati creati. 

Che cosa significa? Che spesso, quando pensiamo di non riuscire a trovare una soluzione è perché la stiamo cercando nel posto sbagliato. Molto spesso siamo noi stessi causa del nostro malessere: un pensiero negativo e tossico, una abitudine malsana, un comportamento non accettabile. E con questo stesso carico fisico e mentale pensiamo di risolvere i nostri problemi… ma non funziona esattamente così.

Quello che intende dire Einstein è che potrebbe essere una soluzione guardare fuori dalla solita zona di comfort e oltre alle normali abitudini e relazioni per cercare qualcosa di nuovo, un terreno fertile nel quale piantare il seme di una rinnovata energia, di un nuovo approccio e di nuove considerazioni e decisioni per la vita. 

IN ALTRE PAROLE: ESPANDERCI e VIVERE UNA VITA AMPLIFICATA.

Prima di capire come applicare questo concetto alla nostra energia e alla vita di tutti i giorni dobbiamo capire cosa intendiamo per “allargare gli orizzonti”. Ci viene in soccorso il significato di olismo energetico e di benessere olistico. 


L’olismo energetico 

Siamo tutt’uno con l’Universo. Tutto è energia e anche noi lo siamo. Ecco il significato di olismo. Olismo, da “ὅλος holos” – una parola greca che significa tutto, intero, totale – è infatti l’idea che tutte le proprietà di un dato sistema (fisico, biologico, chimico, sociale, economico, mentale, linguistico, ecc.) non possano essere determinate o spiegate prendendo ad una ad una le sue componenti, ma solo considerandole nella sua totalità. Mi spiego meglio. Le nostre energie mentale, fisica, spirituale e emozionale  non possono essere spiegate in maniera distinta, ma sono intrinsecamente connesse le une alle altre.

Quando la mente non sta bene il corpo soffre, quando l’anima è in difficoltà le nostre emozioni sono in subbuglio e il nostro fisico ci dà dei segnali inequivocabili, campanelli d’allarme quali stress e dolori, che ci ricordano di controllarci, di amarci di più, di capire cosa c’è che ci fa stare male. E anche quando diamo in escandescenze per un nonnulla, sicuramente dentro un ingranaggio del nostro benessere olistico (fisico e mentale) si è inceppato. Spetta a noi capire, quindi, a che punto siamo e correre ai ripari per raggiungere il benessere olistico. 

Il concetto di olismo, dunque, non riguarda solo il corpo fisico ma anche e soprattutto le energie mentali, spirituali ed emotive. Queste sono indissolubilmente legate le une alle altre e non c’è verso di separarle, come una grande e forte energia osmotica. 

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Energia e materia 

Torniamo un attimo ad Einstein. Secondo il paradigma di Einstein, in termini di scienza medica energetica gli esseri umani sono visti come reti di campi energetici complessi che sono collegati attraverso sistemi fisici e cellulari. Il riconoscimento del fatto che tutta la materia è fatta di energia costituisce la base per comprendere come gli esseri umani possano essere considerati dei sistemi dinamici ed energetici che dialogano con materia, atmosfera, universo. 

Facciamo un esempio terra terra. Pensiamo alla nostra pelle. La sentiamo ben definita, una forma regolare, un involucro che protegge il corpo. In realtà, lo strato dell’epidermide non è un tratto spesso di matita, ma un campo di particelle di energia. Così è molto più semplice capire come l’ambiente esterno, ad esempio il clima o lo smog, possano influire sul nostro benessere fisico, giusto? 

Bene, con la famosa equazione E = Mc2, Einstein ha fornito la prova che energia (particelle) e materia (la pelle del nostro corpo, tornando all’esempio) sono due forme di espressione della stessa sostanza universale. Per Einstein, il corpo rappresenta un organismo multidimensionale composto da sistemi cellulari fisici in costante interazione dinamica con complessi campi energetici. 

