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“La Via della Leggerezza” Franco Berrino: recensione


INDICE


La leggerezza: un concetto sottovalutato 

Questo libro è frutto di un incontro fortuito in mezzo alla natura, nei boschi del Casentino. Un puro e veloce attimo di serendipity, quando la mente è sgombra e le vie della meditazione sono infinite e aperte alle intuizioni. E così, camminando nel bosco, che è nata l’idea di parlare di leggerezza. Ed in effetti, non potrebbe essere stato altrimenti. Un libro del genere è pensato, ideato e scritto proprio per quelle anime che cercano una via di uscita dalla pesantezza della vita e della quotidianità. Un vero e proprio manuale fondamentale per comprendere come alleggerire il nostro corpo e la nostra mente da chili in eccesso, tossicità e pensieri negativi imparando alcune tecniche e concetti di base. 

Una serie di idee pratiche e sconosciute ai più che possono davvero aprire gli occhi e partendo dal concetto di “LEGGEREZZA”: del CORPO, con una pratica quotidiana di corretta nutrizione e mangiare sano e corretto riscoprendo i sapori semplici e genuini; della MENTE, attraverso il legame con la natura e alcune attività capaci di aiutare i pensieri a calmarsi e veicolarsi nella giusta direzione… quella del BENESSERE e della FELICITÀ.

Scopriamo insieme “La Via della Leggerezza. Perdere Peso nel corpo e nell’anima” di Franco Berrino e Daniel Lumera.


Gli autori: Berrino – Lumera – Bortolazzi

Franco Berrino, medico, epidemiologo e Direttore del Dipartimento di Medicina preventiva dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano. Rinomato medico nella lotta contro il cancro, il Dott. Berrino è l’autore dei bestseller La grande via e Ventuno giorni per rinascere. Con l’autrice Enrica Bortolozzi ha fondato nel 2015 l’Associazione La grande Via per comunicare un nuovo modo per diventare più longevi attraverso il cambiamento del proprio stile di vita e abbracciando una routine salutare, il mangiare sano e anche il movimento.

Daniel Lumera è un riferimento internazionale per alimentare il benessere e per la pratica della meditazione e anche autore di La cura del perdono. Una nuova via alla felicità e della Giornata Internazionale del Perdono. Ha fondato il progetto My Life Design, per comprendere come disegnare la propria vita a livello personale, sociale e professionale. 

Enrica Bortolazzi è una giornalista e autrice di diversi libri e fondatrice assieme al Dottor Berrino della Associazione La grande Via per raggiungere mirare alla longevità e proteggere la propria salute fisica e mentale.


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Perdere peso nel corpo e nell’anima

“Siamo appesantiti. Nel corpo, nel girovita, nelle spalle, nei pensieri, nel vivere; dalla sofferenza, dalla noia, dalla mancanza di fiducia, di prospettive, dalla solitudine, dal non vedere il senso della vita”. 

Molti lo dicono, tutti ce ne dimentichiamo: la gran parte dei fastidi fisici che ci trasciniamo dietro quotidianamente sono dovuti ben poco a vere e proprie malattie (quando ne abbiamo una reale è tutta un’altra storia, e ce ne accorgiamo senza ombra di dubbio) quanto piuttosto ad uno stato mentale di insoddisfazione, mancanza di lucidità e anche di voglia di ribellarci ad una condizione nella quale ci siamo messi noi stessi ma dalla quale siamo incapaci di uscire sani.

Siamo pesanti. Ecco. E se la mente va via da sola, pensando e rimuginando su qualsiasi evento passato o su qualunque prospettiva di futuro spaventoso e nebuloso, ecco che il corpo ne attrae tutta la negatività depositandola in zone per noi “sensibili”: le spalle per molti, il collo quasi per tutti, l’addome per alcune tipologie di corpo e le gambe per altre. Il corpo, in pratica, è vittima del nostro stesso pensare. Chi l’avrebbe detto che il funzionamento di corpo e mente fosse così legato alla relazione tra i due partner nel crimine? Chi l’avrebbe detto che dal male di vivere potesse nascere un male di essere? 

