I film sull’anoressia che puoi trovare su Netflix. E ricorda: le immagini che vedrai sono utili per capire che non sei solo e per confrontarti e comprendere di più questo male.


L’anoressia al cinema

Chi mi segue sul blog lo sa bene: se non trattati, i disturbi alimentari possono avere effetti devastanti sulla salute mentale e fisica di chi ne soffre. Eppure, sono sempre troppo poche le persone che cercano aiuto ma che, al contrario, si rivolgono alle storie e ai racconti per comprendere meglio la malattia (e se stesse).

I film sull’anoressia poi, che si tratti di qualcuno che assiste agli effetti dolorosi su una persona cara o che siano incentrati sulla battaglia personale di un personaggio, d’altra parte, illustrano proprio quanto sia pericoloso questo disturbo alimentare.

Alcuni film inclusi in questo elenco sono stati fortemente criticati: é difficile parlare di DCA senza correre il rischio di “glorificarli” o scatenare ulteriormente i comportamenti disordinati. Eppure, i content creators pensano che sia importante parlarne e mostrare. Scopriamo insieme i film sull’anoressia su Nexflix Italia.


To the bone – Fino all’osso

Il film che ha fatto conoscere al grande pubblico Lily Collins, “To the Bone- Fino all’osso” racconta la storia di una giovane ragazza che soffre di anoressia che usa l’umorismo per prendere in giro le altre e se stessa.

Invece di affrontare l’argomento in un modo violento e perturbante, “To the Bone” cerca di alleggerire l’atmosfera: da alcuni criticato, in realtà ci sono aspetti in questo approccio che sono rinfrescanti, specie nel desiderio di raccontare la vita “normale” di chi vive l’anoressia.

Normale non significa meno pericolosa, sia chiaro, ma per lo meno le persone possono rivedersi e ragionare sul fatto che non sono “sbagliate” o “disadattate”, e che possono uscirne.


Insatiable

Avendo convissuto con un disturbo alimentare per la maggior parte della mia vita, ero un po’ diffidente nei confronti di “Insatiable”, su un’ex ragazza ‘grassa’, Patty, che si vendica dei suoi nemici tramite concorsi di bellezza e omicidi occasionali (!). Del resto, all’uscita molti hanno definito lo show “fobico” dopo aver visto l’attrice magra Debby Ryan indossare un costume da “grassa” nel trailer.

Comunque, lascio a te costruirti una opinione sulla serie.

Quello che posso dire è che durante le puntate si includono termini come “mangiatore compulsivo”, “fuori controllo”, “malato” e “obeso”, apparentemente come sinonimi del Binge Eating, ma senza nominarlo apertamente o spiegarlo. Come a dire: “se fai queste cose sei sbagliato, e non c’è bisogno di dire altro”.

Ascoltare qualcuno chiamare il mangiare di un’altra persona “fuori controllo” e “compulsivo” mi ha fatto sentire come se mangiare fosse una brutta cosa e che per stare bene bisogna essere magri. E questa “voce del DCA” è BUGIARDA!

film-anoressia-netflix-locandine

Ragazze interrotte

Di “Ragazze: interrotte” ho già parlato in un altro articolo dedicato ai migliori film sui disturbi alimentari, ma per il fatto che si trovi anche nel catalogo italiano di Netflix vale la pena riconsiderarlo.

Anche perché questa storia riguarda non solo i disturbi alimentari ma tutti i problemi mentali che le ragazze possono incontrare nella crescita e nel passaggio all’età adulta. E lo fa in una maniera delicata e compassionevole.

Ecco perché lo consiglio sempre: perché ci fa sentire parte di una comunità di donne e ragazze in difficoltà, senza giudizio e senza rifiuto, interrotte ma che si possono ancora aggiustare.


