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La quarantena è un sacrificio che il Coronavirus – che sta dilaniando il mondo da dicembre 2019 – sta chiedendo a tutti noi, ma è ancora più grave per coloro che soffrono di disturbi alimentari.


INDICE:


Disturbi alimentari e quarantena

È difficile se non impossibile non parlare di Coronavirus. Se fino a qualche mese fa non ne conoscevamo nulla, tantomeno il nome, oggi abbiamo tra noi non solo un “argomento” che ci accomuna, ma anche e sopratutto un “nemico” da combattere uniti. E sebbene ognuno di noi scelga le fonti più o meno autorevoli per restare aggiornati – anche se e quando farlo – una realtà appare ormai certa: la quarantena ci sta cambiando. E non solo a livello “logistico”, ma anche e soprattutto a livello mentale e psicologico.

Siamo stati catapultati dentro le nostre case, che per la prima volta ci appaiono meno una salvezza e più una prigione, seppur dorata. E quando usciamo fuori per fare la spesa, non è di certo per “prendere una boccata d’aria”. Il Coronavirus ci sta togliendo serenità, la voglia di respirare a pieni polmoni, e ci sta dando di converso un sovraccarico di ansia e stress.

Stiamo riorganizzando le nostre giornate, ritrovandoci a dover lottare per il nostro spazio e contro i nostri fantasmi, che nascosti dentro 4 mura ci fanno ancora più paura. 

E se soffriamo di disturbi alimentari, poi, i fantasmi sono ancora più aggressivi di prima. Perché non c’è il “fuori” a salvarci, ci siamo solo noi, che il nostro problema da sempre ce lo portiamo e lo viviamo “dentro”. Proprio dove si gioca la partita più dura: vicino la dispensa.

Disturbi alimentari e Coronavirus, dunque. Chi l’avrebbe mai detto? In questo articolo affronteremo insieme tutti gli effetti del Coronavirus, psicologici e fisici, specie nelle persone che soffrono di disturbi alimentari e di abbuffate compulsive.

Come gestire i disturbi alimentari in quarantena.

La paura di ingrassare: tra meme divertenti e panico diffuso

Online abbiamo visto meme, scherzi, fotoritocchi, Fedez e Chiara che ingrassano per finta con polemica annessa, ma tutti i social sembrano d’accordo: la quarantena fa ingrassare. Siamo tutti chiusi in casa per una quantità di ore indefinita, non abbiamo accesso a palestre e centri sportivi e non siamo neppure abituati a dover gestire i nostri pasti in famiglia. Una condanna scritta. Ma è davvero così?

Seppure lo spizzicare durante la quarantena, tra una serie tv e un’altra, sia quasi all’ordine del secondo, ci sono eccome dei metodi e delle routine quotidiane per gestire la nostra dieta da isolamento in serenità. Si può fare, e se ci pensiamo bene esistono già tantissime categorie di persone che sono abituate a lavorare da casa e controllare l’ingresso calorico. Quindi non entrerei nelle loro vite, che sono gestibili e anche riorganizzabili con l’arrivo dell’isolamento forzato. 

Voglio parlare, al contrario, di tutte quelle persone che soffrono di problemi del comportamento alimentare da sempre, e che attraverso la socialità o le uscite per andare a lavoro o ad allenarsi avevano trovato un metodo per poter gestire le abbuffate compulsive o altre patologie legate al cibo. E adesso? Come vivono il proprio disturbo alimentare in isolamento forzato? Cerchiamo di fare chiarezza.


Gli effetti del Coronavirus per chi soffre di DCA

Entriamo per un attimo nella casa (e nella vita) di una persona che lotta contro i disordini alimentari, che per comodità chiameremo Alessia. Fino a ieri Alessia poteva contare su un ambiente “sicuro”: la propria casa, il proprio angolo di mondo, la propria stanza e, soprattutto, ore in solitudine dentro se stessa quando gli altri erano a lavoro o per commissioni. Oggi, con il Coronavirus, non può più accadere. La Alessia di ieri oggi si ritrova nella stessa casa con un genitore, un fratello, un numero n. di familiari, a condividere i pasti e la dispensa. La cucina è piena di tentazioni da mangiare, probabilmente anche “superflue” perché “non si sa mai” con la quarantena infinita, e sulle quali fa fatica ad avere il controllo. Alessia non le avrebbe mai mangiate, ma ora deve raccontarlo a sua madre e giustificarsi di fronte agli altri.

Alessia si sente osservata: quando mangia, quando si avvicina in cucina, quando si alza per chiudersi in camera, o in bagno. Deve sottostare agli orari della famiglia, e non si sente più libera. Se prima il cibo era una ossessione privata, ora è una condanna pubblica. Alessia si sente mancare l’aria, e non perché è stata contagiata. Soffre di attacchi di panico, non riesce più a gestire la sua voglia di mangiare, e perché dovrebbe se tutti gli altri lo fanno davanti alla tv senza farne un dramma? 

Alessia è circondata. Dalle mura della sua casa, da persone che non sanno del suo problema alimentare, dai suoi pensieri tossici, più tossici del male che l’ha costretta a chiudersi in casa. Come uscirne? 