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La Via della Leggerezza per vivere felici

Eppure… il corpo umano non è mai stato predisposto alla pesantezza. Gli uomini primitivi erano coloro che, costretti a procacciare il cibo, costringevano il proprio corpo ad estenuanti battute di caccia e raccolta in territori spesso ostili per cercare nutrimento per la sopravvivenza. E anche quando potevano finalmente mangiare e bere, lo facevano in modo controllato per mantenere le scorte il più a lungo possibile. Se ci pensiamo bene, dunque, il corpo dell’uomo è più abituato al digiuno e alla privazione che all’abbondanza. Giornate intere senza mangiare erano quasi una regolarità. Ecco perché mangiare una volta al giorno, secondo Umberto Veronesi (uno dei padri putativi del digiuno per prevenire cancro e malattie degenerative) non è assolutamente complicato per il corpo. Anzi, fa piuttosto bene.

Quello che è accaduto, però, è stato il contrario. Con lo sviluppo della società dei consumi, si sono sempre più diffuse le malattie legate alla sovrabbondanza di cibo e anche squilibri mondiali con zone con spreco alimentare e zone con perenne carestia. Nei periodi dei cacciatori e dei raccoglitori, al contrario, non esisteva l’obesità. E il corpo era predisposto proprio a sopravvivere così, con alimentazione controllata e movimento costante. E anche mentalmente, una dieta del digiuno controllata (ci sono diversi metodi che coinvolgono un digiuno di 12 ore, un digiuno per un giorno o un digiuno serale) e l’attività fisica favoriscono l’efficienza dei circuiti nervosi, prevenendo anche fenomeni depressivi, ansia e il “dolce far niente”. Insomma, meno si mangia e più ci si muove, maggiore saranno le probabilità che il nostro corpo prosegua in perfetta salute. Senza la necessità di una dieta dimagrante! 

Ma per far questo occorre comprendere come il cibo sia diventato una specie di SOSTANZA TOSSICA, e non un piacere per il palato e nutrimento per la vita, così come l’ha concepito Madre Natura.


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Benefici del digiuno: la scorciatoia per il benessere

Il nostro corpo, lo abbiamo appena visto, non è abituato a dover affrontare cibi industriali e processati, tanto è vero che come meccanismo di difesa ha sviluppato nel corso degli anni malattie quali la sindrome metabolica, il morbo di Crohn e anche la celiachia. Proprio perché sviluppatisi insieme alla ricerca del cibo, il nostro corpo e la nostra mente sono più reattivi quando siamo a digiuno, mentre il loro corretto funzionamento è alimentato dall’allenamento (il naturale esercizio fisico per procurarci il cibo fin dall’alba dei tempi).

Ma perché tutto questo? Vediamo cosa succede a livello medico e fisico quando siamo costretti a digiunare.

Il nostro cervello è l’organo che consuma più glucosio e ossigeno, e va in crisi quando non abbiamo da mangiare, con la conseguente voglia di zuccheri per via della diminuzione dei livelli di glucosio nel sangue. Se pazientiamo un po’ prima di dargli ciò che vuole, però, avviene un meccanismo ancora più virtuoso che quello di nutrirlo immediatamente: si attivano i cosiddetti “meccanismi di emergenza”.

Il corpo, in pratica, comincia a consumare i grassi in eccesso per produrre l’energia di cui ha bisogno, in particolare un acido che protegge il cervello e ne riduce lo stato infiammatorio. Il nostro cervello diventa più vigile, lucido, reattivo e capace di veicolare significato. Con il risultato che sia il corpo che la mente auto-generano cellule sane. Impostando un regime di digiuno alternato come parte della nostra quotidianità, bruciamo il grasso in eccesso, auto-fagocitiamo le cellule malate (con il risultato eccezionale di diventare noi stessi dei “farmaci viventi” preventivi) e lavoriamo meglio e in maniera più produttiva. Per non parlare, infine, dei benefici del digiuno serale, che ci permette di mangiare quello che vogliamo senza restrizioni durante il giorno, avendo un controllo naturale e senza sforzo su peso e girovita. Mica male, no?


