Disturbi Alimentari: i dati statistici. Facciamo il punto della situazione fino al 2021-inizio 2022, analizzando i dati diffusi dal Ministero della Salute. Scarica anche il PDF informativo e riepilogativo a fine articolo.


Emergenza posti letto per i disturbi alimentari: dati 2022

Come afferma a Vanity Fair Leonardo Mendolicchio, psichiatra specializzato nella cura dei disturbi alimentari e Direttore del Reparto Riabilitazione DCA dell’Auxologico Piancavallo, quella dei posti letto per i disturbi alimentari è una vera e propria emergenza sanitaria. Tra i motivi della carenza, ovviamente, la necessità di “strappare” i posti letto da quelli per i DCA a quelli per i ricoverati da Covid 19. Che, nei casi peggiori, può significare un attentato alla vita.

“C’era prima del Covid figuriamoci adesso! Riscontravamo una carenza di luoghi di cura per i disturbi del comportamento alimentare già nel 2019: a fronte di un 4% della popolazione affetta da problematiche alimentari noi avevamo circa 900 posti letto in tutt’Italia, spesso concentrati soltanto in alcune zone».

Denunciando la necessità di uno studio epidemiologico per capire quanti davvero sono gli italiani che soffrono di disturbi alimentari, Mendolicchio non si sbilancia su quanto sia cresciuto ad oggi (estate 2022) questo 4 %.

La protesta, d’altra parte, ha portato il Movimento Lilla – che si occupa della cura dei disturbi alimentari e della loro divulgazione – a reagire contro l’Ospedale San Raffaele di Milano. Dati in aggiornamento.


Disturbi Alimentari: i dati statistici 2021-22

Si parla sempre troppo poco di disturbi alimentari (DCA), patologie mediche e mentali che vanno affrontate prontamente e di petto e che colpiscono in Italia circa 3 milioni e mezzo di persone all’anno, il 70% adolescenti (Dati: SISDCA -Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare).

In occasione della Prima survey epidemiologica a livello nazionale sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Dna), ad opera del Ministero della Salute nell’ambito del programma CMM 2018, sono stati diffusi i dati aggiornati attuali e di cambiamento che riguardano gli ultimi anni di vita dei disturbi alimentari. Eccoli nello specifico.


Il rapporto ISTAT 2021

Nel 29esimo rapporto ISTAT 2021 sullo stato delle famiglie italiane, si parla anche di disturbi alimentari, specie tra i piccoli. Sottolineando ancora una volta – dopo il + 35-40% di aumento dei DCA– quanto la pandemia abbia stravolto abitudini ed equilibri della famiglia intera.

Tra i tanti dati diffusi, l’indagine ha esplorato anche aspetti connessi alle condizioni emotive dei bambini durante la pandemia. L’età dell’insorgenza ha toccato i 10 anni di età.

“La sospensione della didattica in presenza si associa non solo a ritardi nell’apprendimento ma anche a forti difficoltà emotivo/comportamentali. Per uno studente su quattro è stato dichiarato un abbassamento del rendimento scolastico e per quasi uno su tre irritabilità o nervosismo”.

Ed ecco il dato: un bambino su dieci, ha presentato disturbi alimentari, o anche del sonno e la paura del contagio. Nel complesso, quattro su dieci hanno avuto almeno uno dei problemi appena elencati.

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Lo studio pubblicato sul Journal of Affective Disorders nel 2021

+36% dei sintomi associati a disturbi alimentari tra i giovani.

+ 48% boom di ricoveri.

Sono i risultati dello studio dell’International Journal of Eating Disorder, condotto sull’analisi di be 53 ricerche a livello internazionale – oltre 36 mila pazienti con un’età media di 24 anni (90% donne). Un effetto domino che la pandemia ha portato con sé, aumentando sensibilmente lo sviluppo di disturbi del comportamento alimentare tra i giovani. I dati sono poi stati confermati in Italia da una ricerca del Journal of Affective Disorders nel 2021.

Tutti gli effetti della pandemia sui giovani

Secondo gli studiosi, oltre ai disturbi alimentari, tra gli effetti della pandemia possiamo annoverare:

  • impulsività e mancanza di auto-controllo;
  • attacchi di panico (+ 30%);
  • sintomi post traumatici (+16 %);
  • rischio aumentato di comportamenti autodistruttivi;
  • insonnia e disturbi del sonno (+ 18%);
  • ansia e stress cronici (+ 20%);
  • depressione (+ 20%).

