body-shaming-risposte-di-vip-e-influencer-melania-romanelli

Nemmeno Vip e Infuencer, nostrani o stranieri, sono immuni al Body Shaming. E anche quei brand che inneggiano alla Body Positive lanciano spesso dei messaggi contraddittori. Approfondiamo tutto nell’articolo di Angela Mazzotta.

* Disclaimer: i riferimenti ai brand in questa inchiesta sono un modo per alimentare il dibattito circa il body shaming e il body positive e aumentare la consapevolezza circa lo sviluppo di comportamenti disordinati con il cibo e con il corpo.


INDICE:


L’odio scorre in rete

L’espressione Body Shaming vuol dire deridere il corpo altrui, discriminare e offendere qualcuno per l’aspetto fisico: perché troppo magro o troppo grasso, o qualsiasi altro giudizio relativo all’immagine.

Le critiche e i giudizi maggiori passano attraverso il web e i social e vanno combattuti in tutte le loro forme.

La tendenza di oggi è il continuo confronto con l’altro, con i modelli proposti dai social, che in molti casi contribuiscono a far diventare le persone giudici spietati di sé e degli altri.


Body Shaming: la risposta delle Star

Nemmeno Vip e Infuencer sono immuni al Body Shaming. E spesso sono costretti a difendersi da accuse e commenti poco felici sulla loro immagine corporea.

Ecco le migliori risposte e i messaggi di #bodypositivity della nostra ricerca.

Chiara Ferragni

Qualche anno fa la famosa fashion blogger e imprenditrice digitale Chiara Ferragni ha creato l’hashtag #bodyshamingisforlosers (creare vergogna del corpo è per i perdenti), a seguito delle critiche a una foto postata con le sue amiche.

Sottolineando che chi addita le persone che non hanno un corpo perfetto è un perdente, al contrario, la Chiara nazionale ha velatamente suggerito che chi nutre la fiducia in sé stesso, chi accetta le imperfezioni è un vincente. Perché la perfezione non esiste e il bello è proprio lì, nella diversità e nell’imperfezione che ci distingue.

Vanessa Incontrada

Spesso bersaglio di critiche per il suo aspetto fisico, dopo aver messo su qualche chilo dopo la gravidanza, i media si sono accaniti su di lei definendola anche “balena”.

Lei ha risposto con un messaggio in cui invitava tutte le ragazze a lottare, credere e non scoraggiarsi (e anche un monologo di denuncia al body shaming su Rai 1 intitolato “La perfezione non esiste”).

vanessa-incontrada-contro-il-body-shaming

Lady Gaga

Durante il Super Bowl 2017 fu presa di mira dalla stampa per la “pancetta” ma lei ha risposto alle critiche con una foto su Instagram dicendosi orgogliosa del suo corpo e sottolineando l’importanza di essere sempre sé stessi.

Beyoncè

Come sia possibile criticare Queen Bey è davvero un mistero! Eppure, la star Beyoncè ha scritto a 18 anni una canzone “Bootylicious” per rispondere alle pressioni della gente che la voleva più magra. Il brano è una celebrazione delle curve e dei corpi delle donne, e invita a non prestare attenzione a quello che dicono gli altri.


#lovecurvy ma non troppo: contraddizioni dai brand

Nell’ottica dell’accettazione di sé, spazio importante è dato alla questione “curvy”: far rientrare fisicità e corpi tagliati fuori dalle tradizionali taglie 38-40-42 nelle pubblicità e nei negozi per un messaggio d’inclusività e rispetto.

#lovecurvy è l’hashtag utilizzato da molte case di moda e aziende di prodotti healthy per comunicare la propria apertura verso tutte le fisicità in nome del messaggio “body positive”.

Messaggi apprezzabilissimi che, tuttavia, si scontrano molto spesso con contraddizioni nei fatti o con pubblicità che offrono punti di vista contrastanti. 

È contraddittorio, infatti, fare campagne sul body positive e lanciare messaggi pubblicitari che strizzano l’occhio al “politicamente corretto”, ma poi agire esattamente nella direzione opposta. Di seguito alcuni esempi, ma ce ne sarebbero tanti da fare.

Foodspring

Foodspring è una nota azienda di prodotti per il benessere, dagli shake alle creme proteiche, molto nota sul web grazie ad una martellante campagna di social marketing.

