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“Una nuova generazione di Disturbi Alimentari” così recita il sottotitolo del libro di Silvia Guerini Rocco. Un’analisi profonda e precisa sul Fenomeno Pro Ana (e uno sguardo alla “sorella” Pro Mia), specie con lo sviluppo delle nuove tecnologie e del mondo del web. Ecco i contenuti del libro “Fenomeno Pro Ana” in sintesi.


La Dea Ana

Tutti coloro che hanno incontrato l’espressione “Pro Ana” almeno una volta hanno pensato che la parolina “Ana” si riferisse all’Anoressia, ovvero il disturbo alimentare al quale inneggiano alcuni dei siti dei quali parliamo in questo articolo. Anche io all’inizio ho commesso questo errore.

Sì, perché dietro l’espressione e anche l’orrore dei commentatori circa i siti che venerano l’anoressia nervosa come stile di vita (appunto, Pro Ana e Pro Mia, nel caso quest’ultimo della bulimia), c’è un vero e proprio mondo. Fatto di personaggi, leader, sudditi, regole e anche Dei.

Come la Dea Ana. Ana, infatti, sta per “Anamadin“, l’entità (spirito, dea, demone?) alla quale si rivolgono i lettori e le lettrici di questi portali e della quale, pur essendo così venerata, c’è davvero molto poco online.

Navigando personalmente, comunque, ho trovato un rituale di evocazione (che, tra l’altro, sembra un pezzo di alta magia cerimoniale molto ben messo insieme), che le persone utilizzano per poter essere “ammessi” alla community. Perché di appartenenza trasuda questo fenomeno. E Silvia Guerini Rocco ci spiega come funziona.


Costruire l’identità online

Dei pericoli e dello sviluppo dei Siti Pro Ana e Mia ho già parlato in un altro articolo, mentre qui mi soffermo su alcuni aspetti che sono emersi dalla lettura del libro di Silvia Guerini Rocco “Fenomeno Pro Ana”. Il primo riguarda quello spesso trascurato della costruzione dell’identità online.

Come ben suggerisce una ricerca della Lancaster University, oltre che a parlare costantemente dell’anoressia nervosa, per la gran parte degli utenti e delle utenti che li leggono i siti Pro Ana rappresentano una comunità nella quale rispecchiarsi ed essere se stessi al 100 %.

Se, infatti, tali persone non si ritrovano nella cerchia di amici, parenti e medici che li colpevolizzano per il loro comportamento, all’interno dei siti legati ad Anamadin possono esprimere tutta la loro essenza senza giudizio. La identità riflessa, d’altra parte, nasce dal rifiuto categorico del cibo.

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Un estratto dal libro: la lettera di benvenuto di Ana

Pro Ana: puri e impuri

Questo senso di unione e di conformismo sugli ideali dell’Anoressia, del resto, si esprime anche dalle varie eccezioni che alcuni di questi siti prendono in possesso. In base all’analisi di Silvia Guerini Rocco, infatti, non tutti i siti Pro Ana sono uguali.

Ci sono quelli “puri”, che rispecchiano l’Ana’s Underground Grotto, ovvero le prime community americane che hanno dato il via oltreoceano al Fenomeno Pro Ana. E poi ci sono gli altri, gli “impuri”, quelli che questionano alcuni aspetti essenziali del dialogo in rete, primo fra tutti che la malattia sia davvero pericolosa per la salute.

Insinuare un dubbio nella community, qualsiasi esso sia, infatti, equivale ad un tradimento per il quale si può essere sbattuti fuori, per poi magari trovare spazio nei forum impuri, appunto. Pur soffrendo il senso di colpa, alcuni di questi utenti trovano comunque conforto in un altro spazio online che li ascolta, li protegge e non li lascia soli. Ricevere le coccole di un leader, in tal senso, può fare la differenza. Il Blog diventa, di conseguenza, l’unico porto sicuro.

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La Home Page di Ana’s Underground Grotto

Dal controllo alla perdita di controllo: Pro Mia

Seppur spesso abbinati, i siti Pro Mia sono completamente differenti da quelli Pro Ana, e non solo perché raccontano la bulimia se non per il significato dietro al comportamento: le persone con bulimia vengono considerate “di serie B”.

Di fatti, mentre attraverso l’anoressia si mantiene il controllo, le abbuffate bulimiche sono il sintomo della incapacità di controllare noi stessi, del nostro fallimento come persone e “fedeli” (ovviamente dalla lettura che le persone con anoressia fanno).

Le persone con bulimia che frequentano i siti Pro Ana sono, in un certo qual modo, i seguaci più presenti, che venerano la dea Ana proprio perché rappresenta tutto quello che loro non riescono ad essere. Vorrebbero essere anoressiche, vorrebbero smettere di mangiare, vorrebbero la felicità… una condizione possibile solo attraverso il controllo sul cibo.

Se Ana è voluta e idolatrata, Mia è odiata e temuta.


Dal virtuale al reale: l’impatto sulle abitudini

Uno degli aspetti sul quale il libro di Guerini Rocco insiste è questa capacità disturbante dei siti pro Ana di diventare “reali” per le persone che li seguono. Dalle regole ferree imposte dalla Dea Ana, infatti, si passa ad applicare questi diktat alla vita reale, spesso in totale solitudine e senza che le persone intorno a loro se ne accorgano.

Tra l’altro, leggere siti Pro Ana e Pro Mia è stato comprovato aumentare la possibilità di cambiare (in peggio) le proprie abitudini alimentari, attuando dei comportamenti dei quali non si conosceva neppure l’esistenza.

Un modo, dunque, per peggiorare e di molto la situazione già di per sé allarmante.

Hai letto il libro? Scrivimi cosa ne pensi nei commenti!

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By Melania Romanelli

 Melania Romanelli, scrittrice, blogger e Coach Alimentare. Nel 2017 ha pubblicato su Amazon il romanzo “Spero Tutto Bene: un viaggio alla ricerca della felicità è sempre un ritorno a casa”. Blogger e Content Creator presso www.melaniaromanelli.com, personal coach sui temi di crescita personale, olismo energetico, spiritualità, disciplina e routine. Nel 2019 ha creato il programma "BED LIONS: come guarire dal Binge Eating Disorder”, per aiutare tutte le persone che soffrono del disturbo alimentare Binge Eating a guarire facendo appello alla propria forza interiore. Vive tra Canarie, Spagna e Italia. Per saperne di più: www.melaniaromanelli.com. Scopri di più su Melania!

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