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Il mio viaggio in Cilento: #cilentodestination da vivere


INDICE:


Cilento: emozioni forti

“Ma il Cilento dove si trova esattamente?”

Mia madre al telefono è sempre preoccupata quando sto per ripartire per una nuova avventura. E stavolta, lo ammetto, anche io ho qualche ansia di troppo. Ho appena letto il programma del Cilento Blog Tour e la voce “Cilento in Volo” mi mette un po’ di agitazione…Dovrò buttarmi dal paracadute? Si tratta di skydiving? Lo scoprirò presto.

Sono una ragazza sensibile e anche un po’ suscettibile alle emozioni forti, e in effetti quella che sto per intraprendere, anche se ancora non lo so, sarà una delle esperienze più emozionanti della mia vita. 

E allora valigia pronta, computer e i-Phone alla mano, un po’ di merende senza glutine nello zaino… e si parte per il viaggio in Cilento, nel blog tour organizzato da Viral Passport e Vivi Cilento!

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Blog Tour del Cilento: i preparativi

Un bel giorno su Instagram mi contatta un ragazzo dall’aria un po’ cupa ma interessante. “Melania, abbiamo selezionato il tuo profilo per un Blog Tour con destinazione Cilento. Sei interessata?”. E io che non so mai dire di no alla prospettiva di affondare i piedi in un nuovo terreno, non ho saputo resistere. “Ovvio! Cosa devo fare?”.

Ho dato da subito l’adesione, quindi, a partecipare ad un Tour del Cilento insieme ad altri professionisti nel mondo del turismo, tour operator e agenzie, blogger, giornalisti e anche radiocronisti. 

Devo essere onesta: non stavo nella pelle! In primis perché sarebbe stato il mio primo vero blog tour da blogger e scrittrice professionista, e in secondo luogo perché avrei incontrato persone simili a me tutte dai profili molto interessanti. Donne stupende e in carriera, professioniste già affermate o con tutte le carte in regola per farlo, persone da ammirare e con le quali dialogare… e, soprattutto, tante belle idee da poter mettere in campo sia nella promozione turistica sia per capire meglio la nostra stupenda professione! 

5 giorni a stretto contatto con un nuovo territorio, persone strabilianti da scoprire e anche sapori da gustare… Cilento, sto arrivando! 

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Tour del Cilento: prima tappa Agropoli

Agropoli è la porta di accesso al Parco Nazionale del Cilento ed è la città più grande e vivace di questa stupenda zona. Arroccata su un promontorio che saluta il Mar Mediterraneo, la città si trova all’estremità meridionale del Golfo di Salerno e ha un porto protetto, un bel porto turistico e lunghe distese di spiagge sabbiose dove le colline si gettano delicate in mare. Agropoli è un punto strategico di trasporto per il Cilento, offrendo collegamenti ferroviari tra Salerno e i villaggi limitrofi, nonché traghetti per altre città e isole costiere. La stazione di Agropoli, del resto, è la prima cosa che vedo una volta giunta a destinazione da Roma.

La punta di diamante della città è la sua altezza (la colonia greca era chiamata appunto akropolis, città alta), che culmina nel meraviglioso castello, meta di tante gite turistiche (e prima tappa del nostro Tour del Cilento) e anche dei destination wedding in Italia.

Una città per i cercatori di sole

Oggi Agropoli è invasa da cercatori di sole e appassionati di storia che vogliono crogiolarsi nel clima mediterraneo e godersi le antiche rovine della zona e il suo respiro “antico”. La città vecchia, infatti, conserva la sua atmosfera medievale, con una strada simile a una rampa che arriva al monumentale cancello decorativo della città. Nascosti tra le mura, gli incantevoli vicoli, i graziosi palazzi, le piazzette a misura d’uomo arricchite dai colori dei fiori e tanti piccoli ristoranti e caffè. E poi la vista… che si estende sulla costa e anche sulle colline boscose.