Qualche giorno fa (luglio 2021) il brand ha pubblicato la foto di una donna che mantiene tra le mani la sua pancia, accompagnata da un post sull’inclusione di tutti i corpi e l’invito ad uscire senza farsi troppi problemi.

L’immagine non fa che porre l’accento su quella parte del corpo “in eccesso” e fa a cazzotti con gli altri contenuti postati dal marchio in cui ci sono corpi perfetti, in forma e super allenati. Dove pende l’ago della bilancia della mission del brand? 

foodspring-body-positive-melania-romanelli

H&M

Il colosso svedese H&M da un lato si fa promotore di pubblicità dove si riportano taglie plus o curvy ma, allo stesso tempo, ha deciso di chiudere nei punti vendita le zone dedicate a tali taglie.

Mango

Idem per la catena di abbigliamento Mango, che ha dedicato una linea specifica per taglie forti chiamata “Violeta”, che però che viene venduta solo online (sono in molti a lamentarsi di questo comportamento dei brand di abbigliamento).

Come se le taglie “plus”, a differenze delle taglie “normali”, non avessero bisogno o volontà di provare la merce in negozio.

La scelta coraggiosa di Pinterest

In controtendenza rispetto ad altri social, Pinterest – che conta 478 milioni di utenti nel mondo – ha deciso di bandire le pubblicità di pillole dimagranti e tutte quelle che parlano di perdita di peso.

È la prima piattaforma online a prendere questa decisione contro il body shaming.

La scelta coraggiosa è stata applaudita dalla National Eating Disorder Association, una no profit impegnata nella lotta ai DCA.


Se sei Plus devi accontentarti

Una persona dal fisico magro o standard sa che può entrare in un negozio, scegliere, provare e se non trova nulla che le piace o il prezzo non la soddisfa cambia e compra altrove.

VITA VERA – Una persona curvy che entra in un negozio ha una sola opzione: sperare di trovare la taglia. E se la trova, augurarsi che le stia bene, anche se non la valorizza troppo e sembra che abbia 30 anni in più. Si accontenta.

L’industria della moda spesso non comprende il disagio, la mortificazione e l’umiliazione di tutto questo. Non basta fare una bella campagna pubblicitaria d’impatto, acchiappa like per lavarsi la coscienza. Ci vuole un impegno vero a comprendere i bisogni del pubblico al quale si sta rivolgendo.


Body Positive: i messaggi di vip e influencer

Vip e influencer, mettendo sulla piazza virtuale tanti aspetti della vita privata e di tutti i giorni, sono spesso attaccati dai cosiddetti “hater” sia per le scelte di comportamento, sia per come si vestono che per come si mostrano.

Molti di questi personaggi noti hanno deciso, così, di mostrare anche il lato meno patinato, più vero e imperfetto. Mostrando la realtà nella sua cruda bellezza e portandola a manifesto dell’accettazione di sé, dei corpi e della libertà di espressione. Una sola espressione: Body Positive.

Beatrice Valli: w il corpo da mamma

Influencer con 2 milioni di follower, 26 anni e madre di 3 bambini, Beatrice Valli espone sui social la sua vita familiare, la quotidianità, la moda e la bellezza. Ha mostrato, subito dopo la nascita della sua terza figlia, il suo corpo senza filtri, diventando un punto di riferimento per molte donne che la seguono.

Quello che comunica Beatrice è di assecondare il proprio benessere fisico in ogni fase della vita, di ascoltare il proprio corpo, di accettarlo, di convivere con le imperfezioni e di valorizzarlo senza rincorrere modelli omologati.

Ecco le sue parole in una recente intervista per Vanity Fair: 

Beatrice-Valli-contro-il-body-shaming-melania-romanelli

“Trovo diseducativa la corsa al rimettersi in forma per la prova bikini di alcune mie colleghe. Godiamoci ogni fase della nostra vita senza ansie!”.

