La cura del Binge Eating e i rimedi naturali e alternativi per combattere i disturbi alimentari. Dalle terapie “artistiche” alla Mindfulness, fino alla floriterapia e all’utilizzo dei cristalli.


INDICE:

Terapie mediche vs. Terapie naturali

Guarire in modo “alternativo”

Le parole “alternativo” e “cura”, associate insieme, di solito suscitano sempre un po’ di sconcerto, imbarazzo, rifiuto e anche un minimo di rigetto che nasce dalla ignoranza. 

“Non esistono cure alternative per il Binge Eating”

“Solo i medici possono curare le patologie”

Ora, io non voglio di certo far nascere una polemica, non sono il tipo, ma sollevare la mia voce sull’argomento quello sì. Dopo tutto siamo in un Paese libero, dove la libertà di espressione conta e dove, ancora più importante, non si parla di molti argomenti che secondo me sono indispensabili per lo sviluppo dell’uomo. Il primo fra tutti: la cura del Binge Eating come nel 2020. 

Ho appena letto la notizia di un ragazzo che, a 20 anni, è appena morto di anoressia, e non posso non chiedermi se sia proprio la nostra reticenza – o la nostra ignoranza, lo ribadisco – a provare diverse strategie o perlomeno ad ascoltarle, a farci male. 

Ecco perché credo che, oltre ai rimedi medici dei quali abbiamo già largamente parlato, bisogna anche affrontare il discorso sui rimedi “alternativi” per la cura del Binge Eating.

E se la parola “alternativo” fa storcere il naso, la opzione migliore è quella di utilizzare il concetto di “naturale”. Perché la natura non può far male, e possiede un incanto e un’energia che da soli possono dare ai malati una possibilità in più di respirare. Scopriamo insieme, dunque, tutti i rimedi naturali per la cura del Binge Eating!

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Terapie alternative alla cura del Binge Eating

A dovere di cronaca, c’è bisogno di una precisazione: in realtà, ciò che io intendo per “alternativo” è una serie di terapie che si differenziano molto da quelle classiche e mediche, e che abbracciano una visione un po’ più olistica e totalizzante per la persona. Mi spiego meglio.

Il Binge Eating (così come tutti i disturbi alimentari “vecchi” quali anoressia e bulimia e “nuovi” come bigoressia, ortoressia e il disordine pica) è contemporaneamente un disordine alimentare che può essere curato con medicinali e con trattamenti e ricoveri ospedalieri – tanto che fa parte dal 2013 delle malattie mentali – ma anche e soprattutto un malessere psicologico ed emotivo che racchiude una situazione personale molto dolorosa. In altre parole, non è di solo cibo che soffre la persona che ne è afflitta. Anzi, tutto il contrario.

Chi soffre del disturbo da alimentazione incontrollata incontra una serie di problematiche che con il cibo hanno poco a che fare: solitudine, incomprensione, disgusto, rifiuto sociale, pregiudizio, seize stigma, isolamento. Ed è proprio per questo motivo che, spesso, molti di quei metodi che vengono considerati alternativi, appunto, sono in realtà la soluzione che mancava per concludere il cerchio degli strumenti e degli approcci per guarire e per la cura del Binge Eating e dei disordini alimentari.

Vediamo insieme adesso tutte le terapie “alternative” e i rimedi naturali per la cura del Binge Eating Disorder.

Terapia di accettazione e impegno (ACT)

La terapia di accettazione e impegno viene utilizzata per aiutare uomini e donne a concentrarsi sui modi per prendere coscienza e accettare le proprie emozioni ed esperienze. Questa terapia è utile nel recupero del disturbo alimentare, in quanto aiuta le persone a sviluppare una relazione più sana con le loro emozioni e il loro intelletto (Accettarsi, il 1º step del mio programma “BED LIONS: come guarire dal Binge Eating Disorder”).

Questo tipo di terapia può anche aiutare i malati con disturbi alimentari a riconoscere pensieri e impulsi legati alla malattia, aiutandoli a comprendere tali impulsi e a porre riparo. L’ACT è efficace anche nel trattamento di disturbi concomitanti quali depressione o ansia. 