Perché il bello del Cilento è proprio questo: picchi paesaggistici che dal mare arrivano dritti alle cime delle colline, e che contornano i picchi emozionali di chi volge lo sguardo verso di loro…

Il mare di Agropoli

E vogliamo parlare del mare di Agropoli!?! Le famose spiagge sono l’approdo di tanti viaggiatori, che scelgono una meta alternativa alla abbuffata Costiera Amalfitana, in particolare la Baia di Trentova, nota per la sua cornice naturale e incontaminata. L’intera area, del resto, è stata insignita della prestigiosa Bandiera Blu, una designazione tutta italiana che indica pulizia per l’acqua e decoro per la spiaggia, e che stabilisce con la sua autorevole opinione le nuove mete dove godersi il sole e il mare non solo d’estate.

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Un punto strategico del Cilento

Agropoli è un punto centrale per vedere la costa e il parco del Cilento. È a pochi minuti dalle splendide rovine di Paestum. A breve distanza a sud si trova la deliziosa città di Castellabate, dove è stato girato il film Benevuti al Sud

Il meglio del mare e delle colline, insieme alla genuina ospitalità dei suoi abitanti e al sole splendente che ti dà il benvenuto da lontano.

Niente di strano che Viral Passport e Vivi Cilento l’abbiano scelta come base campo per il viaggio in Cilento e il progetto #cilentodestination! 


Cilento cosa vedere: un tuffo nelle tradizioni

Vengo da un paese abruzzese di contadini, e la mia famiglia mi ha sempre abituata a vivere le giornate in mezzo al verde, ai maiali, alle pecore, alle galline e anche in campagna a raccogliere i pomodori (e l’aglio rosso di Sulmona). 

Eppure, nonostante questo, sono sempre stata una bambina un po’ curiosa e impertinente che sognava la grande città. 

Mia madre da piccola mi chiamava “la milanese”, proprio per la mia smania di andare oltre, di non accontentarmi di ciò che mi veniva servito nel piatto, per la mia recalcitrante voglia di dire sempre No. 

Non volevo fare la donna di casa, non sognavo una vita in campagna, non volevo uccidere gli animali (anche se cicciottella li mangiavo di gusto) e non volevo vivere isolata dal mondo esterno. 

Alla fine me ne sono andata a Roma, che per me ha significato un salto di qualità non tanto da una vita che non mi piaceva quanto verso la persona che ero realmente. Mio padre non ha mai capito fino in fondo le mie scelte, vivendo questo mio allontanarmi dalla dote familiare quasi come un rifiuto della sua vita in campagna… anche se non era di certo quella la mia intenzione. È stato proprio il contatto con la vita in città, infatti, a riportarmi indietro, se non fisicamente almeno a livello intellettuale.

Confrontandomi con persone che non avevano vissuto le mie stesse esperienze, sentendo parlare le mamme romane che facevano la spesa “dal contadino” alla ricerca di sapori genuini, non ho potuto fare a meno di notare che non solo la mia era stata un’infanzia fortunata ma anche che dal nostro passato difficilmente possiamo scappare. 

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Per questo tornare a vivere l’atmosfera dei miei nonni e di mio padre in Cilento mi ha colpita ed emozionata come non mai. Pigiare l’uva con i piedi, raccogliere i pomodori, assaggiare l’olio extravergine d’oliva spremuto a freddo direttamente dal frantoio al pane (fatto in casa anche quello) mi ha dato i brividi e, contemporaneamente, mi ha riportata indietro in uno spazio emozionale che non sapevo fosse cresciuto vivido e vivo dentro di me.

Io sono una contadina, è da lì che vengo. E me lo sono ricordata con orgoglio proprio in Cilento.


Tra fattorie didattiche e dimore storiche

Il blog tour Cilento Destination ci ha permesso di toccare luoghi autentici dove vivono persone appassionate che hanno fatto del sudore, della fatica e della soddisfazione personale un vanto nel mondo.