Sharon Stone: orgoglio over senza filtri

Sex simbol e corpo da urlo: anche per lei l’età avanza ma ha mostrato con orgoglio la sua fisicità, di una donna che non ha nulla da dimostrare, non si nasconde con filtri o maschere e che si accetta anche nelle imperfezioni del tempo (ad arrivarci così!).

sharon-stone-over-positivity-melania-romanelli
SHARON STONE ORGOGLIO OVER
(Credits: Sharon Stone @Instagram)

Raffaella Carrà: icona intramontabile

Raffaella ha realizzato un cambiamento nei costumi del nostro paese con una naturalezza unica e un talento smisurato. Audace, trasgressiva, rivoluzionaria ma anche umana, gentile, empatica e autoironica, rispettosa del suo pubblico e sempre fedele a sé stessa. Modello e icona di stile, il suo ombelico in vista e il caschetto biondo hanno rivoluzionato le menti dei benpensanti. Almodovar di lei disse che non era una donna ma uno stile di vita.

E se anche lei cantava “Non mi sento sicura mai”, possiamo rincuorarci che certe imperfezioni e insicurezze appartengano proprio a tutti. 

No al fotoritocco!”: le star “al naturale”

Le sorelle Ferragni, Chiara e Valentina, sono costantemente sui social e mostrano spesso il proprio corpo senza fotoritocco. Consapevoli di avere molte adolescenti che le seguono, lanciano un bel messaggio di accettazione e rispetto per la diversità dei corpi. In particolare, Valentina Ferragni si è mostrata spesso senza filtri, anche ricevendo insulti per degli “inestetismi” del suo corpo e per la sua forma.

valentina-ferragni-body-shaming-melania-romanelli
VALENTINA FERRAGNI SENZA FILTRI
(Credits: Valentina Ferragni @Instagram)

La stessa Clio Make Up, truccatrice e YouTuber veneta, ha postato su Instagram uno scatto in costume, sorridente in barca con la figlia e senza ritocchi. 

clio-make-up-body-positive-melania-romanelli

Anche oltreoceano la musica non cambia: la bellissima Katy Perry ha mostrato il suo corpo naturale a pochi giorni dal parto dimostrando ai fan di essere “una di loro”, senza particolari ansie di tornare alla “perfezione” post parto.


Guerra ai ritocchi e ai filtri: in Norvegia è legge!

La Norvegia ha deciso di multare chi ritocca le foto senza dichiararlo. A breve, infatti, entrerà in vigore una legge che obbligherà le aziende e gli influencer a segnalare in modo inequivocabile che immagini e foto pubblicitarie sono state ritoccate con filtri o altro: che abbiano ad esempio alterato il colore della pelle o modificato forme e dimensioni del corpo.

In Norvegia la chiamano “kroppspress” e significa “pressione riguardo al corpo”, e riguarda gli standard di bellezza diffusi dalle pubblicità e poco realistici che non fanno che contribuire a diminuire l’autostima tra i giovanissimi.

Obiettivo secondario della legge è quello di inibire all’uso di fotoritocchi ed offrire al pubblico una versione di sé sincera e reale.

*DISCLAIMER: Il materiale e le informazioni contenute nel presente sito sono state elaborate soltanto a scopo informativo: non devono essere considerate consulenza medica, né costituiscono una relazione medico-paziente. Pertanto, ogni decisione presa sulla base di queste indicazioni è personale: l’autrice e la proprietà non possono essere ritenuti responsabili dei risultati o delle conseguenze di un qualsiasi utilizzo o tentativo di utilizzo delle informazioni pubblicate su questo sito. La proprietà del sito e gli autori, inoltre, non si assumono alcuna responsabilità in caso di omissioni di informazioni, refusi o errori di trascrizione in qualsiasi dei contenuti pubblicati. La proprietà del sito si rende disponibile a correggere, migliorare e ampliare i contenuti e ad accogliere eventuali segnalazioni, al fine di offrire un servizio d’informazione sempre aggiornato e attendibile.

By Angela Mazzotta

DIETE E PROMESSE PERICOLOSE: Aderire ai canoni di bellezza “a tutti i costi” Rubrica a cura di Angela Mazzotta per melaniaromanelli.com Giornalista, ufficio stampa, social media manager. Appassionata di scrittura, comunicazione, musica, tv, cinema, libri, viaggi, pizza e cioccolato.  Innamorata perdutamente di Sonia, sua figlia. Un solo motto: cogliere l’attimo, sempre!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Buona Navigazione 😉