Ribellarsi all’industria: cibo buono vs. cibo cattivo

Eppure… viviamo nell’epoca dell’abbondanza e del cibo ultra-processato (ultra-processed food), nella quale i campi ormai si sono adattati all’agricoltura chimica limitando fino alla quasi completa infertilità i terreni adibiti alla coltivazione di cibo naturale. E un corpo che mangia solo cibo chimico non è neanche lontanamente identico ad uno che mangia cibo biologico, con una attenzione alla biodiversità degli alimenti e alla loro stagionalità.

Senza contare che emulsionanti e sostanze zuccherine contenute nei cibi industriali possono essere considerati delle vere e proprie droghe che ci portano a mangiarne sempre più con la conseguenza certa di condurci a contrarre obesità, diabete, impotenza e cancro.

Lo sviluppo della sindrome metabolica – uno dei mali di questi ultimi anni di abbondanza che comporta grasso addominale, pressione alta e valori di glicemia-trigliceridi-colesterolo fuori dalla norma – è proprio legato al consumo di cibi non salutari e anche ad uno stile di vita sedentario e vissuto lontano dalla natura. Senza contare che avere grasso addominale può aumentare le chance di contrarre:

  • Infarti
  • Ictus
  • Diabete
  • Cancro 
  • Calcoli
  • Artrite
  • Apnee notturne
  • Impotenza e infertilita 
  • Cataratta 

Ma allora, viene da chiedersi, perché mangiamo così tanto? 


Nutrizione e cibo emozionale

l discorso sull’appesantire il nostro peso corporeo e circonferenza addominale legati all’aumento della disponibilità di cibo non può esistere da solo e fine a se stesso. Quante volte mangiamo fino allo sfinimento, quando in realtà siamo sazi da un bel pezzo? Da cosa deriva, dunque, questa fame “insaziabile”?

Ecco, infatti, che subentra un’altra componente: il peso dell’anima. 

Ci avete fatto caso che, quando siete felici e completamente soddisfatti, mangiate di meno? Come mai? Perché il cibo ha un grosso legame con la nostra emotività. E seguendo lo sviluppo delle società industrializzate e dei consumi possiamo notare come i consumi stessi siano alimentati proprio dalla insoddisfazione. Per farla breve: più siamo infelici e più compriamo. Più compriamo, e mangiamo, e più quelle sostanze vengono associate alla soddisfazione e allo stare bene, con la conseguenza cercata e ottenuta dalle industrie alimentari di non poterne più fare a meno. 

Gli autori non citano quasi mai il gusto degli alimenti, in questa fase, perché non stiamo neanche lontanamente vicini al discorso del godere del sapore del cibo. In questo meccanismo, infatti, stiamo parlando solo di “cibo emozionale”, ovvero di un concetto per il quale nutriamo attraverso la bocca il nostro stress e le nostre inettitudini, in una spirale che ha poco a che vedere con la fame fisica e molto a che vedere con quella spirituale. 

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I comfort food e le malattie del cibo 

“Il cibo spazzatura consola momentaneamente, ma non soddisfa, fa ingrassare, fa ammalare e aumenta l’insoddisfazione, in un circolo vizioso che appesantisce corpo e spirito. Il mercato immenso della tristezza propone tranquillanti, antidepressivi, ansiolitici, tutti psicofarmaci che hanno il pregio economico di non guarire e creare dipendenza”. 

Avete capito cosa ci stanno facendo notare gli autori? 

Che il marketing di moltissime aziende si sviluppa con il costante desiderio di annaffiare la pianta della nostra infelicità, per indurci a comprare dei palliativi esterni per saziare una fame della quale dovremmo, al contrario, scoprire il meccanismo psicologico alla base per risolverla in positivo. 

I comfort food e i meccanismi mentali dietro alle malattie del cibo quali il Binge Eating Disorder (così come anoressia e bulimia) lavorano proprio su questo: mangiamo per non pensare, mangiamo per stare meglio ma stiamo peggio e continuiamo a mangiare quando il nostro corpo non ci piace più. Mangiamo per stress, mancanza di affetto, noia, solitudine, per riempire il vuoto che abbiamo dentro… addirittura per “accumulare grasso” come forma di difesa (su questo punto vi rimando al capitolo 2 del libro).