Del resto, il cuore dell’Italia più vera pulsa proprio nelle realtà immerse nella natura: fattorie centenarie oggi spazio rinnovato per imparare e toccare con mano antichi mestieri e anche procedure viste solo nei documentari; dimore storiche che ti avvolgono passo dopo passo con l’eco delle persone che prima di te hanno calpestato i loro sentieri o le loro stanze; aziende agricole che aprono le porte delle loro produzioni e dei loro laboratori per vedere in trasparenza ciò che accade dietro le confezioni opache di un buon vino o formaggio; parchi archeologici che rendono orgoglioso il nostro essere italiani; strutture ricettive, infine, che hanno reso possibile e rendono possibile ogni giorno ai visitatori l’immergersi nell’atmosfera dei meravigliosi borghi storici che sono un patrimonio tutto italiano (e che non vengono sponsorizzati mai abbastanza). 

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Tra i luoghi del cuore porto con me l’Azienda Agricola “La Petrosa”, della quale parlerò nel prossimo paragrafo, il Ristorante Pizzeria “La Rosa Bianca”, dove la signora Lauretta ci ha insegnato a fare i cavati cilentani a mano (un tipo di pasta della consistenza di uno gnocco fatto in casa) , Borgo Riccio, dove ho parlato delle possibilità del turismo incoming con la signora Angela in persona e la immensa Tenuta Mainardi, dove abbiamo davvero assaporato la lentezza del vivere contadino e la gioia di essere immersi nel verde delle colline cilentane. 


La Dieta del Cilento: la patria della dieta mediterranea

Sono un’appassionata di nutrizione e diete fin da piccola. Chi segue il mio blog da un po’ sa che i temi di nutrizione, dieta mediterranea e alimentazione sana sono i miei preferiti… immaginate il mio stupore quando scopro di passeggiare nelle contrade dove è nata la vera dieta mediterranea! 

La dieta mediterranea fonde le basi di un’alimentazione sana con i sapori e i metodi di cottura tradizionali del Mediterraneo.

L’interesse per questo metodo di alimentazione ha inizio negli anni ’60, a seguito dell’osservazione che le malattie coronariche causavano meno morti nei paesi mediterranei abituati ad un certo regime alimentare come la Grecia e l’Italia, rispetto agli Stati Uniti e al nord Europa. Studi successivi hanno scoperto, infatti, che il fattore discriminante era proprio la dieta. Seguendo i principi di questo metodo, dunque, si riscontrava un rischio ridotto per le malattie cardiovascolari.

L’alimentazione mediterranea, da quella singolare scoperta, ne ha fatta di strada, tanto che oggi è uno dei piani alimentari salutari raccomandati dalle Linee guida dietetiche per gli americani per promuovere la salute e prevenire le malattie croniche.

Questa dieta, inoltre, è anche riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come modello dietetico sano e sostenibile e come bene culturale immateriale dall’Organizzazione nazionale per l’educazione, la scienza e la cultura.

Il primo teorico ufficiale dell’Alimentazione mediterranea è stato il famoso Ancel Keys, anche se nel Cilento ho fatto una scoperta inaspettata: a teorizzare per primo l’importanza della dieta sarebbe stato tale Sabato Visco, già conosciuto per il suo apporto alla cultura cilentana e agli studi sugli stili alimentari dei meridionali. 

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La visita all’Azienda Agricola “La Petrosa”

Arriviamo alla Petrosa nella nostra prima escursione ufficiale del Cilento Destination. Siamo tutti elettrizzati perché ci aspettano dei giorni davvero pieni e ricchi di nuovi sapori. Ad accoglierci è il Signor Edmondo, che per primo ci racconta di come viene lavorato il grano e anche dell’importanza dell’integrale nella dieta mediterranea.

Il grano del Cilento, ci dice Edmondo, è un grano particolare, ovvero fortemente legato al territorio. Un grano puro, incontaminato, e anche ricco di sostanze nutritive. Il chicco, infatti, non viene eliminato dei nutrienti come avviene con la raffinatura delle farine (quelle che troviamo in tavola nei prodotti commerciali, per capirci), ma mantiene intatta la sua ricchezza minerale. Scopriamo come si macina il grano e assaggiamo i prodotti fatti in casa: dai biscotti di grano integrale al farro di cocco (che ci viene regalato come omaggio durante il pranzo degustazione), fino ad arrivare ai taralli salati pieni di sapore. 

