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Il fenomeno Body Positive ha rilanciato il concetto per cui ogni corpo è bello e merita di essere celebrato senza discriminazioni. L’articolo spiega come nasce il nome, l’evoluzione del fenomeno stesso e anche i rappresentanti in Italia e nel mondo.


INDICE:


Cosa significa questa espressione?

Il Body Positive è un fenomeno abbastanza recente nato come movimento di protesta spontaneo tra il 2010 e il 2011, principalmente da donne oversize o di colore, che hanno iniziato a postare sui social foto dei loro corpi accompagnate dall’hashtag Body Positivity (#bodypositivity).

Tale movimento, quindi, è diventato la voce del corpo, inizialmente femminile, elogiato ed omaggiato in tutte le sue diversità, per forma, colore, peso, disabilità, cicatrici, segni del tempo e tutto ciò che può rendere il corpo diverso da quelli “patinati”, “perfetti” o “standardizzati”. 

L’idea alla base è: celebriamo con positività ogni corpo senza nasconderlo o vergognarci di esso! 


Body Positive: l’origine del termine

Il termine Body Positive nasce e si sviluppa quasi come un antagonista naturale dell’ormai tristemente conosciuto Body Shaming, gli interventi di bullismo ai danni delle diversità corporee di ogni genere.

Il termine Body Positive, dunque, vuole proprio abbracciare tutte le diversità corporee esistenti, senza nessun tipo di distinzione, facendosi portavoce con orgoglio di gruppi di persone da sempre state vittime di bullismo. Persone a cui difficilmente viene data voce, che non si sono mai rappresentate in tv o sulle riviste, ad esempio, finalmente possono trovare visibilità e vivere una normalità senza pregiudizi, disgusto o vergogna.

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L’evoluzione del fenomeno 

Il fenomeno del Body Positive, nel corso dei mesi, non si è assolutamente fermato o rimasto confinato ai social o all’utilizzo dell’hashtag, ma è cresciuto e si è evoluto diventando un vero e proprio fenomeno sociale di rilevanza mondiale.

L’obiettivo comune è quello di sdoganare il concetto di “normalità” e cambiare in maniera radicale la percezione che le persone hanno del proprio corpo: comunque sia, chiunque tu sia, qualunque cosa il tuo corpo abbia passato, è tutto assolutamente normale e accettato e ogni persona del mondo potrebbe e dovrebbe essere presa a “modello”. 

La campagna BeReal

Sull’ondata degli influencer del movimento Body Positive è stata fondata la campagna BeReal, che a differenza del primo opera in maniera più ufficiale entrando anche nel sistema scolastico, estremamente toccato dal fenomeno del bullismo e del body shaming. 

Questo lavoro estremamente arduo e complicato è stato introdotto proprio perché l’accettazione o la non accettazione corporea, spesso e volentieri, inizia purtroppo proprio tra i banchi di scuola e in età sempre più precoce

Del resto, tutti i media, i giornali, la tv e gli strumenti di informazione di massa propongono ancora standard di bellezza con un modello ben preciso e determinato.

Non viene mai detto esplicitamente quale tipo di corpo è “migliore”, ma il concetto che passa è proprio quello che esista un “ideale” a cui tutti dovrebbero tendere per essere socialmente accettati.

I giovani e i bambini d’altra parte, percepiscono in maniera molto forte e inconscia questo messaggio, per poi sentirsi sbagliati o deridere qualcuno in nome della diversità “non standard”. Ecco, dunque, come il movimento Body Positive e la campagna BeReal lavorano proprio su questi fronti, per normalizzare e accettare tutti i corpi esistenti! 


I rappresentanti del Positive Body nel mondo

Dopo l’esplosione del fenomeno sociale del Body Positive, comunque, moltissime star e celebrities sono uscite allo scoperto per appoggiare e celebrare loro stesse e il loro sostegno a questa campagna. 