All The Bright Places

Poco più di cinque anni dopo la pubblicazione dell’omonimo romanzo di Jennifer Niven, “All the Bright Places” arriva riadattato su Netflix compiacendo i fan preoccupati del libro, felici di trovarlo fedele al romanzo e di vedere dare vita ai suoi personaggi.

Coloro che in passato hanno lottato con problemi di salute mentale o pensieri suicidi, ovviamente, dovrebbero prestare molta attenzione nel guardarlo, per via della sua rappresentazione realistica dei disturbi alimentari, delle malattie mentali e del tema del suicidio.

Ció nonostante, “All the Bright Places” riesce bene nel suo intento, mostrando le parti crude del suicidio, incluso il processo di lutto e l’impatto diffuso lasciato quando qualcuno si toglie la vita. Il film riesce anche a non “esaltare” gli eventi e drammatizzarli troppi, il che è sicuramente un passo nella giusta direzione per affrontare argomenti delicati in modo maturo ma deciso.

Allo stesso tempo, infine, il film riesce anche a sfoderare un approccio empatico nell’affrontare l’argomento, facendo comprendere bene l’intensità delle situazioni vissute dai protagonisti.

film-bulimia-netflix-melania-romanelli-coach

Tiny Pretty Things

“Tiny Pretty Things” di Netflix sfida l’idea che la bulimia sia solo una malattia da “donne bianche”. Ma sí da ballerine.

Come afferma la psicologa di una nota scuola di danza di New York, “una ballerina su due soffre di un disturbo alimentare. È ancora un problema in corso e deve essere affrontato, perché una volta che le ballerine sviluppano un disturbo alimentare, è difficile riprendersi”.

Questo è uno dei motivi per cui, mentre stavo guardando il film di Netflix “Tiny Pretty Things”, incentrato sugli studenti di un’accademia di danza d’élite, mi sono preparata all’inevitabile sotto trama del disturbo alimentare.

Quando finalmente è arrivata, però, sono rimasta piacevolmente sorpresa: ballerini che vivono l’anoressia, donne di colore e tantissimi miti sfatati circa i disturbi alimentari in adolescenza.


Spinning out

“Spinning Out” inizia con una scintillante sigla di apertura che mette in risalto il viaggio della protagonista come pattinatrice artistica. Ciò che segue, come ci si aspetta, si presenta come un tipico ma intrigante dramma sportivo incentrato sulle donne che mette in luce le prove e le tribolazioni dei pattinatori sul ghiaccio che lottano per raggiungere le loro imprese atletiche.

Dai disturbi alimentari sportivi agli infortuni che alterano la vita che paralizzano gli atleti dal raggiungere ciò che aspirano a essere, lo show ti porta dritto attraverso le insidie per sopravvivere nel mondo spietato del loro sport. Davvero consigliato.

“Spinning Out” si concentra anche sulle dinamiche delle famiglie disfunzionali e sul ruolo devastante che le malattie mentali possono svolgere nel rovinare le relazioni. Da vedere.

Soffri di disturbi alimentari?

Chiedi aiuto al tuo medico e scopri come posso supportarti!

*DISCLAIMER: Il materiale e le informazioni contenute nel presente sito sono state elaborate soltanto a scopo informativo: non devono essere considerate consulenza medica, né costituiscono una relazione medico-paziente, né una diagnosi o autodiagnosi. Pertanto, ogni decisione presa sulla base di queste indicazioni è personale: l’autrice e la proprietà non possono essere ritenuti responsabili dei risultati o delle conseguenze di un qualsiasi utilizzo o tentativo di utilizzo delle informazioni pubblicate su questo sito. La proprietà del sito e gli autori, inoltre, non si assumono alcuna responsabilità in caso di omissioni di informazioni, refusi o errori di trascrizione in qualsiasi dei contenuti pubblicati. La proprietà del sito si rende disponibile a correggere, migliorare e ampliare i contenuti e ad accogliere eventuali segnalazioni, al fine di offrire un servizio d’informazione sempre aggiornato e attendibile.