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Che cosa significa DCA? Sicuramente hai già incontrato l’espressione DCA, ovvero l’acronimo italiano con il quale ci si riferisce ai disturbi del comportamento alimentare. Tutto ciò che devi sapere in questa guida.

INDICE:


Che cosa significa DCA

Sicuramente se sei arrivato fin qui avrai sentito nominare il termine DCA, e ti sarai anche chiesto che cosa significhi nello specifico. In questo articolo cercherò di illustrarti tutto quello che devi sapere sull’argomento… perché conoscenza è potere… specie se vivi delle problematiche legate al cibo e all’alimentazione.

Il termine DCA significa, innanzitutto, Disturbi del Comportamento Alimentare, e questa espressione racchiude tutte le patologie dell’alimentazione caratterizzate da un errato rapporto con il cibo e da una scorretta percezione del proprio corpo in relazione ad esso. 

Le persone che soffrono di DCA, in pratica, hanno dei veri e propri comportamenti disordinati con il cibo, tanto da “saltare” la normale regola del “mangiare quando si ha fame”, caricando sul cibo significati completamente differenti da quello dell’istinto dell’uomo alla nutrizione. 

Una persona che vive un disturbo del comportamento alimentare, quindi, raramente mangia (o non mangia) per fame, ma anzi: vive con il cibo un rapporto di amore e odio, spesso parallelo all’odio che prova per se stesso.

I comportamenti comuni di chi vive un DCA

Ingestione abnorme di cibo, privazione del cibo, vomito auto-indotto, assunzione di farmaci per il controllo del peso, attività fisica finalizzata esclusivamente alla perdita di peso, alimentazione incontrollata, restrizione calorica, etichettare il cibo come “male” se non rientra in determinate categorie autoimposte, isolarsi socialmente durante i pasti…

Queste sono solo alcune delle caratteristiche di un comportamento problematico con il cibo, le quali, tra l’altro, possono essere presenti sia singolarmente sia di concerto. Al di là degli elenchi, comunque, ciò che conta è che non tutte le persone che hanno questi comportamenti sono necessariamente affette da DCA, in quanto esistono alcuni parametri di riferimento molto ben precisi che ne convalidano il disturbo (la corretta diagnosi).


Quali sono i principali disturbi alimentari

Ogni comportamento alimentare sbagliato, che porta ad uno stato di alterazione fisico/mentale può portare una persona a sviluppare un DCA

Tra i disturbi più noti, conosciuti e diffusi a livello percettivo (specie nelle persone “comuni” che non li vivono) troviamo: 

  • Anoressia Nervosa;
  • Bulimia Nervosa;
  • Binge Eating Disorder.

Questi sono i 3 principali disturbi del comportamento alimentare annoverati nel DSM-5, il Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali, che nasce in America e che consente in tutto il mondo di diagnosticare nel modo corretto tutti i disturbi mentali, tra cui quelli dell’alimentazione “standard” e i NAS (i nuovi disturbi alimentari dei quali ti parlo tra poco).

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Anoressia Nervosa

L’anoressia si distingue dal resto dei DCA poiché le persone che ne soffrono hanno un comportamento di quasi totale privazione (che può essere piò o meno grave) dell’ingestione di cibo. L’anoressia, come la maggior parte dei DCA, può iniziare in maniera subdola e quasi senza accorgersene, nel momento in cui la persona lentamente e gradualmente limita l’assunzione di cibo fino al punto in cui, nei casi più gravi, diventa pressoché nulla.

Di solito per guarire é necessario intervenire prontamente con il ricovero, poiché le conduzioni fisiche del corpo sotto alimentate vanno tempestivamente affrontate a livello sanitario. Se prima era un disturbo tipicamente femminile, oggi si sta assistendo allo sviluppo di due fenomeni preoccupanti: l’anoressia maschile e l’anoressia infantile.

Bulimia Nervosa

La bulimia nervosa si caratterizza con l’assunzione di un’enorme quantità di cibo in poco tempo (alimentazione incontrollata o abbuffate), con l’aggiunta conseguente del meccanismo di compensazione del vomito auto-indotto, dell’uso di lassativi e dell’eccessivo workout fisico. 