È proprio sulla base di questo concetto che il metodo olistico si caratterizza per considerare, individuare e analizzare tutti gli strati energetici e a tutti i livelli per lavorare sul raggiungimento del benessere olistico. 

Per curare una persona stressata o che vive un malessere, dunque, ogni disturbo viene considerato come una intera entità. Ecco perché il processo di guarigione (esiste anche la medicina olistica energetica, per curare pazienti) è un processo di sensibilizzazione, in cui ci si concentra su armonia ed equilibrio di un essere umano nel complesso della sua vita, abitudini, sistemi relazionali e credenze. L’elemento chiave non è un sintomo soltanto (anche se pur da esso si parte), ma l’attenzione rivolta alla persona nel suo insieme.

Allargare il campo 

Un essere umano è una parte di un intero, una emanazione del suo Universo, una parte limitata nel tempo e nello spazio ma connessa a qualcosa di più grande. In verità, siamo esseri ILLIMITATI.

Quello che accade, però, è che noi stessi ci consideriamo limitati. Abbiamo l’illusione di vivere in un limbo di desideri personali e di affetto, che coinvolge solo le persone più vicine a noi. Limitiamo, in definitiva, il nostro campo energetico alla prossimità, non capendo che siamo in realtà connessi con spazi e campi energetici molto più distanti e che risuonano meglio con il nostro essere.

Il nostro compito deve essere quello di liberarci da questa prigione di “vicinanza” allargando il nostro cerchio per abbracciare tutte le creature viventi e l’intera natura nella sua bellezza. Siamo, in definitiva, energie che emanano delle onde che raggiungono distanze lontanissime da noi (concetto alla base della “teoria dei quanti di energia”).


La paura, lo stress, il dolore: i segnali d’allarme del corpo

Cosa hanno a che vedere olismo e benessere con la paura e lo stress? Semplicemente… se una parte del tuo essere inteso come mix di CORPO, PENSIERI, ANIMA ed EMOZIONI non è in armonia, allora anche il resto ne risentirà. Ecco perché è importante scavare alla ricerca di ciò che ci rende insoddisfatti, a qualsiasi livello o in qualsiasi settore della nostra vita, che sia la il RAPPORTO con noi stessi, le RELAZIONI con gli altri, il LAVORO, la SALUTE.

Osservare, comprendere i sintomi e risolverli è il nostro compito, il primo vero passo verso la FELICITÀ e il benessere olistico. Ma per cambiare – come ha detto Einstein nella citazione iniziale di questo articolo – dobbiamo uscire dalla nostra zona di comfort…

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L’inizio di un malessere

Anche quando non ci sembra così o non sappiamo bene come, ognuno di noi porta del cuore un senso di insoddisfazione profondo, un rancore verso noi stessi e gli altri. Tutti nel corso della nostra vita abbiamo: 

dimenticato un sogno nel cassetto, un’aspirazione che ci sembrava irrinunciabile e che poi abbiamo soffocato sotto il peso di un lavoro sicuro 

messo da parte un viaggio che volevamo fare e che non abbiamo mai fatto per motivi di opportunità, tempo, soldi, indecisione ecc. 

ancora nella testa quella persona che non fa più parte della nostra vita ma che vorremmo risentire se solo trovassimo il coraggio. 

Queste emozioni soffocate, represse, latenti, ci lasciano sempre con una sensazione pesante nel cuore, anche se si tratta solo di attimi, perché durante il resto del tempo siamo talmente impegnati che ce ne dimentichiamo di nuovo. Almeno per un po’. Eppure, anche se non lo sappiamo, sono proprio queste normalissime dinamiche a generare sentimenti contrastanti, momenti di ansia, un malessere generalizzato che spesso sfocia in un dolore fisico. 