Art therapy

Questa è una forma di psicoterapia che utilizza i media artistici come principale forma di comunicazione e guarigione terapeutica. Le persone con disturbi alimentari che utilizzano la terapia artistica nel trattamento sono spesso guidate da un professionista nell’illustrare storie, pensieri e/o sentimenti personali. I tipi di terapia artistica che potrebbero essere inclusi sono la pittura, la produzione di argilla, la scultura e il disegno.

L’art therapy può essere una parte importante del trattamento per coloro che soffrono di disturbi alimentari, in quanto consente uno sbocco creativo per l’espressione e la guarigione. Può anche essere utile per il trattamento di disturbi concomitanti, come l’abuso di sostanze o i disturbi dell’umore. 

Terapia del movimento (danza)

La dance movement therapy è una forma terapeutica di guarigione che consente ai partecipanti di essere coinvolti in modo originale nell’affrontare ed esprimere le  proprie emozioni. Anche la terapia del movimento può svolgere un ruolo importante nel raggiungimento di un sano equilibrio e di un nuovo approccio all’espressione di sé. Il movimento è lo strumento grazie al quale i terapeuti osserveranno, valuteranno e applicheranno i necessari interventi.

Tale terapia è stata dimostrata quale forma efficace di psicoterapia per vari disturbi, tra cui difficoltà di apprendimento e disturbi dell’umore. Per quanto riguarda i disturbi alimentari, la terapia della danza può essere influente nella guarigione attraverso movimenti ed espressioni guidati che possono riconnetterci con il nostro corpo. 

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Terapia equina

La terapia equina è una forma di psicoterapia che utilizza i cavalli come strumento per la crescita emotiva. La terapia equina si basa sul presupposto che il legame che può crescere tra uomo e animale consentirà la guarigione emotiva. Le attività che potrebbero essere coinvolte sono la cura dell’animale e gli esercizi di base guidati da un esperto.

Utilizzare la terapia equina durante il trattamento potrebbe generare nelle persone una maggiore autostima e una crescita in positivo della propria immagine corporea, poiché la cura di un animale ha dimostrato essere, in particolare, un’esperienza di potenziamento personale notevole. 

Terapia familiare

La terapia familiare è una parte importante del trattamento, in quanto coinvolge e lavora con famiglie e coppie. L’obiettivo della terapia familiare è promuovere il cambiamento e la maturazione, e le sessioni sono supervisionate da un terapeuta familiare. La terapia familiare deve essere presa in considerazione quando si osserva un malfunzionamento all’interno di una famiglia, contribuendo a mettere in luce problemi che riguardano la capacità generale della famiglia di rispondere alle emozioni sotto stress. Questa forma di terapia è cruciale per coloro che soffrono di disturbi alimentari, in quanto promuove la guarigione di tutta la famiglia e può essere utile per eliminare quelle situazioni potenzialmente letali per il Binge Eater, delle quali molto spesso la famiglia contribuisce alla causa pur essendone all’oscuro. 

Una versione avanzata di questa terapia si chiama Maudsley Method. Questo trattamento basato sulla famiglia si concentra sul coinvolgere i genitori come ruolo attivo nel processo di recupero del bambino da disturbi alimentari. Ciò includerebbe la guida dei genitori nell’aiutare il proprio bambino a mangiare pasti equilibrati e sani e prevenire comportamenti devianti. Il metodo Maudsley prevede in genere tre fasi e può essere una parte cruciale del recupero a lungo termine per gli adolescenti con disturbi alimentari. 

Esperienza somatica e disturbi alimentari

Quando il trauma è al centro di un disturbo alimentare, l’esperienza somatica (SE) si rivela spesso un prezioso strumento terapeutico. La SE si basa sull’idea che il trauma sia una condizione fisiologica, non psicologica; pertanto, il corpo deve essere incluso nella terapia.

Quando una persona sperimenta un trauma, infatti, l’energia di sopravvivenza – diversamente da ciò che accade in natura – rimane intrappolata nel corpo. Ecco perché l’Esperienza Somatica si sforza di scaricare e quindi neutralizzare questa tensione negativa. Mentre la terapia avanza, l‘energia fisica repressa viene spesso rilasciata sotto forma di tremore, sudorazione, pianto e persino sbadiglio.