Da amante della tisana e delle buone abitudini, non posso non comprare scatole su scatole di questo bene prezioso: infusi e erbe aromatiche che provengono direttamente dal territorio cilentano e che sono un toccasana per l’intestino e per il benessere di corpo e mente. 

Quando andiamo via da “La Petrosa” non ci resta che sentirci grati per l’accoglienza e anche per la dedizione che l’azienda mostra nel raccontare un passato che oggi sa tremendamente di futuro. Un ritorno al passato per riscoprirci e volerci più bene!

Mi riprometto di tornare… se non altro per visitare l’Eco Museo della Dieta Mediterranea a Pioppi e raccontarvelo come si deve! 

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Cilento in adrenalina: l’esperienza del Cilento in volo

Arrivo a Cilento in volo con un groppo alla gola. Lo ammetto: sono una fifona! Non mi piace l’adrenalina, non mi piace il senso di vuoto… d’altronde sono un Toro, e mi trovo più a mio agio con i piedi ben radicati nella terra. Ma sono anche una ragazza determinata alla quale piacciono le sfide… ecco perché quando Stefano mi chiede se può confermare la mia presenza nell’esperienza Cilento in Volo gli dico di sì, pur sentendomi mancare letteralmente il terreno da sotto i piedi! 

La strada per il luogo dove stiamo per “volare” si snoda in altezza, quasi a volerci far abituare al fatto che il cammino sarà differente, come diversa sarà l’aria che respireremo di li a breve. 

Decido che non posso permettere alla paura di prendere il sopravvento, e così prendo la mia super nuova amica Jessica e vado sparata verso l’esperienza più emozionante della mia vita: voglio essere la prima! 

Il volo dell’angelo l’avevo visto solo in televisione o nei documentari su YouTube e, anche se mi affascinava tanto, mai avrei mai immaginato di farlo davvero un giorno. 

Quando Diego ci ha sistemate di fronte alla discesa che di lì a poco ci avrebbe portato a 120 km all’ora dall’altra parte della montagna stavo letteralmente morendo di paura… e stavo pensando quasi di rinunciare! Fortuna che la mia temeraria amica mi ha stretto forte la mano… in quel momento ho capito che non ero sola, e che potevo farcela! 

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Il volo dell’angelo

Il momento in cui ti sganci è pura libertà… la sensazione di vuoto a 600 metri d’altezza è indescrivibile: un misto di leggerezza, coraggio, privilegio e anche orgoglio per dove sei in quel preciso minuto. Le emozioni si accavallano tutte insieme, ma le lasci lì per un momento, tanto sei abbagliato dalla bellezza sotto di te. Le colline verdi del Cilento ti sembrano più vicine, e il volo crea un momento di comunione con la Natura davvero pazzesco. Ti senti parte di un’idea di forza e monumentalità che difficilmente puoi provare a terra, quando invece le montagne un po’ ti sovrastano. 

A quell’altezza ti senti più forte, e anche grato a Madre Natura per essere lì con te in quel prezioso istante.

80 secondi, 1 minuto e 20, 120 km all’ora. E sei dall’altra parte con le gambe che ti tremano, le lacrime che ti scendono un po’ per il sollievo e un po’ per l’aria negli occhi, e un sorriso vero che non tiravi fuori da tanto.

Grazie Cilento in Volo… per farci fare un salto più in là (e anche a Diego che ci ha stretto bene l’imbracatura!). 


Opportunità colte e opportunità perse

Sarei poco onesta con i miei lettori se dicessi che durante il Cilento Destination è andato tutto liscio. Ma d’altronde non tutte le ciambelle riescono con il buco… e anche quando ci sono dei pezzi imperfetti puoi ancora gustarne la bontà degli ingredienti. Ci sono alcune considerazioni che voglio condividere con voi, dunque, come bilancio dei 5 giorni passati in Cilento, e voglio parlarne in ordine di opportunità perse e colte, più che di errori. 

