Disturbi alimentari e depressione: qual è la natura di questo legame? Lo scopriamo nell’articolo!


INDICE:


Il legame tra disturbi alimentari e depressione

Anche se sono due distinti disturbi, il legame tra disturbi alimentari e depressione è molto forte e radicato: non a caso nel DSM5, il Manuale diagnostico di riferimento dei disturbi mentali, include tra gli altri anche i comportamenti alimentari disordinati. 

Ciò non significa assolutamente né che tutte le persone che soffrono di disturbi alimentari soffrono anche di disturbi mentali, né che chi soffre di disturbi mentali soffre anche di disturbi alimentari. 

Indubbiamente, però, c’è un legame tra i DCA e la depressione, ed è facile che persone depresse possano sviluppare anche disturbi alimentari e, parallelamente, persone affette da disturbi alimentari possano sviluppare forme depressive. Vediamo insieme la natura di questo legame nell’articolo.


I sintomi della “depressione alimentare” 

Per determinare se la depressione fa parte di un disturbo alimentare, i medici utilizzano una serie di domande ben collaudate che individuano i sintomi più comuni della depressione. Questi includono:

  • Sentimenti di tristezza o infelicità
  • Perdita di interesse per attività che una volta erano piacevoli
  • Isolamento sociale
  • Mancanza di fiducia e speranza
  • Perdita di libido
  • Irritabilità o rabbia
  • Problemi di sonno
  • Perdita di appetito
  • Cibo = unico conforto
  • Incapacità di prendersi cura di sé

La diagnosi di depressione grave è relativamente “intuibile”, o almeno così dicono gli esperti. Ma trovare un trattamento efficace per la depressione combinata ai disturbi alimentari può essere una sfida che non tutti possono sentire alla propria altezza… specie ahimè le persone che ne soffrono e che faticano a chiedere aiuto.

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Il ruolo dell’ansia

L’ansia è il fattore cardine intorno al quale ruota la maggior parte dei disturbi della mente: che siano disturbi alimentari o depressivi, in pratica, lo stato ansioso perenne di una persona può causare enormi danni all’autostima e alla vita della persona stessa.

Non a caso, infatti, l’età in cui principalmente si iniziano a sviluppare i primi disturbi alimentari e i primi sintomi di depressione è proprio l’età a ridosso con il passaggio alla vita adulta

Crescere, avere delle responsabilità, lasciare famiglia o gli amici per studiare o lavorare, le preoccupazioni finanziarie o riguardanti la sfera sociale e affettiva, i cambiamenti (matrimonio, figli, perdite ecc.)… sono tutte emozioni nuove che vanno elaborate e che possono creare uno stato di ansia molto forte. 

Nel momento in cui tali emozioni non si riescono ad elaborare nella maniera corretta, di conseguenza, si scatena uno stato di ansia eccessivo che spesso si tenta di soffocare con comportamenti disordinati. 


Anoressia, bulimia e depressione

L’anoressia e la bulimia sono comportamenti alimentari disordinati molto spesso legati alla depressione per fattori intrinsechi tra i disturbi stessi. 

Mancanza di energia vitale

La mancanza di energia vitale, tipico sintomo della depressione, può portare le persone a far fatica a compiere qualsiasi attività, compresa quella di andare a fare la spesa e cucinare. Va da sé che, reiterando nel tempo questo comportamento, la persona tenderà a operare delle scelte alimentari “di comodo” e spesso legate ai comfort food.

Isolamento sociale

Quando una persona soffre di depressione, i rapporti sociali cominciano a diminuire. La persona vive tentando di non coinvolgere gli altri: il mangiare fuori con amici o preparare una cena in compagnia, dunque, diventano abitudini “pericolose” di cui fare a meno. 

Vivere da soli o avere problemi relazionali, inoltre, può peggiorare il rapporto con il cibo ed acuire il fatto di non avere nessuno che si preoccupi di quanto e come mangiamo.

Gli “effetti collaterali” dei farmaci 

L’utilizzo di farmaci usati per combattere la depressione può portare ad un ulteriore rifiuto o mancanza di voglia di nutrirsi. Questa situazione a lungo termine può sfociare nello sviluppo di anoressia nervosa e/o bulimia e un peggioramento dello stato mentale generale.

L’odio verso se stessi

Nel caso in cui la depressione sia collegata ad umiliazioni e abusi passati, di solito è accompagnata da sentimenti di odio verso se stessi e di inferiorità, che possono portare la persona che ne soffre a pensare di non essere degna di mangiare e ricevere nutrimento e benessere attraverso il cibo.

In caso contrario, il cibo può diventare l’unico piacere e l’unica via d’uscita, innescando comportamenti bulimici o perfino il disturbo da alimentazione incontrollata. Questi comportamenti, del resto, portano ad un isolamento ulteriore, aggravando così il circolo vizioso costituito dal binomio disordine alimentare – depressione.  

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E se il DCA fosse una conseguenza?

Come abbiamo visto fino ad ora, depressione e disturbi alimentari possono essere legati tra loro, e non è strano né isolato il fatto che i disturbi alimentari possano anche essere una conseguenza della depressione. 

Gli stati depressivi, infatti, portano la persona a vedere tutto in maniera “irreale” (ma molto molto reale per chi ne soffre, ovviamente), acuendo in maniera negativa la percezione del mondo e della persona stessa. 

Così facendo, attraverso proprio questo stato di ansia e negatività generalizzate da “colmare”, la depressione può portare all’insorgenza di DCA nella misura di uno strumento di compensazione e di “copertura”. 

Molte volte, infine, il disturbo alimentare diventa prevalente, facendo così spostare l’attenzione su una cura tipica dei DCA, ignorando la ferita depressiva dell’anima alla base. 


Trattamenti congiunti per depressione e DCA

I trattamenti che devono essere intrapresi per la cura congiunta di disturbi alimentari e depressione sono molteplici, e molto spesso devono viaggiare in parallelo. 

La strada che va percorsa, difatti, è quella di un intervento a doppio fronte: 

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