A loro volta, si verificano cambiamenti fisiologici, sotto forma di nuovi percorsi neurologici creati nel cervello. Sono questi percorsi neurologici, del resto, che alla fine portano a un comportamento modificato. E questo vale anche per quanto riguarda la cura di un disturbo alimentare, che si basa proprio sulla interruzione di un comportamento dannoso per l’organismo. Molte strategie terapeutiche come la SE, in definitiva, possono contribuire in modo molto positivo (e sano) alla sua eradicazione permanente.


Trattamenti olistici per guarire dal BED

Come ho già affermato qualche paragrafo fa, un approccio funzionale ed efficace per vincere i disturbi dell’alimentazione e il disturbo da alimentazione incontrollata è avvicinarsi alla guarigione seguendo una prospettiva “olistica”. L’olismo, più precisamente il benessere olistico della persona, è un metodo che considera la persona nella sua totalità, e non soltanto nella sua relazione disordinata con il cibo. Seguendo tale metodo, pertanto, si vanno a sottolineare tutti i punti di malessere del soggetto, per cercare di affrontarli uno ad uno e raggiungere, di conseguenza, l’equilibrio del corpo. Il cibo è una componente del corpo umano che dà nutrimento e vita, ma spesso assume delle valenze di natura psicologica, che generano proprio i comportamenti disfunzionali ad esso legati. 

Per questo motivo, dunque, applicare un trattamento olistico alla persona che soffre di Binge Eating è una buona soluzione, perché agisce su tanti aspetti del mondo della persona stessa, tendendo all’equilibrio perfetto di alimentazione, amor proprio, relazioni sociali, senso della vita, nutrimento e bilanciamento del corpo e della mente. 

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ll Trauma-Sensitive Yoga

Binge Eating e Yoga. Un binomia che non ti aspetti ma che, al contrario, può fare tanto in termini di salute del corpo e della mente. Del resto, insegnare a coloro che sono in conflitto con il proprio io fisico – e che desiderano lavorare sugli aspetti del sé con cui possono identificarsi (un corpo energetico, un corpo di dolore e persino la ricerca del vero Sé) – è eccezionalmente gratificante. Spesso è il primo passo per sentirsi a casa nei nostri corpi fisici, e anche il primo passo per fidarsi dei nostri sentimenti e delle nostre esperienze nel mondo.

Fisicamente, il Trauma-Sensitive yoga può essere personalizzato per supportare la digestione, alleviare la costipazione e ridurre la reattività attorno al doloroso processo di rialimentazione (rinnovata scoperta del cibo come amore e non come paura). Emotivamente, questa tipologia di yoga supporta una connessione con le risorse interne, in modo tale che sentimenti, bisogni e desideri siano radicati e diventino positivi. Con un lavoro costante – che si serve di alcune posture specifiche che “aprono” il corpo di dolore attraverso lo stretching, per poi terminare con il rilassamento – i modelli di pensiero stressanti che perpetuano i disturbi alimentari possono spesso svanire (almeno temporaneamente). A volte, le emozioni che ci hanno gravato per anni possono essere rilasciate durante o dopo una pratica yoga di tale intensa profondità.

Per alcuni, lo yoga potrebbe sembrare conflittuale. Chiediamo alle persone di sedersi nell’esperienza diretta del proprio corpo e focalizzandosi nel respiro. Chi vive con disturbi alimentari, però, in questo semplice processo può sentirsi estremamente a disagio. Per così tanto tempo, infatti, questi individui hanno sperimentato tumulti e disconnessioni tra corpo e mente. Ciò che troveranno nello yoga, al contrario, è un senso più profondo di essere presenti (notando ciò che sta accadendo ora invece di rimuginare con pensieri sul passato, sul futuro… o sul cibo). Possono anche trovare piacere e accettazione nel corpo e, alla fine, trovare la capacità di ascoltare e rispettare i suoi istinti e bisogni unici, accettandolo e amandolo così come è.