La modella Ashley Graham, ad esempio, ha fatto del body positive uno stile di vita e una lunga lotta anche nel mondo della moda, dove è diventata una splendida rappresentante delle forme plus size.

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(Photo Credits: Marie Claire)

Lei stessa, d’altra parte, ha subito un fortissimo cambiamento del corpo in seguito alle gravidanze, ma è riuscita a svincolarsi con grazia e determinazione dallo stereotipo magrezza = bellezza. La Graham, inoltre, ha portato la sua resilienza anche nella moda, sfilando dopo il parto per Fendi alla Milano Fashion Week, incitando tutti i suoi numerosi fan ad accettare il proprio corpo così com’è, smagliature e cambiamenti compresi. 

La battaglia di Demi Lovato

Anche la cantante Demi Lovato, dopo aver condotto una battaglia personale contro i disturbi alimentari, ha abbracciato totalmente la filosofia del Body Positive. 

Nonostante abbia sofferto per anni per le dimensioni del suo corpo e le costanti attenzioni dei media, pensando che fosse realmente impossibile uscire dall’ossessione della magrezza – dopo un brutto episodio di overdose che l’ha portata quasi a morire – Demi ha iniziato ad apprezzare, accettare ed amare ogni singola parte del suo corpo, specie per averle riconsegnato la salute e la vita.

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I rappresentanti in Italia

Anche in Italia, comunque, non mancano i rappresentanti del movimento Body Postive. La prima su tutte, ad esempio, è Laura Brioschi: dopo aver combattuto contro la bulimia nervosa, infatti, la modella curvy ha intrapreso un percorso di accettazione del corpo che l’ha portata ad essere un’attivista del movimento. 

Sull’onda del fenomeno, infatti, nel 2019 la Brioschi ha organizzato la celebre Body Positive Catwalk”, una sfilata in Duomo a Milano nella quale decine di modelle Curvy hanno portato con orgoglio il proprio corpo in bellissimi modelli di lingerie.

Sempre in nome della Positività di ogni corpo, infine, la Brioschi ha disegnato e prodotto una linea di costumi da bagno adatti a chiunque, facendoli indossare da donne normali di ogni età e con ogni corpo.

Vuoi leggere la storia di Laura Brioschi? Ecco il suo libro:

Noi siamo luce. La forza, la libertà e la bellezza del pensiero Body Positive

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È davvero positivo? 

Nonostante io sposi in pieno la filosofia dell’accettazione della diversità insita dento il movimento Body Positive, ho sempre ragionato sull’aggettivo “positivo” legato al corpo. 

Cosa significa “corpo positivo”, dunque? 

Personalmente ritengo che un corpo positivo sia un corpo sano, dove per “sano” non considero assolutamente la razza, la grandezza, il peso, l’età o anche i segni del corpo, quanto la sua salute. 

Facciamo l’esempio di un corpo in sovrappeso, ovvero la misura d’ansia di chiunque soffra di disturbi del comportamento alimentare. A prescindere dall’aspetto e dalla percezione del corpo stesso, dunque, quando il sovrappeso diventa obesità, il corpo è comunque bello ma di certo non in salute. A quel punto, dunque, bisogna sempre rendersi conto dei rischi che si corrono di incorrere in patologie più o meno gravi da non sottovalutare mai. 

Cosa ne pensi? Lasciami un commento all’articolo!

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By Melania Romanelli

 Melania Romanelli, scrittrice, blogger e Coach Alimentare. Nel 2017 ha pubblicato su Amazon il romanzo “Spero Tutto Bene: un viaggio alla ricerca della felicità è sempre un ritorno a casa”. Blogger e Content Creator presso www.melaniaromanelli.com, personal coach sui temi di crescita personale, olismo energetico, spiritualità, disciplina e routine. Nel 2019 ha creato il programma "BED LIONS: come guarire dal Binge Eating Disorder”, per aiutare tutte le persone che soffrono del disturbo alimentare Binge Eating a guarire facendo appello alla propria forza interiore. Vive tra Canarie, Spagna e Italia. Per saperne di più: www.melaniaromanelli.com. Scopri di più su Melania!