Possono, inoltre, verificarsi anche periodi o momenti in cui si alternano le grandi abbuffate ai comportamenti di privazione di cibo, specie perché il meccanismo alla base che governa la persona bulimica è quello del “controllo” attraverso il cibo.

Binge Eating Disorder 

n ultimo, troviamo il Binge Eating, detto anche disturbo da alimentazione incontrollata, che è caratterizzato da episodi di abbuffate ricorrenti (almeno 3-4 alla settimana), nelle quali la persona vive dei momenti di alimentazione eccessiva in un brevissimo lasso di tempo, provando un forte senso di disgusto e odio per se stesso.

A differenza della bulimia, però, questo DCA non prevede i meccanismi di compensazione di vomito, lassativi e eccessivo workout, ma può presentare dei periodi più o meno brevi di dieta restrittiva per controllare l’aumento eccessivo di peso successivo alle abbuffate compulsive.


I nuovi disturbi alimentari NAS

Sempre nel Manuale Diagnostico versione 5 vengono elencati tutta una serie di disturbi alimentari che vengono denominati NAS, ovvero i “nuovi” disturbi alimentari Non Altrimenti Specificati

I disturbi NAS vengono chiamati così perché le persone che ne soffrono hanno dei disturbi che sono estremamente significativi, ma non soddisfano tutti i criteri che caratterizzano i DCA standard che abbiamo appena visto nel paragrafo precedente. 

Tra i nuovi disturbi alimentari NAS, troviamo:

  • Ortoressia Nervosa;
  • Bigoressia (o Vigoressia);
  • Disturbo Pica;
  • Alimentazione selettiva; 
  • Alimentazione notturna;
  • Mastica e sputa;
  • Mericismo.
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Ortoressia Nervosa

L’ortoressia è caratterizzata dal trasformare l’idea di una sana alimentazione in una vera e propria ossessione. Questo pensiero di alimentarsi solo con i cibi considerati sani e “permessi”, dunque, include l’esclusione totale di alcune categorie di nutrienti quali zuccheri, carboidrati e grassi, il controllo maniacale dei pasti in tutto il loro processo (partendo dall’acquisto delle materie), dalla lavorazione alla cottura alla provenienza della materia prima, la selettività per alimenti esclusivamente biologici e meno lavorati possibile. 

Di solito l’ortoressia, nei casi estremi, viene accompagnata dalla scelta di 1 solo giorno di sgarro a settimana (che spesso diventa una vera e propria abbuffata “connessa”) e dal workout eccessivo per compensare eventuali “errori alimentari” –  il cosiddetto comportamento bigoressico.

Bigoressia 

La bigoressia è un’altro disturbo alimentare NAS caratterizzato dall’insoddisfazione perenne della propria forma fisica, che porta a ricercare uno stereotipo corporeo con ogni mezzo disponibile mediante diete iperproteiche, abuso di integratori e sessioni di sovrallenamento, per raggiungere la perfezione muscolare.

Chi soffre di bigoressia (detta anche vigoressia), in pratica, vive costantemente ossessionato dalla grandezza dei propri muscoli, tanto da vivere solo per la palestra, tralasciando tutto e tutti isolandosi dal resto del mondo. 

Disturbo Pica

Il disturbo alimentare Pica, invece, si denota con l’ingestione, per un periodo di tempo superiore ad un mese, di sostanze non commestibili e con alcun contenuto alimentare e nutritivo. Chi soffre di Picacismo, in pratica, arriva a ingerire sostanze quali capelli, carta, sapone, cenere, gesso, piccole parti metalliche, ecc. ecc.

Il disturbo Pica è uno dei nuovi disturbi alimentari di recente diffusione, e vive un vero e proprio stigma sociale, dato che le persone che ne soffrono si sentono tremendamente inadeguate.

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Alimentazione selettiva

L’alimentazione selettiva, che fa sempre parte dei DCA NAS, è un comportamento alimentare che prevede una selezione estremamente ridotta di alimenti che vengono consumati dalla persona, che vive rifiutando qualunque altro tipo di cibo.