Dati sui trattamenti per distrubi alimentari

Nel mondo, sono circa 700 milioni le persone che soffrono di Disturbi alimentari (9 % della popolazione mondiale, dati ANAD 2021)

Gli Stati Uniti conta il 9 % del totale di chi soffre di DCA (70 milioni circa) del mondo.

L’Italia conta lo 0,5 % del totale di chi ne soffre nel mondo.

Stando ad alcune ricerche americane, delle 70 milioni di persone che soffrono di DCA in America:

  • il 10 % cerca aiuto, di cui 1/3 riceve delle cure specifiche;
  • il 20 % muore senza ricevere trattamento;

DCA: i dati generali 2021-22

  • + 30 % di richieste di aiuto per i Disturbi Alimentari nel 2020. È questo il numero allarmante lanciato dal Ministero della Salute in collaborazione con le associazioni/ strutture per la cura dei disturbi alimentari sul territorio, in relazione alla diffusione dei DCA dopo la pandemia;
  • + 50% di richieste di prima visita nel 2021 per Dna.

Età di insorgenza

I dati sull’Anoressia

  • L’incidenza dell’anoressia nervosa è di almeno 8-9 nuovi casi per 100mila persone in un anno
  • tra le donne;
  • L’anoressia è la seconda causa di morte tra gli adolescenti dopo gli incidenti stradali;
  • Ogni anno sono 4mila i morti per anoressia e bulimia.

Diffusione dei diversi Dna

Come riporta centrodca, secondo uno studio di Hay et al. del 2017:

  • l’anoressia nervosa rappresenta l’8% dei casi;
  • l’ARFID (disturbo della restrizione/limitazione del cibo-selettività alimentare) il 5%;
  • il disturbo da alimentazione incontrollata (BED o Binge Eating) il 22%;
  • la bulimia nervosa il 19%;
  • disturbi specifici dell’alimentazione o della nutrizione (NAS-OSFED) il 47%.

Disturbi Alimentari maschili

Gli uomini rappresentano il 5-10% di tutti i casi di anoressia nervosa e il 10-15% dei casi di bulimia nervosa. Per gli uomini l’anoressia maschile è compresa tra i valori 0,02 e 1,4 di nuovi casi su 100mila persone. In pratica, 1 caso su 7-8 coinvolge una persona di sesso maschile in Italia.

I Centri DCA in Italia

Come spiega un comunicato diffuso dall’Iss, ecco i numeri della diffusione dei Centri DCA in Italia:

  • 48 centri al Nord (16 dei quali solo in Emilia-Romagna);
  • 14 al Centro;
  • 29 tra Sud e le Isole.

In totale, ad essere impegnati in queste strutture, sono 963 i professionisti coinvolti: psicologi (24%); psichiatri o neuropsichiatri infantili (17%); infermieri (14%) e dietisti (11%).


Disturbi alimentari: i dati sui ricoveri

  • La prevalenza di ricoveri avviene per anoressia nervosa. I Disturbi alimentari non specificati (NAS) risultano, per il numero e la percentuale di ricoveri, secondi per rilevanza. Al terzo posto l’obesità grave.
  • Il 95% di pazienti ricoverati è di nazionalità italiana. Si evidenzia un trend crescente nel tempo della percentuale di cittadini di Cina, Francia, Nigeria.
  • Nella popolazione maschile il tasso di ospedalizzazione è più alto nelle fasce d’età più giovani (<14 anni) rispetto alla popolazione femminile. Nelle donne il tasso è più alto nella fascia 15-19 anni.
  • Analizzando la variabilità dei tassi di ospedalizzazioni nelle diverse regioni italiane, emergono forti differenze tra una regione e l’altra. Al momento non abbiamo dati specifici nella ricerca del Ministero della Salute circa i numeri regione per regione.

Chi decide per il ricovero?

La maggior parte dei ricoveri per disturbi alimentari proviene dalla decisione:

  • dello stesso istituto di cura (34,4%)
  • su proposta di un medico (21,9%)
  • da altri invii non tracciati (21,4%).
  • dal pronto soccorso (il 15% circa).