2 thoughts on “Il fenomeno Body Positive”
  1. Se posso essere molto francese, secondo me la “Body Positivity” è proprio una gran cagata.
    In linea del tutto teorica, la corrente “Body Positive” è (cito intervista di una famosa cantante aderente al movimento) “un inno ad amare se stesse e il proprio corpo per quel che è, per invitare anche le ragazze con qualche chilo di troppo a piacersi così come sono”.
    Il concetto di fondo non sarebbe neanche sbagliato in sé per sé. Il problema è che il modo in cui viene sviluppato questo concetto crea un costrutto completamente fuorviato. Aldilà del fatto che essere oggettivamente sovrappeso, così come estremamente sottopeso, non è definitivamente sano, quello che viene fuori da questo movimento è un’oggettificazione assurda dal corpo femminile, con shift del concetto di “bellezza” (che, detto tutto, è uno “standard” che varia di cultura in cultura) sull’avere le giuste curve (anche legate a qualche chilo in più) per poter “essere belle”. Ora, ammesso e non concesso che questo sia vero, se la “Body Positivity” ha l’obiettivo di promuovere la positività nei confronti della propria fisicità quale che sia, perché andare poi a definire una specifica tipologia corporea indicandola come la più desiderabile? E, soprattutto, perché puntare tutto il valore e l’accettazione di una donna sulla sua fisicità? Perché non lanciare messaggi mirati piuttosto a favorire l’accettazione per QUELLO che si è umanamente, piuttosto che per il COME si è fisicamente? Invece, il messaggio che viene fuori è: io valgo e soprattutto valgo più di altre donne che non hanno la mia stessa fisicità, perché grazie alle mie curve appaio più attraente. Ma da quando in qua “l’amore per la propria fisicità” è diventata, o necessita di diventare, un altro modo per stabilire scale di valore tra le persone? Insomma, io mi ribello al messaggio di fondo della “Body Positivity”: il fatto che ogni centimetro di noi sia perfetto, dalla testa ai piedi, è vero soltanto se una persona è curvy? Perché dai profili delle donne che aderiscono a questo movimento, parrebbe che il concetto non si applicasse alle donne che invece sono fisiologicamente magre e con poche curve. Come si può parlare di “Body Positivity” se non si include ogni qualsiasi tipo di fisicità? Nel momento in cui donne curvy chiedono rispetto, ma non lo danno nei confronti di chi è magra, mi sembra una significativa forma di ipocrisia. Quando le donne curvy proclamano che “le donne vere hanno vere curve” o che “gli uomini preferiscono la carne, le ossa sono per i cani” (cit.), a me queste non sembrano affatto dichiarazioni di persone che si accettano e che amano quello che vedono nello specchio, anzi. Una ragazza che veramente è a suo agio con la propria fisicità, è consapevole che ogni qualsiasi struttura fisica, peso, o taglia indossata non rende una donna migliore o peggiore di altre, né meno meritevole di rispetto. Una ragazza veramente confidente col suo corpo apprezza la bellezza in ogni qualsiasi forma e taglia, e non ha bisogno di insultare donne che sono fisicamente più magre (o comunque diverse) di lei per sentirsi più a suo agio con se stessa.

    1. Ciao! E grazie del commento molto articolato. Mi collego a quando scrivi che spesso si entra nell’estremo opposto: sei bella solo se hai le curve”, come se un corpo magro adesso non debba esserlo. Poi, per quanto riguarda le ossa per i cani, dirlo così in maniera che nasconde un po’ di rivincita é per come dici: sotto sotto mi accetto sul serio? Poi io mi sono concentrata sulla questione bello=salute, ma sono d’accordo con questa argomentazione. Grazie ancora!

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