Fin da subito, da attenti osservatori, abbiamo notato qualche nota stonata a livello organizzativo, non tanto per errori di uno in particolare, appunto, quanto per una mancanza di comunicazione diffusa tra le parti. Responsabilità, prese di posizione, decisioni poco minuziose, pressappochismo, hanno portato qualche malcontento, è vero, ma solo per una scorretta comunicazione tra le parti. 

Perché mi soffermo su questo? Perché per lanciarsi nel mercato turistico e attrarre visitatori e capitale, un territorio non può pensare di non basare il suo lavoro su dialogo e comunicazione. Un movimento virtuoso verso la riuscita di progetti di marketing turistico, infatti, nasce proprio dalla comunicazione e dalla collaborazione tra tutti gli attori coinvolti: media, strutture ricettive, agenzie di promozione turistica, istituzioni ecc..

Quello che è successo in Cilento, invece, nonostante le premesse verbali, è stato un gioco delle parti dove ognuno ha pensato prima per sé e non come un essenza da emanare tutti insieme a livello territoriale.

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Se un tale comportamento non mi ha lasciato sorpresa – anche in Abruzzo e altre regioni italiane c’è poco dialogo tra borghi, istituzioni e agenzie di promozione turistica per un lavoro condiviso sul territorio -, ho trovato sconcertante che alcune strutture non abbiamo saputo cogliere l’arrivo di 60 persone pronte a parlare di loro come una enorme opportunità da sfruttare. Hanno mancato di trattamento di riguardo, generosità e anche di preparazione… quando invece 60 persone con i loro potenti mezzi di comunicazione e propagazione a macchia d’olio avrebbero in un istante potuto lanciarli nello spazio dedicato alle eccellenze territoriali italiane. Un vero peccato.

Detto questo, molte strutture hanno colto la palla al balzo permettendoci di vivere delle giornate memorabili, a contatto con la natura, i sapori, gli odori e anche l’ospitalità delle persone. Penso all’Azienda Agricola La Petrosa, penso a Tenuta Mainardi

Come ha detto il grande Giovanni di Campania da Vivere… la vera anima del Cilento! 

Tirando le somme: una bella esperienza, ma con tanto lavoro da fare per migliorare comunicazione e anche percezione dell’opportunità che i passa parola online e offline possono generare per il territorio cilentano a livello economico.


Cilento emozionale: le persone

In Cilento ho conosciuto persone meravigliose, vive, appassionate di ciò che fanno e di come lo fanno. Un esempio su tutti: il giovane Federico. Che ha scelto di non abbandonare il Comune di Aquara ma anzi, al contrario, di lavorarci con vigore per permettere a tutti di scoprire quanto ha da offrire. Federico gestisce con energia anche una pagina Instagram dal nome @mazzachebuono.it che punta alla scoperta dei meravigliosi sapori della Dieta Mediterranea e dell’Italia intera. 

E poi i blogger, dei professionisti nati, precisi, puntuali, dediti al proprio lavoro e anche esponenti di un nuovo concetto di lavoratore autonomo anche in movimento… un esempio su tutti Cristiano di Liberamente in Camper, che ci ha accompagnato nel Tour del Cilento in camper, appunto! 

Ho trovato delle persone simili a me, che hanno voglia di essere liberi e indipendenti ma anche di connettersi con altre anime erranti pronte a dialogare, scornarsi e poi mettersi insieme d’impegno per un bene comune: il racconto di un’Italia bella, aggressiva, orgogliosa, ricca, buona e anche un po’ impertinente. 

E per tutto questo devo dire grazie ancora ai miei compagni di viaggio, a Viral Passport, a Vivi Cilento e anche al Cilento stesso… per essere tutti così belli, pieni di voglia di fare e, soprattutto, VIVI. 


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