Tra gli effetti del coronavirus, il più temuto è quello di ingrassare

Difendersi con il Mindful Eating

Se fino ad ora ho affrontato l’argomento un po’ “alla lontana”, adesso voglio entrare anche in casa mia. In questi giorni di quarantena ho dovuto fare un trasloco lampo dalla penisola (Valencia) alle Canarie – dove risiedo – e dove sono arrivata con l’ultimo volo e con lo stress del possibile contagio quando tutto era ormai già chiuso. In una casa vuota, senza acqua corrente, senza mobili né frigorifero, mi sono sentita persa per un momento. Ero stanca, impaurita, senza sfoghi se non quello di dovermi rimboccare da subito le mani. E sapete qual è stata la mia prima reazione? Adesso apro il pacco di patatine che ho in borsa e me lo sbrano. E poi anche tutti i biscotti. E il cioccolato.

Ho avuto paura. Paura che il virus mi fosse entrato dentro non dalle vie respiratorie ma nel cervello, risvegliando il cane che dorme. Ormai mi reputo una binge eater guarita, una persona che sa controllare gli impulsi legati al cibo, evitando di sovraccaricarlo di emozioni quando in realtà è solo nutrimento. Eppure, nei momenti di stress è normalissimo avere delle tentazioni, o nel peggiore dei casi ricaderci. Siamo umani, siamo fragili e siamo dipendenti dal nostro problema alimentare affinché possiamo confrontarci con il nostro mondo esterno.

Ma questo non vuol dire che siamo giustificati. Possiamo e dobbiamo imparare a separare stress e cibo, ansia e abbuffate compulsive, emotività e fame nervosa. Come dobbiamo comportarci, dunque, per poter guarire dal Binge Eating Disorder e dai disturbi alimentari in generale anche in quarantena? Scoprendo il Mindful Eating.

Combattere i disturbi alimentari da casa significa imparare a mangiare con consapevolezza.

Mangiare con consapevolezza a casa

L’ho scritto tantissimo volte, ma voglio ripeterlo in maniera ancora più chiara adesso che diventa così importante: possiamo resistere alle tentazioni e vincere l’abbuffata da isolamento solo se decidiamo oggi, in questo momento, di LAVORARE CON IL CIBO. Mi spiego meglio.

Siamo abituati mangiare senza pensare, a sbranare quantità di cibo illimitato senza rendercene conto, a svegliarci dal nostro “incantesimo” alimentare che abbiamo fatto fuori anche 20.000 kcal senza accorgercene. Se ci pensate bene, non siamo affatto consapevoli del meccanismo che ci governa e di chi muove i fili quando mangiamo. Ci alziamo, andiamo verso la dispensa, la apriamo e poi mangiamo tutto ciò che abbiamo di fronte. Senza soffermarci su cosa sia. È la “catena del Binge Eating”, come la chiamo io, e da essa non sembra esserci scampo.

Bene, con il Mindful Eating accade proprio l’opposto. La regina incontrastata del nostro approccio al cibo, infatti, è proprio la CONSAPEVOLEZZA. Diventiamo improvvisamente attenti, presenti, realmente svegli di fronte a ciò che stiamo per mangiare. Il momento del pasto diventa un momento di SCELTA e non solo di sofferenza, di decisione e non solo di auto distruzione.

Con il mangiare consapevole, in pratica, radiamo al suolo le abbuffate compulsive, proprio perché non esiste un “altrove” nella nostra testa: non siamo preoccupati per quando terminiamo di mangiare, non pensiamo alle calorie o alla sensazione di vergogna di un attimo dopo. Ci siamo solo noi, nel tempo presente, con le nostre scelte alimentari e la nostra voglia di nutrire il corpo. Il cibo, in pratica, diventa un nostro alleato per il benessere.

Non ti piacerebbe imparare a lavorare con il cibo, proprio come ho fatto io? 

Scrivimi per scoprire come il mangiare consapevole può liberarti dall’ansia del coronavirus, dalla paura di ingrassare per la quarantena e, perché no, anche una volta per tutte dai disturbi alimentari.

E se invece vuoi già passare all’azione, scopri come impostare la tua dieta da Corona Virus impostando un regime alimentare sano e controllato direttamente da casa!


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Di 6pcet

 Melania Romanelli, scrittrice, blogger e personal coach. Nel 2017 ha pubblicato su Amazon il romanzo “Spero Tutto Bene: un viaggio alla ricerca della felicità è sempre un ritorno a casa”. Blogger e Content Creator presso www.melaniaromanelli.com, personal coach sui temi di crescita personale, olismo energetico, spiritualità, disciplina e routine. Nel 2019 ha creato il programma "BED LIONS: come guarire dal Binge Eating Disorder”, per aiutare tutte le persone che soffrono del disturbo alimentare Binge Eating a guarire facendo appello alla propria forza interiore. Vive tra Canarie, Spagna e Italia. Per saperne di più: www.melaniaromanelli.com. Scopri di più su Melania!

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