3.000 nuovi casi ogni anno e 3 milioni di persone in Italia: queste sono le cifre allarmanti sui disturbi del comportamento alimentare. Come aiutare, dunque, una persona a noi vicina che soffre di disturbi alimentari? 


INDICE:


Disturbi alimentari: rispetta e conosci chi ne soffre

Mettiamo caso che, tra 3.000 nuovi casi ogni anno, c’è proprio una persona che conosci. O mettiamo il caso, ancora più frequente, che ti accorgi che qualcuno intorno a te soffre di disturbi del comportamento alimentare. Cosa puoi fare per aiutarla?

In questo articolo andiamo a scoprire tutto quello che puoi fare se tuo figlio piccolo o adolescente, o una persona adulta che ami in generale, sviluppa dei comportamenti alimentari disordinati. 

Con una parola d’ordine su tutte: rispetto. 


Non commentare 

Quando non sappiamo come aiutare una persona con disturbi alimentari, molto spesso ci preoccupiamo di cosa dire. Eppure, altrettanto importante è proprio il contrario: cosa NON dire a chi soffre di disturbi alimentari. 

Per prima cosa, non dobbiamo mai e poi mai commentare i suoi cambiamenti corporei, neppure in positivo!

“Quanto sei dimagrito! Bravissimo!”

“Hai messo su qualche chilo… tutto ok?”

“Come sei cambiata! Sei bellissima!”

Anche se quelli che leggi sono ai poli opposti, qualsiasi commento dedicato all’aspetto fisico di una persona potrebbe innescare dei comportamenti compulsivi. Persino i complimenti!

Dietro un dimagrimento, un fisico normopeso o il prendere dei chili dopo qualche mese, si nascondono un mondo di lotta quotidiana e di ansia legata all’alimentazione. E, più spesso di quanto tu possa immaginare, dei disturbi del comportamento alimentare. 


Non parlare di Dieta 

Il diet talk, il chiacchiericcio continuo su dieta dimagrante e conteggio calorico – in generale ma specie per chi soffre di DCA – dovrebbe essere bandito dalle conversazioni… specie a tavola!

Non commentare mai quanto e cosa una persona sta mangiando, non parlare della tua nuova dieta “miracolosa” se non conosci la persona che hai di fronte.

Soprattutto, evita di proporre soluzioni lampo e fai da te alla persona che soffre di abbuffate compulsive oppure abituata alla ossessione calorica estrema.

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Lasciala mangiare!

Se una persona soffre di anoressia nervosa, abbuffate incontrollate, bulimia o obesità, oppure di comportamenti alimentari disordinati in generale, evita sempre di fare commenti a tavola sul suo modo di mangiare.

Poco, molto, preoccupante: ovviamente lo noterai, specie se non hai difficoltà alimentari particolari, ma cerca sempre di rapportarti con lei senza giudicare o fare particolari pressioni. Come abbiamo detto prima, evita il diet talk e qualsiasi commento su cosa “dovrebbe” fare per risolvere la situazione.


Ascolta senza criticare/ giudicare

Se una persona ti sta confessando di avere delle difficoltà alimentari, la prima regola è quella di ascoltare senza criticare. Apri la mente a cosa ti sta raccontando, specie se quello che senti è quasi incomprensibile. Molto spesso, infatti, siamo portati a pensare che è talmente semplice gestire i pasti che tutti dovrebbero farlo con altrettanta naturalezza.

Eppure, chi vive un disturbo alimentare tutto prova tranne che “naturalezza” nei confronti del cibo: è un nemico spietato, un “mostro” e sfugge dal suo controllo.

Dunque, non criticare e non giudicare ciò che ti sta dicendo. Piuttosto, fai sapere alla persona che le starai vicino a prescindere. A volte basta solo una parola di conforto per rasserenare una persona con un DCA ed evitare una ricaduta! 


Attenzione all’“improvvisazione”

Anche se pensiamo che i nostri consigli di “persone sane” potrebbero essere la risposta al quesito su come aiutare una persona con disturbi alimentari, non è affatto detto che sia così.

Anzi, sono proprio i consigli improvvisati – assolutamente in buona fede, per carità – a gettare la persona in uno stato di confusione che potrebbe precedere i meccanismi di alimentazione compulsiva o di restrizione.

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NO, quindi ai consigli su:

  • Diete miracolose
  • Diete ipocaloriche o proteiche
  • Diete low carb o di un solo alimento
  • Tutte le diete in generale (chiaro il concetto, no?)
  • Allenamento per “compensare”
  • Meccanismi di compensazione (no alle diete liquide, no ai lassativi, no ai farmaci, no ai brucia grassi)
  • Sostituzione di pasti (i finocchi NON SONO come i biscotti per una persona con un disturbo alimentare!)
  • Beveroni proteici o beveroni sostitutivi di pasti
  • Evitare le uscite sociali
  • Gettare il cibo “pericoloso” (perché un equilibrio alimentare deve portare all’opposto, ovvero alla capacità di mangiare con consapevolezza tutti i cibi ascoltando il corpo)
  • Digiuno compensatorio o intermittente
  • Rimedi “miracolosi” (anche se scientificamente dimostrati)

Studia e comprendi cosa succede

Come avrai capito, il mondo dei disturbi alimentari non è fatto solo di sintomi o diagnosi, ma di una serie di comportamenti che per molte persone sono addirittura “normali” o “gestibili”. Ecco perché, in definitiva, se vuoi davvero aiutare una persona che soffre di disordini dell’alimentazione e della nutrizione dovrai innanzitutto iniziare a studiare. 

Quali sono i disturbi alimentari frequenti e meno frequenti, come fare se a soffrirne è un bambino o un adolescente o un adulto e, soprattutto, cosa succede nei comportamenti, nella mente e nell’anima di chi ne soffre. Banalmente, la persona che hai di fronte può sembrarti la più sana del mondo (infatti molto spesso sono “normopeso”), ma non sai cosa si nasconde dietro una facciata di apparente serenità. 

Cosa fare, in definitiva? Rivolgerti prontamente ad una persona qualificata e pronta a darti una mano!

Conosci qualcuno che soffre di disturbi alimentari? 

Prenota una consulenza con me se vuoi scoprire come aiutarlo! 

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