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L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale sia per il fisico dell’atleta che per le prestazioni. Ecco perché, quando il desiderio di essere sempre vincenti diventa compulsione, si può incappare in quelli che si chiamano disturbi alimentari nello sport. Nell’articolo tutto quello che bisogna sapere.


INDICE:


Disturbi alimentari e sport: quale legame?

Da sempre nel mondo dello sport, specialmente quando si passa ad un livello agonistico, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale e chiave per tutti gli atleti. Tramite l’alimentazione, infatti, non vengono modificate solo le caratteristiche fisiche ma anche le prestazioni sportive. 

Il fatto che l’alimentazione possa essere utilizzata per modificare le caratteristiche fisiche e prestazioni sportive, d’altra parte, viene utilizzato sia da atleti che da allenatori come metodo per raggiungere gli obiettivi indipendentemente essi siano fisicamente accettabili o meno.

Nasce da sé, quindi, che il il legame tra sport e la possibile insorgenza di disturbi alimentari ha un legame molto radicato e profondo. 

Il binomio sport-magrezza

Nel binomio sport-alimentazione troviamo una classificazione tra le discipline definite “leanness” e quelle “non leanness”, nel caso in cui la magrezza sia un requisito fondamentale o meno. 

Tra gli sport leanness troviamo un’ulteriore classificazione: “judged” o “non judged”. 

Negli sport non judged – come ad esempio corsa, maratona, sci, nuoto, ciclismo – la magrezza viene utilizzata quale miglioramento delle prestazioni sportive. Negli sport considerati judged, invece, gli atleti vengono premiati con “altri” criteri: tra questi figurano la danza, la ginnastica ritmica e artistica, il pattinaggio, la disciplina dei tuffi. In tal caso, il corpo viene considerato insieme alla performance sportiva, quindi di estrema rilevanza sono anche le forme, la grazia e l’aspetto in generale. 

Questa panoramica evidenzia il fatto che, in moltissimi sport, l’alimentazione viene controllata fino al “grammo” per l’ottenimento di diversi risultati: pertanto, difficilmente si cerca uno stato di benessere alimentare quanto piuttosto si diventa “disposti a tutto” per migliorare la performance.


Disturbi alimentari sportivi: quali sono

I disturbi alimentari che possono verificarsi in ambito sportivo sono diversi. Tra i più frequenti troviamo: anoressia nervosa, anoressia atletica, bulimia nervosa, ortoressia nervosa e vigoressia. 

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Anoressia nervosa e atletica

L’anoressia nervosa è caratterizzata dall’ossessione della perdita di peso corporeo; sebbene questo disturbo alimentare sia “visibile” in alcune categorie di atleti, però, nei disturbi alimentari nello sport spesso si parla in maniera più precisa di anoressia atletica.

L’anoressia atletica, infatti, è caratterizzata proprio dalla riduzione della massa magra e grassa del corpo finalizzata al miglioramento di una prestazione sportiva (ne parliamo nei prossimi paragrafi).

Bulimia nervosa

La bulimia nervosa è uno tra i disturbi alimentari più difficili da riconoscere, in quanto nell’ambito dello sport non porta quasi mai ad un sovrappeso importante, bensì ad una leggera oscillazione in base alle preparazioni e alle gare sportive.

Questo tipo di disturbo alimentare, ad esempio, si può trovare in sport quali il pugilato e le arti marziali, dove le categorie di peso sono molto determinanti per il successo della disciplina.

Ortoressia nervosa

Il disturbo alimentare dell’ortoressia nervosa si caratterizza per l’ossessione maniacale per il cibo salutare.

È chiaro che in qualunque tipo di sport l’alimentazione è fondamentale, ma qui le restrizioni applicate portano l’atleta ad avviare con il cibo un rapporto talmente morboso per cui arriva a cibarsi in maniera healty ma estremizzata, cadendo appunto nel comportamento ortoressico

Vigoressia/ Bigoressia

La Vigoressia o Bigoressia, infine, è l’ossessione rivolta allo sviluppo muscolare e alla forma del corpo. Chi ne soffre percepisce il proprio livello muscolare sempre sotto il suo obiettivo, una percezione corporea irreale di quello che è veramente.

Chi soffre di vigoressia, infatti, soffre parallelamente anche di distorsione dell’immagine corporea, ovvero la non consapevolezza della reale forma fisica del proprio corpo (la cosiddetta disperazione).