Questo disturbo si chiama anche Disturbo evitante/ restrittivo, dal momento che chi ne soffre restringe la sua alimentazione evitando completamente alcuni cibi. Va da sé che, così facendo per un lungo periodo di tempo, la persona potrebbe incorrere in carenze nutrizionali importanti. 

Alimentazione notturna

L’alimentazione notturna – detta anche night eating syndrome o NES – si caratterizza nell’assunzione di cibo che avviene quasi esclusivamente di notte. La sindrome da alimentazione notturna è un disturbo alimentare caratterizzato, dunque, da un pattern circadiano ritardato di assunzione di cibo (il normale momento del corpo di nutrirsi per funzionare correttamente).

Il disturbo NES non è lo stesso del disturbo da alimentazione incontrollata, in quanto la quantità di cibo consumato la sera/ notte non è necessariamente grande né è necessaria una perdita di controllo sull’assunzione di cibo. Tuttavia, molti individui con sindrome da alimentazione notturna sono spesso anche mangiatori incontrollati, fattore che spesso porta ad associare i due DCA. 

Mastica e sputa

Anche se il DSM-5 non considera ancora il mangiare e sputare come un disturbo alimentare a se stante, il comportamento di masticare un cibo per poi sputarlo senza ingoiare è comunque un disordine alimentare a tutti gli effetti (tra l’altro in grande aumento tra le ragazze più giovani).

Spesso arriva insieme ad altri disturbi quali l’ortoressia o il binge eating, dal momento che la persona che ne soffre considera il “sistema” di non ingoiare una soluzione alla riduzione dell’ingresso calorico quotidiano (con il conseguente controllo sull’aumento di peso corporeo).

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Mericismo

Il mericismo un disturbo alimentare anche detto di ruminazione e si sviluppa quando il cibo che viene ingerito viene poi rigurgitato in bocca (anche digerito in maniera non totale) per venire poi masticato, ingoiato di nuovo o sputato.

A differenza del mastica e sputa (chewing and spitting, un disturbo alimentare per cui la persona volontariamente mastica un cibo per limitare una eventuale elevata assunzione calorica, il mericismo è associato a fattori psico-somatici. In pratica, la persona non comprende il perché del suo rigurgito “involontario”.


Quali sono le cause di un disturbo alimentare?

Ricercare le cause di un disturbo alimentare è estremamente difficile, poiché i fattori possono essere molteplici. Tuttavia, negli ultimi anni gli studi che riguardano i DCA sono stati molti e si sono individuati e suddivisi almeno tre fattori principali che possono aumentare il rischio di soffrire di disturbi alimentari.

Genetica e predisposizione

Il primo è il fattore predisponente, ovvero tutti i fattori ambientali, genetici e psicologici che rendono una persona più facilmente vulnerabile.

Parenti che soffrono di DCA, anche inconsapevolmente, poca stima di sé, l’isolamento sociale nato dall’insoddisfazione circa il proprio aspetto ecc. Solitamente questo habitat ambientale e genetico, sulle persone con poca consapevolezza alimentare, può portare a comportamenti di dipendenza o ossessivo compulsivi quali l’abuso di alcool o, appunto, un disturbo del comportamento alimentare.

L’evento scatenante

Il secondo è il fattore precipitante, cioè il fattore che scatena il disturbo in quelle persone che sono già predisposte (a livello genetico e biologico).

Tra i più disparati ritroviamo tutti quegli eventi che sono difficilmente gestibili a livello emotivo: perdite emotive, lutti, abusi, fino ad arrivare a fattori come l’errata percezione del proprio corpo, i fallimenti nella vita personale, lavorativa e scolastica, ecc. ecc. Tali eventi sono talmente devastanti dal punto di vista emotivo e psicologico, dunque, che la persona riversa sul cibo tutte le sue ansie e preoccupazioni. 

Il mantenimento e le ricadute

Il terzo ed ultimo fattore è detto di mantenimento, quindi tutti quei fattori che impediscono un ritorno alla normalità e che possono essere di natura fisica, psicologica o ambientale.

