Molti clienti mi chiedono cosa ne penso dei programmi nutrizionali che coinvolgono la sostituzione di pasti con bevande proteiche (i cosiddetti “beveroni”) per una persona che soffre di disturbi alimentari. Cerco di rispondere in maniera esaustiva in questo articolo.


La mia esperienza nel “mondo dei beveroni”

Chi mi conosce sa che in passato ho sperimentato diverse volte i programmi nutrizionali che promuovono la sostituzione di pasti solidi o cucinati con prodotti liquidi o appositamente confezionali che contengono l'”equivalente” di un pasto.

L’ho fatto con i prodotti Herbalife, con la Forever Living e anche con ViSalus. NON ho provato Juice Plus+, sono onesta, che qui cito solo per dare un’idea di cosa sto parlando.

Al di là della qualità dei prodotti e dei risultati che ho ottenuto (che puoi leggere in maniera diffusa nei tre link che trovi qui sopra), ho appreso e fatto miei diversi concetti utilissimi, specie in relazione alla mia decennale battaglia contro i disturbi alimentari del binge eating e dell’ortoressia nervosa.


Un’industria figlia della diet culture

Uno dei primi aspetti da sottolineare è l’industria che ha dato vita al mondo dei beveroni. Non solo network marketing – che puoi approfondire in questo contenuto qui – dunque, ma anche e soprattutto diet culture.

Già, perché il concetto cardine di queste linee di prodotti è l’idea di una società sempre di corsa, che ambisce alla perfezione formale della magrezza e alla “furbizia” veloce, specie nei confronti del momento del pasto e del cucinare. In pratica, perché “sbattersi” per cucinare quando posso avere un surrogato inscatolato pronto all’uso che non mi faccia sentire in colpa?


Senso di colpa sotto forma di praticità

L’idea che un beverone o una barretta proteica possa contenere tutto il necessario per un pasto bilanciato nasce dalla certezza che, mangiandone, si risparmi tempo ed energia per cucinare, senza il rischio di commettere errori.

In realtà, ciò che vendono NON è la praticità, ma il senso di colpa che POTRAI EVITARE se ne mangi. In parole povere: se so che mangiando questa linea di prodotti “non sto commettendo errori”, allora non mi sento in colpa.

E viene da chiedersi… in colpa nei confronti di CHI o COSA?


Quando il cibo diventa “errore

Da questo punto in poi, il discorso si relaziona in maniera pericolosa con i trigger e gli innesti dei disturbi del comportamento alimentare. Il principale dei quali, manco a dirlo, è proprio il SENSO DI COLPA legato al cibo.

Chi vive un problema alimentare, una ossessione o una dipendenza da cibo, infatti, ha letteralmente il terrore di mangiare. E questo terrore è evidente:

  • nella poca varietà o nella noia in cucina;
  • nell’idea che esistono cibi “cattivi” che non bisogna mangiare;
  • nella diffidenza verso gruppi di alimenti “proibiti” nell’immaginario collettivo;
  • nella convinzione di sbagliare e di non essere all’altezza;
  • nella certezza di “fare schifo” quando si “sgarra”;
  • nella incapacità di conoscere cosa piace, cosa no, cosa vuole il corpo di ogni singola persona.

Ed ecco il Pericolo: ognuno di questi meccanismi mentali intrusivi PUÒ INNESCARE UN DISORDINE ALIMENTARE.


Juice Plus+ sì o no se hai un DCA? Le mie conclusioni di ex Binge Eater

Alla luce del discorso, non voglio assolutamente dire che utilizzare dei beveroni come sostitutivo di un pasto sia una certezza per sviluppare dei comportamenti disordinati nei riguardi del cibo.

Tuttavia, questo mondo alimentare, spesso foriero di venditori che si spacciano per esperti in nutrizione e che non lo sono, alimenta e fomenta una cultura che nega per molti versi e suo malgrado la bellezza del cibo e il costruire una relazione sana con esso. Dove per “sana” intendo “felice”. E NON FIT.

Colori, sapori, consistenze, varietà e bellezza del cibo, segnale di fame e sazietà – che fanno parte della cultura del mangiare consapevole e della mindfulness, tra gli approcci virtuosi per combattere i DCA -, di conseguenza, diventano territori SCONOSCIUTI.

Che chi soffre di disturbi alimentari non merita davvero di IGNORARE!

Cosa ne pensi? Fammelo sapere!


Melania-Romanelli-coach-disturbi-alimentari-e-benessere-smile

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