Come viene chiamato nella visione dello scrittore tedesco Echart Tolle, ognuno di noi vive in un “corpo di dolore”, ovvero un corpo che portiamo con noi ma che vive un senso di malessere che non ci abbandona fino a quando non decidiamo di sciogliere i nodi che lo bloccano e liberarlo definitivamente.
Ecco perché quando mi chiedono dei consigli per ricominciare a vivere io rispondo sempre: “sei capace di riconoscere la tua paura?”. E mi guardano tutti male. Eppure, a volte la risposta è proprio sotto il nostro naso, se solo ci prendiamo la briga di mettere da parte orgoglio e pregiudizi e fermarci ad osservare per davvero, senza filtri, quello che siamo e che ci succede. 

Forse facciamo fatica a decifrarlo, forse abbiamo paura ad ammetterlo (paura, una parola che ritroveremo spesso perché è da lei che nasce tutto il nostro dolore) ma se ci guardiamo bene dentro c’è sempre un qualcosa di preciso da cui nasce tutta la sensazione di inadeguatezza che portiamo a spasso con noi ogni giorno. 

Nelle discipline orientali i “blocchi” si chiamano Chakra, e sono dei punti precisi del corpo che corrispondono ai centri energetici del corpo umano, dai quali dipendono l’armonia, l’equilibrio e il benessere olistico di corpo, mente e anima. In una parola: la nostra FELICITÀ.

Le cause del dolore

Quali possono essere le cause di un dolore? Anche se è difficile rispondere a questa domanda, vediamo se questi settori della nostra vita vi suggeriscono qualcosa: 

  • Il rapporto con il nostro corpo: non mi piaccio, il mio sedere fa schifo, ho un naso orrendo, sono ingrassata, ho pochi muscoli, voglio rifarmi le tette… familiare? 
  • Le relazioni con gli altri: quante persone amiamo? E quante ci stanno sui nervi? Con quante non riusciamo a stare più di 2 minuti nella stessa stanza che iniziamo a sentirci a disagio? Di quante siamo invidiose? Sono sicura che amiamo poche persone rispetto a quelle che ci fanno stare male! 
  • La nostra mente: quante volte pensiamo che non siamo abbastanza, che facciamo schifo, che nessuno ci ami, che quella persona non vuole stare con noi, che ci sentiamo rifiutati, che non ci sentiamo apprezzati. E quante volte al giorno facciamo questi pensieri ossessivi (e offensivi) nei confronti di noi stessi degli altri? 
  • Il lavoro: odio il mio capo, odio i miei colleghi, se solo potessi cercare un altro lavoro, non mi va di andare a lavoro al mattino… 
  • I nostri comportamenti: perché ho fatto quella sfuriata? Perché sono sempre irritata e nervosa con il mio partner? Perché ho urlato al semaforo, alla fila, in Posta ecc.

Scommetto che iniziate a capire di cosa sto parlando…

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Olismo e benessere 

Quand’è che abbiamo iniziato a stare male ed ignorare ciò che ci stava accadendo nel profondo? Perché non riusciamo a cambiare questa spirale discendente?

Come uscire da una situazione di malessere, disagio, dolore che ha attaccato in maniera irrimediabile (ma non è così!) la nostra casa, i nostri affetti, la nostra soddisfazione personale e per la nostra carriera?

Con due parole magiche della educazione olistica, nonché la vera e propria fonte del benessere olistico: ROUTINE e DISCIPLINA.

La mia storia: come ho riempito il senso di vuoto

Anche se sono due parole che di solito generano un senso di ansia, impostare una routine e seguire una disciplina mi hanno cambiato la vita. 

Un giorno mi sono chiusa in bagno e ho iniziato a piangere. Avevo un lavoro, un ragazzo, una casa, una città ricca di storia, un gruppo di amici fidati. Eppure, il mio corpo non era d’accordo. Non mi bastava più quello che avevo, non ero felice affatto, e non avevo alcuna intenzione di andare avanti così. Le lacrime sono state il cavallo di Troia delle mie emozioni, la breccia che ha fatto sì che mi guardassi allo specchio non solo per scovare i rotoloni di troppo ma per vedere sotto una luce diversa quello che ero diventata. Una persona spenta, morta dentro, il fantasma di ciò che ero capace di essere. 