Al quarto e al quinto posto della provenienza dei ricoveri si trovano i reparti di pediatria e neuropsichiatria infantile, a conferma del dato di abbassamento dell’età di insorgenza dei DCA anche nei bambini.


DCA: accesso al pronto soccorso

  • Aumento del tasso di accesso in pronto soccorso nel tempo, quasi raddoppiato dal 2014 al 2018 (9 abitanti su 100 mila, rispetto ai 5 del 2014);
  • L’aumento è più rilevante nella popolazione maschile (soprattutto coloro che soffrono di anoressia nervosa), dal 3,8 nel 2014 all’8,0 nel 2018, +110%). Le donne sono aumentate di un +64%.
  • La diagnosi principale più frequente risulta essere “Altri disturbi dell’alimentazione”. La seconda diagnosi è per “Disturbi dell’alimentazione non specificati” (NAS) e il terzo posto è l’anoressia nervosa.
  • Considerando la diagnosi di anoressia nervosa, nella popolazione femminile il tasso di accesso al pronto soccorso è più alto che nei maschi. Il tasso di accesso risulta più alto per pazienti nella fascia d’età 15-19.

Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione: tasso di mortalità

  • Considerando tutte le cause di morte per Dna (Disturbi Nutrizione e Alimentazione) nel loro complesso si evidenzia un andamento decrescente nel tempo del tasso di mortalità.
  • Si può osservare, per tutte le diagnosi, un’età mediana situata nella fascia di età adulta o di anzianità.
  • Emerge in termini assoluti una prevalenza di decessi per anoressia nervosa.
  • Anoressia e bulimia portano ogni anno in Italia circa 4.000 morti. Sono circa 10 morti al giorno.

Le cause di una morte precoce

Le cause di una morte precoce sono risultate essere:


Anoressia: la percentuale di guarigione

Secondo le ricerche dell’Auxologico Piancavallo, struttura specializzata tra gli altri della riabilitazione dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (chiamati anche DNA), è essenziale intervenire tempestivamente quando la malattia insorge per poter contare su una guarigione completa. Ecco i dati:

il 75% dei pazienti affetti da anoressia, se inizia le cure entro i 2 anni dall’esordio, a 5 anni dalla malattia guarisce totalmente.


Disturbi Alimentari: l’età di insorgenza

Secondo le ultime ricerche che hanno fatto seguito alla pandemia da Covid 19, l’età di insorgenza dei disturbi alimentari è dai 10 anni di età.

Tuttavia, una recente ricerca dell’Osservatorio dell’Associazione Pollicino pone l’accento su manifestazioni ancora più precoci in bambini anche molto piccoli.

Dal 2020 a oggi, infatti, si sarebbero quintuplicate le richieste di aiuto nella fascia d’età 0-6 anni e quasi triplicate nella fascia 7-16 anni.


L’invalidità per disturbi alimentari (assegno INPS)

In determinati casi, l’INPS riconosce il diritto ad ottenere un assegno mensile da 287 € per chi soffre di disturbi alimentari, anche se non per tutti. Come si evince dalle linee guida dell’Istituto di previdenza, infatti, tra le malattie che possono dare diritto all’assegno di invalidità si annoverano l’anoressia e la bulimia.

Riconoscere l’invalidità e l’avere il diritto all’assegno non avviene in modo automatico. Una specifica Commissione medica stabilisce la percentuale di invalidità in base al peso corporeo e ai sintomi fisici e, quindi, il diritto o meno a percepire l’assegno.

Esempio. In caso di anoressia “lieve”viene riconosciuta una percentuale d’invalidità pari al 35%. In caso di anoressia “moderata” viene riconosciuta una percentuale del 45%. Per una forma di anoressia “grave” viene riconosciuta una percentuale che va dal 75% al 100%.

Assegno per i DCA: come si procede?

  • Innanzitutto è necessario rivolgersi al proprio medico di famiglia, che deve procedere nel compilare un certificato attestante la gravità della condizione;
  • Il medico, in seguito, trasmette il certificato all’INPS, l’istituto di previdenza che si occupa di stabilire l’invalidità della persona;
  • L’INPS convoca la persona richiedente per una visita medica di accertamento e per una valutazione;
  • La Commissione medica stabilisce la gravità della malattia e il diritto o meno all’assegno.

SCARICA il PDF informativo e riepilogativo su tutti i DATI SUI DCA, AGGIORNATI 2021.

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