L’Anoressia atletica

L’anoressia atletica è un pattern di alimentazione anomalo individuato negli anni ’90 da un medico sportivo specializzato in problematiche dell’alimentazione. Questo tipo di disturbo, dunque, è rientrato a far par parte dei disturbi dell’alimentazione sportiva, in quanto è diverso dall’anoressia nervosa. 

Gli sportivi affetti da anoressia atletica, infatti, non hanno un’ossessione per la magrezza, bensì attuano diete restrittive o allenamenti serrati per ridurre la massa corporea al solo fine di migliorare la prestazione sportiva. 

Questi atteggiamenti vengono spesso anche consigliati dagli allenatori sportivi, specialmente in vicinanza delle gare e delle competizioni. 

Le probabilità di sviluppare gravi forme di anoressia, però, si alzano con l’intensificarsi del grado dell’attività sportiva: nell’agonismo, difatti, è una pratica ben conosciuta e anche accettata dall’ambiente. Nei casi che non terminano con una quadro clinico importante, comunque, la risoluzione dell’anoressia atletica avviene in maniera spontanea nel momento di interruzione o di drastico calo dell’attività sportiva. Diversa, ovviamente, è l’attenzione che bisogna porre alle conseguenze per il corpo di pratiche alimentari di privazione così aggressive.   

Anoressia-Atletica-cosa-sapere

Il fenomeno delle diete sportive

Ne abbiamo sentito parlare, ma cosa sono esattamente le famose “diete sportive”? 

Le diete sportive sono costituite principalmente da una suddivisione di nutrienti che vede un livello dal basso al molto basso di carboidrati complessi e semplici e un elevato introito di proteine. 

Le diete iperproteiche sono consigliate ed adeguate solo per periodi limitati o in situazioni e contesti particolari, che vanno però sempre tenuti sotto controllo e monitorati da persone esperte. 

Se seguite in modo non controllato, infatti, tali regimi alimentari possono portare più disguidi che benefici sia a livello fisico che a livello emotivo, proprio perché un’alimentazione sbilanciata condiziona ogni ambito della vita di una persona.

Questo tipo di alimentazione, inoltre, viene anche adottata da molti sportivi e appoggiata da altrettanti allenatori proprio per migliorare le performance, la forma fisica o il tono muscolare; a lungo andare, tuttavia, una dieta sportiva può portare l’insorgenza di problematiche o, come abbiamo visto nell’articolo, in disturbi alimentari connessi allo sport.


Alimentazione restrittiva e sport: le conseguenze per il corpo

Come abbiamo specificato fino ad ora, l’alimentazione ricopre un ruolo fondamentale nell’attività sportiva; ovviamente, più l’attività sportiva è intensa e di alto livello, più l’alimentazione sarà controllata. 

In base ai diversi tipi di sport le caratteristiche dell’alimentazione possono variare a seconda delle diverse necessità: fisiche, dispendio calorico ed energetico, costituzione e mantenimento della muscolatura o controllo di massa grassa a magra. 

Indipendentemente da questo, comunque, l’alimentazione per gli sportivi dovrebbe essere estremamente bilanciata, per evitare di incorrere in problematiche che possono risultare ancora più gravi rispetto a persone che non svolgono un’intensa attività.

Nel caso in cui ciò non avvenga o venga applicata una restrizione calorica atta al dimagrimento o alla sovra alimentazione, infatti, si possono verificare gravi disturbi fisici come ad esempio: 

  • una calcificazione troppo bassa delle ossa;
  • mancanza di nutrienti essenziali;
  • amenorrea e ritardi del ciclo mestruale;
  • disturbi emotivi quali depressione (ad esempio a seguito dell’interruzione del consumo di anabolizzanti nei body builder).  

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By Melania Romanelli

 Melania Romanelli, scrittrice, blogger e Coach Alimentare. Nel 2017 ha pubblicato su Amazon il romanzo “Spero Tutto Bene: un viaggio alla ricerca della felicità è sempre un ritorno a casa”. Blogger e Content Creator presso www.melaniaromanelli.com, personal coach sui temi di crescita personale, olismo energetico, spiritualità, disciplina e routine. Nel 2019 ha creato il programma "BED LIONS: come guarire dal Binge Eating Disorder”, per aiutare tutte le persone che soffrono del disturbo alimentare Binge Eating a guarire facendo appello alla propria forza interiore. Vive tra Canarie, Spagna e Italia. Per saperne di più: www.melaniaromanelli.com. Scopri di più su Melania!

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