La strada per la felicità, l’ho scoperto con fatica e sudore, è di quelle lunghe e tortuose, che non terminano davvero neanche quando scopri i tesori durante il percorso. E qui è venuta in mio soccorso la ROUTINE. 

Sola con me stessa, ho cercato di capire COSA VOLEVO, COME LO VOLEVO E QUANDO LO VOLEVO. Ho iniziato dalle cose semplici: la colazione al mattino, la  canzone perfetta per la sveglia, un vaso di fiori, una corsa nel parco, l’aria di mare… e ancora i libri ordinati sul comodino, la mia serie preferita, fare de-cluttering riordinando l’armadio, regalare le cose superflue, guardare vecchie foto. 

La strada per la felicità è costellata di piccole decisioni, piccoli momenti di consapevolezza che piano piano lasciano spazio al nuovo, alla sorpresa, al poter respirare nuovamente. Decidere DA SOLA ciò che mi dava piacere, anche una gioia effimera e del tutto femminile, è stata la molla per costruire pian piano la mia personale ROUTINE QUOTIDIANA. Non dovevo rendere più conto a nessuno, potevo ascoltare solo la voce che dentro di me urlava il mio essere libera. E attraverso la libertà fisica e la solitudine, ho cercato anche la libertà del pensiero. 

Ma la routine da sola, l’ho scoperto poi, non era abbastanza. Potevo anche capire, ma spesso ho fatto fatica ad applicare. Come potevo rendere quei piccoli momenti sparsi di benessere in pratiche quotidiane da applicare ogni giorno? Attraverso la DISCIPLINA

Routine e Disciplina sono sorelle gemelle. L’una senza l’altra non potrebbe esistere. Una volta che avevo capito cosa fare, dovevo farmi il mazzo. La DISCIPLINA è quella forza morale che ti spinge ad andare avanti quando vorresti mollare, è il sergente che ti urla di continuare l’addestramento, è il personal trainer che ti spinge a fare un altro circuito. Senza Disciplina ci fermeremmo ad un metro dall’arrivo perché siamo stanchi, perché continuiamo domani, perché non siamo pronti. 

La disciplina, in definitiva, è un grande mare di regole e routine preziose che ci spingono ad essere delle persone migliori e che sono sotto il nostro naso da afferrare, fare proprie e da far diventare parte della nostra quotidianità. Per scegliere la direzione del benessere sempre e ovunque siamo. 

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Spezzare i pattern e cambiare vita

Routine e Disciplina sono il Santo Graal del Benessere di Corpo e Mente, sono la bussola verso la quale orientare pensieri ed emozioni, sono il filtro attraverso il  quale osservare la bontà delle nostre relazioni. Il mezzo, in pratica, per raggiungere la nostra soddisfazione personale e professionale. 

Sono, in definitiva, le nostri migliori alleate per costruire una GRANDE ENERGIA FISICA E MENTALE DENTRO DI NOI. Ricordate Einstein? Quando siamo dei corpi energetici elevati, che vibrano ad alte frequenze ed emettono luce adamantina (quella del diamante, la più luminosa che c’è) tutto ruota intorno a noi (e tutti). 

Avete notato che spesso alcune persone trasformano in meglio l’energia di una stanza? E avete notato anche che su alcune non riuscite a staccare gli occhi di dosso? Molti lo chiamano “carisma”, io la chiamo FREQUENZA ENERGETICA.

E anche se alcuni la manifestano sin da piccoli, diventando già leader in tenera età, il bello è che questa potente forza attrattiva non è innata può essere costruita e conquistata, con il risultato di cambiare per sempre il corso della nostra vita e della nostra felicità. Sì, la uso spesso questa parola affinché non sia una chimera… essere felici è POSSIBILE ed è un DOVERE verso il bambino che abbiamo vivo dentro (i cui sogni abbiamo dimenticato o accantonato.


