La fame notturna ha diverse cause ed è una vera e propria sindrome che si presenta quando la persona si sveglia per mangiare senza controllo. Troppo spesso è l’anticamera di un problema più ampio e profondo che sfocia in un DCA.


INDICE:


Come si presenta un attacco di fame notturno

L’attacco di fame notturna si attiva quando un soggetto non riesce a resistere alla tentazione di mangiare fuori dai pasti: spuntini veloci, o comunque quello che capita a tiro, per placare un senso di vuoto. Mangiare la notte è un comportamento alimentare disordinato chiamato anche Night Eating Syndrome o NES.

Le cause della fame notturna sono molteplici e sfociano in un incontrollato desiderio di cibo con introduzione nel corpo di un esagerato contenuto calorico. 


Fame notturna e insonnia

C’è una stretta correlazione tra fame notturna e insonnia: abbuffarsi di notte è molto spesso sintomo che qualcosa non funziona nel nostro bioritmo. Uno studio scientifico dell’Università di Torino ha messo in relazione sonno e disturbi alimentari, affermando che nei DCA i pattern del sonno appaiono disturbati ma non in tutti i casi, auspicando così degli approfondimenti ulteriori e multicentrici sulla tematica.

La fame notturna è un disturbo frequente anche nelle donne in gravidanza che vivono un delicato momento di cambiamento fisico, ormonale e psicologico.

Le terapie e i rimedi agli attacchi di fame notturni sono diversi, particolarmente indicato affidarsi ad un coach alimentare con cui costruire un percorso con il cibo che segua le esigenze personali e diverse da soggetto a soggetto ristabilendo, dove necessario, l’equilibrio del ciclo sonno-veglia.


Tutte le cause della tua fame di notte 

Le cause della fame improvvisa, come abbiamo detto, sono diverse e dipendono da molteplici fattori. La sindrome da fame notturna, innanzitutto, genera squilibri ormonali che l’organismo cerca di ristabilire con la ricerca di cibo, sviluppandone una dipendenza.

Alla base degli attacchi di fame notturni potrebbe esserci uno squilibrio di serotonina, il neurotrasmettitore che regola la sensazione di fame e sazietà: più sono bassi i livelli, più aumenta la sensazione di fame. 

Un’influenza ormonale importante la giocano anche ACTH e cortisolo: il primo influenzato da diversi fattori come stress, ansia e ipoglicemia, il secondo che risveglia un forte desiderio di cibo e alza lo stato di vigilanza. Se mangiare di notte serve a calmare per dormire, i cibi pieni di grassi e zuccheri sono quelli che appagano maggiormente il cervello ma impattano gravemente sul peso.

Ricapitolando:

  • insonnia
  • squilibri ormonali
  • livelli bassi di serotonina
  • livelli di ACTH e cortisolo
  • stati di ansia e stress
  • dieta restrittiva e irregolare
  • cambiamento fisico, ormonale e psicologico durante la gravidanza
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E se il problema fosse la dieta? 

La diet culture continua senza sosta a fare parecchi danni, imponendo il modello del “magro a tutti i costi”. Le restrizioni caloriche in regime dietetico privano dei cibi che più piacciono con il risultato che questi diventano più appetibili, o meglio si caricano di maggior desiderio. Le voglie aumentano e l’attrazione verso l’oggetto del desiderio è così forte da spingere verso.

Per essere accettabili, inoltre, chi non rientra in quel canone estetico si sottopone alla dieta, entrando spesso in un vortice di rassegnazione e frustrazione in cui ci si abbandona completamente al cibo e alle voglie, alimentando in molti casi l’insorgere di un disturbo alimentare. Le emozioni trigger che scatenano le abbuffate, poi, non fanno altro che “dare da mangiare” a dei vuoti che abbiamo dentro di noi. Gli attacchi di fame notturni soddisfano quel piacere compulsivo e insano in cui il cibo si carica di significati e di gratificazione emotiva, amplificando il disagio e la repulsione verso il proprio corpo. 

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