Tali fattori innescano un circolo vizioso nella persona dal quale sembra impossibile uscire… tanto è vero che le ricadute, i movimenti yo yo di dieta-restrizione-abbuffate ecc. sono proprio la parte “visiva” della nostra poca conoscenza delle strategie per combattere il nostro DCA.

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Come si trattano i DCA?

Affinché siano curabili e risolvibili in maniera definitiva, i disturbi del comportamento alimentare devono essere trattati a 360 gradi e senza tralasciare nessun aspetto, con un approccio 100 % olistico. 

Dato che le loro cause sono multifattoriali, come abbiamo appena visto, allo stesso modo il trattamento dovrà necessariamente essere integrato e multidisciplinare.

I disturbi devono essere diagnosticati come veri DCA, poiché non tutti i comportamenti alimentari errati sono da considerare vere e proprie patologie alimentari; fatto questo primo passo, poi, l’approccio potrà essere diverso in base al disturbo alimentare, alla condizione di salute della persona e alla consapevolezza che la persona stessa ha della propria patologia. 

Terapie Mediche 

Le terapie mediche vengono utilizzate prevalentemente per affrontare tutti gli aspetti legati al recupero fisico della persona: diagnostica e cura delle complicanze mediche, stabilire un adeguato approccio alla alimentazione, correggere i comportamenti, curare i disturbi associati.

Terapie Naturali

Le terapie naturali, invece, possono essere un validissimo supporto nel lungo processo di guarigione da DCA, e possono comprendere tutti gli aspetti ad essi legati: dal trattamento e cura delle complicanze alla corretta alimentazione ad un supporto psicologico adeguato. In tal caso, è sempre bene assicurarsi di essere in una buona condizione di salute, per potersi avvicinare alla guarigione anche diventandone responsabili (ma avendo, dunque, scongiurato il pericolo fisico).

Se così non fosse – se persistono, dunque, condizione fisiche estreme per le quali la persona rischia la vita (come accade nei casi di grave anoressia) – è bene ricorrere ai centri specializzati in disturbi alimentari sul territorio nazionale (i cosiddetti centri DCA), ovvero i luoghi predisposti al trattamento completo e professionale per tutti i disturbi del comportamento alimentare.   


Quando ricorrere ad un coach alimentare

La figura del coach alimentare è di grande supporto durante tutta la durata del percorso di guarigione, e può rivelarsi anche un ottimo alleato nella vita di tutti i giorni una volta superato il periodo critico del disturbo alimentare.

Il coach alimentare, infatti, è una figura che supporta, consiglia ed accompagna la persona che sta cercando di lottare contro i DCA dal punto di vista pratico e nella sua quotidianità: piccoli dettagli legati al Mindful Eating (il mangiare con consapevolezza) da applicare a casa ogni giorno; la routine alimentare migliore, nonché tutte le strategie, le tecniche e il mindset giusto per spezzare la catena dei DCA quando si presenta lo “stimolo”

Un coach alimentare, infine, può aiutare la persona ad evitare per sempre le ricadute, costruendo un lavoro efficace e costante giornaliero per far sì di ricostruire un rapporto sano con il cibo e tornare a sorridere.

Soffri di DCA? Prenota adesso la tua consulenza gratuita con me… ne verremo a capo insieme! 

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Di 6pcet

 Melania Romanelli, scrittrice, blogger e personal coach. Nel 2017 ha pubblicato su Amazon il romanzo “Spero Tutto Bene: un viaggio alla ricerca della felicità è sempre un ritorno a casa”. Blogger e Content Creator presso www.melaniaromanelli.com, personal coach sui temi di crescita personale, olismo energetico, spiritualità, disciplina e routine. Nel 2019 ha creato il programma "BED LIONS: come guarire dal Binge Eating Disorder”, per aiutare tutte le persone che soffrono del disturbo alimentare Binge Eating a guarire facendo appello alla propria forza interiore. Vive tra Canarie, Spagna e Italia. Per saperne di più: www.melaniaromanelli.com. Scopri di più su Melania!

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