Lavorare sull’Energia

L’energia, dunque, non solo è essenziale per vivere felici, ma può e deve essere “lavorata” in maniera costante. Consideriamola come un esercizio di ripetizione virtuosa. Vi ricordate i quaderni di calligrafia a scuola? Quante volte abbiamo dovuto scrivere e riscrivere le stesse lettere e parole affinché fossero non solo leggibili ma anche scritte in bella grafia? 

L’energia si comporta allo stesso modo. Possiamo anche osservarla come si osserva una bella lettera, ma per replicare quel modello non abbiamo altra scelta: dobbiamo lavorare senza sosta fino a raggiungere il risultato desiderato. Che vale molto di più di una bella F in corsivo.

Routine e Disciplina – le due macro categorie di questo lavoro costante su noi stessi – a loro volta comportano una serie di concetti e comportamenti che, se applicati, possono davvero aiutarci nella costruzione della nostra energia fisica e mentale. Vediamo insieme quali sono le basi per il benessere di corpo e mente e del concetto di benessere olistico.

Intelligenza emotiva

Capire i propri sintomi fisici e mentali, oltre alle reazioni di corpo e mente agli eventi della vita, i comportamentali (energia bassa o alta) è la base per poter costruire la nostra energia futura e diventare una calamita per gli altri ma soprattutto per ciò che vogliamo (avete mai sentito parlare della “legge di attrazione universale“?)

Let go – Lascia andare

Letteralmente, lasciare andare. Forse l’esercizio più complicato di tutti, perché presuppone un lavoro costante, di livella, certosino sui pensieri ossessivi e tossici e vittime della nostra mente. Quelli che ci danno il buongiorno e la buonanotte, quelli che non ci permettono di stare in pace. Lasciare andare i cattivi pensieri, e con essi le emozioni negative che li accompagnano, è ESSENZIALE per iniziare un percorso di ritorno a noi stessi e ai nostri desideri più autentici (e non la volontà di tua madre, del tuo capo, del tuo partner e persino del tuo cane).

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Respirazione

Respirare è la prima reazione automatica del bambino quando esce dalla pancia della mamma. È il momento di nascita per eccellenza, quello che ci permette di capire che siamo ancora vivi. Imparare a respirare in maniera profonda, dunque, è una tecnica FONDAMENTALE per affrontare gli attacchi di panico, le crisi di nervi, lo stress e anche un momento adrenalinico che ci mette ansia. La respirazione, inoltre, ci aiuta a tornare al momento presente e ad avere il polso del nostro equilibrio proprio quando lo stiamo perdendo.

Meditazione

Strettamente connessa alla respirazione, la meditazione è pura rivelazione. Oltre ad abbassare i livelli di paura, panico, over-thinking (pensiero ossessivo), questa tecnica antica di training autogeno ci aiuta a prenderci cura del nostro corpo e anche a eliminare le tossine attraverso l’assenza di pensiero. Immediatamente dopo la meditazione, il nostro corpo torna alla consapevolezza rigenerato, in pace e con nuova energia positiva. Meditazione zen, meditazione vipassana, meditazione trascendentale… ci sono decine e decine di meditazioni diverse da provare per scoprire quale è la migliore per ognuno! 

Mindfulness

Parente stretta della meditazione, la mindfulness significa “consapevolezza del presente” o anche “meditazione di consapevolezza”. In pratica, concentrandoci su un determinato mantra, pensiero, oggetto fisico o anche sul semplice respiro, diventiamo consapevoli del nostro essere vivi e svuotiamo la mente da qualsiasi altro pensiero, abbassando i livelli di ansia e stress. Una volta che si scopre la mindfulness cos’è e come si pratica, non se ne può più fare a meno. Così come la meditazione, anche la pratica della mindfulness richiede allenamento, un po’ di fede e uno sforzo di comprensione iniziale. Ma vale davvero la pena provare!