In definitiva, lo yoga insegna auto-compassione e resilienza, due delle componenti essenziali per combattere i disturbi alimentari durante l’intero processo che porta all’episodio disfunzionale. 

La Mindfulness

Molti mi chiedono come possa la Mindfulness sconfiggere il Binge Eating Disoder… semplice! Facciamo un esempio. Consideriamo un cubetto di ghiaccio: quando è nello stato solido, l’acqua non può essere versata. Viceversa, quando è allo stato liquido, l’acqua non può essere tenuta in mano senza che si disperda. In parole povere: Mindfulness e Binge Eating sono due realtà della mente non coincidenti: se esiste l’una, l’altro non può esistere! Mi spiego meglio…

La Mindfulness (consapevolezza) è uno stato di consapevolezza che consente alle persone di valutare come si sentono e cosa stanno pensando in un preciso momento. Ciò consente loro di vedere in che modo i loro pensieri e le loro emozioni interiori portino a comportamenti disordinati. La consapevolezza, pertanto, permette alle persone di vivere anche nel momento presente, piuttosto che rimanere bloccati su eventi passati o su pensieri ossessivi (quel dannato pacco di cereali nella dispensa…).

Osservando se stessi obiettivamente e rimanendo nel momento presente, dunque, le persone con disturbo da alimentazione incontrollata possono iniziare a smantellare le barriere protettive che hanno creato. Con la rimozione di queste barriere, infine, possono iniziare a vedere il loro percorso verso la guarigione e gli ostacoli che si frappongono.

Man mano che la loro consapevolezza migliora, quindi, diventeranno molto più auto-coscienti e acquisiranno preziose intuizioni sulle loro menti e corpi, e anche su come rinunciare all’episodio di abbuffata. 

Benefici della Mindfulness per i disturbi alimentari

Oltre a rafforzare la consapevolezza di sé, la Mindfulness può anche aiutare a:

  • allontanare il pensiero della fame nervosa
  • ridurre i modelli di pensiero negativo
  • ripristinare i sentimenti di controllo
  • migliorare l’autostima e la fiducia
  • ridurre la reattività a sentimenti travolgenti
  • identificare gli scatenati degli episodi di abbuffata

Questa abilità, in definitiva, insegna alle persone con disturbo da alimentazione incontrollata che sono più della somma dei loro pensieri. Rivela loro che possono controllare quei pensieri e reindirizzare la loro energia lontano da comportamenti disordinati. Con questa comprensione, possono intraprendere la strada del recupero dalla malattia in maniera intuitiva e spezzare la catena del Binge Eating quando si presenta di nuovo, ricorrendo anche al Mindful Eating, il mangiare con consapevolezza. E solo abbracciando la corrente dei rimedi naturali per la cura del Binge Eating!

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Un percorso personale: Coach disturbi alimentari

Bene, siamo arrivati alla fine di questo articolo, e potrebbe regnare un po’ di confusione. 

“Quale terapia scelgo?” 

“Da dove inizio per combattere il Binge Eating Disorder?”

In realtà, anche se sembra tutto complicato, la risposta è molto semplice: COMINCIA DA TE. Solo tu sai cosa ti fa sentire meglio e dove ti senti più a tuo agio ad iniziare il percorso di guarigione dalla malattia. Ogni persona è differente, e l’approccio olistico e naturale ci insegna proprio a lavorare insieme al nostro istinto in favore della nostra salute. 

Detto questo, il mio consiglio è sempre quello di lavorare su diversi fronti.

Per curare il disturbo da alimentazione incontrollata – fermo restando i percorsi medici che ritengo fondamentali – serve un approccio multidisciplinare, al quale avvicinarsi per gradi… compresi appunto i rimedi naturali per la cura del Binge Eating. Se non altro, potrai diventare immediatamente il BOSS DELLA MALATTIA, come piace dire a me, e non una semplice pedina indifesa nelle sue mani.

Ecco perché ho creato un metodo personale per spezzare la catena del Binge Eating con praticità, quando sei a casa da solo e puoi contare solo sulla tua mente e sulla tua forza di spirito. 

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