Routine mattutina e serale

Non mi stancherò mai di ripetere questo concetto. La routine, specie al mattino, è essenziale per partire bene. Quello che siamo al mattino a livello emozionale ed energetico dà significato alla nostra giornata: ecco perché è essenziale partire con il piede giusto. Ci sono alcune routine mattutine e serali (che migliorano il sonno) che se seguite con regolarità permettono al corpo di vivere in salute e più a lungo. Dalla routine mattutina e serale, inoltre, dipende molto della nostra energia non solo quotidiana ma generale.

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Allenamento

Il movimento è il nutrimento del corpo. Allenarsi, stabilire un workout quotidiano o regolare durante la settimana significa mantenere un corpo attivo e maggiormente a riparo da malattie e sedentarietà. Allenamento non vuol dire solo allenarsi tutti i giorni in maniera dura o costringersi ad estenuanti sedute in palestra, ma anche passeggiate regolari nel parco o in riva al mare, allenamento a casa, fare yoga o pilates, allenamento a corpo libero con esercizi specifici per alcune aree del corpo, scegliere lo sport che più ci piace, anche di gruppo, e renderlo un appuntamento fisso della settimana (martedì e venerdì yoga?).

Mangiare sano

Lo sapete che gran parte dell’aspetto fisico dipende dall’alimentazione, più che dall’allenamento e dal workout? Chiedetelo a tutti gli esperti di nutrizione: l’80 % degli addominali si costruisce a tavola, mentre solo il 20 % in palestra. Incredibile, vero?

Addominali a parte, comunque, la prima regola per restare in salute il più possibile è scegliere con cura e consapevolezza ciò che mangiamo. Il cibo cattivo, ahimè, esiste, e se ne consuma in grandi quantità. E non si tratta solo di dieta ma di una cattiva educazione alimentare. Ecco perché scoprire come mangiare sano, come dare al cibo ciò di cui ha bisogno e anche la giusta quantità (lo sapete che praticare il digiuno regolarmente allunga la vita?) è la prima regola per il vivere meglio.

Stimoli e novità

Ultimo, ma non meno importante, è imparare a restare sempre attivi. Che sia una nuova conoscenza, un corso di salsa, una lezione di cucina, un viaggio… dare al nostro corpo e al nostro cervello nuovi stimoli è l’antidoto contro la noia e anche un passo fuori dalla zona di comfort che la routine stessa può causare. A me capita spesso: se mi trovo comoda in una routine, mi ci abituo troppo, con il risultato che mi torna poi difficile accettare i “cambiamenti”. La routine, a volte, è come la coperta di Linus per le nostre insicurezze.

Eppure, lavorare sulla nostra energia vuol dire proprio saper accettare i cambiamenti e gli imprevisti come parte di un processo di crescita interiore difficile ma stimolante e avvincente. Via libera, dunque, alle novità e alle avventure… nessun grande leader carismatico ha rinunciato ad una sfida quando gli si è presentata davanti! 


In conclusione… 

Abbracciare uno stile di vita olistico significa abbracciare noi stessi. Dare il benvenuto alla persona che siamo davvero, piena di energia e ricca di salute e positività, dicendo addio alla persona che si lamentava continuamente abbuffandosi di patatine e pensieri ossessivi.

Lavorare sulla nostra ENERGIA, costruire la nostra ROUTINE e abbracciare una DISCIPLINA con costanza possono davvero cambiare il corso della nostra esistenza e darci una mano nei momenti di difficoltà. Qualora si presentassero (e lo faranno puntualmente), infatti, sapremo gestirli nel migliore dei modi possibili con forza, persistenza e amore per noi stessi. 

Nel corso dei prossimi articoli analizzeremo insieme ognuno dei concetti qui espressi, perché non siamo soli in questa lotta alla ricerca della felicità. Ma anzi, possiamo e dobbiamo darci una mano l’uno con l’altro. 

E voi? Praticate già una di queste routine salutari? Lasciatemi un commento che sono curiosa!


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