Mangiamo, in definitiva, perché è più semplice di lottare, mangiamo perché ci siamo arresi che il nostro nodo al pettine possa essere interrogato, compreso, affrontato e risolto. Sia che ci rifugiamo nelle industrie alimentari, del tabacco, dell’alcol o farmaceutiche, stiamo facendo un favore a loro e un danno a noi. I cosiddetti meccanismi di compensazione, dunque, sono solo un velocizzare il vortice di caduta nel quale ci stiamo intrappolando da soli. Vogliamo davvero continuare a vivere in maniera così pesante (e a mio avviso anche sciocca), seguendo uno stile di vita che non ci appartiene veramente? 

Se lo vogliamo, in definitiva, possiamo davvero cambiare la nostra vita! E la Via della Leggerezza sta tentando di dirci proprio come fare! [Hai già deciso di acquistare il libro di Franco Berrino e Daniel Lumera “La Via della Leggerezza”? Vai dritto al link! Altrimenti prosegui la lettura ;)]

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Medicina e spiritualità: binomio vincente

Per guarire da questo meccanismo mortale, dunque, gli autori indicano due soluzioni: quella molecolare (attraverso i farmaci e la alimentazione) e quella psico-biologica (tramite un discorso psicologico per guarire le nostre ferite emotive).

Ed è questo il fulcro dell’intero libro “La Via della Leggerezza”: legare assieme il mondo della scienza e della nutrizione con quello della psicologia e delle discipline spirituali. Occidente e Oriente insieme, nelle migliori rappresentazioni della salute e del benessere di corpo e mente, per percorrere la strada della saggezza, della felicità e anche della riconciliazione con noi stessi e con gli altri.

Io lo trovo un concetto BRILLANTE. Alleggerire il corpo e la mente per vivere meglio. Semplice, affascinante ma anche davvero DIFFICILE! 

Una sfida, insomma, alla quale possiamo arrivare preparati potendo contare sullo studio prima di noi di menti illuminate che possano aprirci il cammino. Vediamo come. 


Ascoltare il corpo: le vie della leggerezza fisica

Secondo gli autori, lo stress che viviamo ogni giorno è una COSA POSITIVA. Sì, avete letto bene! Se il nostro corpo è stressato, non può fare a meno di inviarci dei segnali ben distinti di dolore, panico, attacchi di ansia e mancanza di lucidità. In pratica, ci sta gridando: SVEGLIATI! Qualcosa non va, e noi non possiamo più permetterci di negarlo.

Ascoltare i segnali del nostro corpo è il metodo di autodiagnosi più efficace. Il meccanismo salutare dello stress quando ascoltato e affrontato, quindi, ci consente di non restare sordi e di affrontare la situazione con prontezza e intelligenza (biologica e anche emozionale). E anche una dose sana di umiltà: non siamo eterni, e il nostro corpo va protetto come un tempio sacro che può durare più a lungo se ce ne prendiamo cura come si deve. 

Il Digiuno e il Detox

Digiunare, l’ho detto più volte e lo ripetono spesso gli autori di “La Via della Leggerezza”, fa bene al corpo e allo spirito. Un giorno di digiuno a settimana riduce i livelli di stress e la circonferenza addominale, conducendo una attività che il nostro corpo riconosce come “normale”. Anche se gli scettici e la generazione dei nostri genitori (i principali artefici della società dei consumi, guarda un po’) proveranno a dirvi il contrario, digiunare è assolutamente la normalità per il nostro corpo e una dieta disintossicante è una abitudine da ripetere spesso e volentieri. Siamo geneticamente ammaestrati per sottostare a regimi rigidi di alimentazione e abbiamo energie e risorse a sufficienza per sopravvivere. Anzi, digiunando ed eliminando le tossine con alcune tecniche, possiamo avviarci verso uno stile di vita salutare e un funzionamento del nostro cervello più efficiente.

Routine

Attenzione, presenza, consapevolezza di se stessi. Specie al mattino, dedicarci ad attività che fungano da rituali ci permette di rispettare il risveglio del corpo e donargli la pace necessaria per affrontare una nuova giornata. Alzarci dal letto dicendo grazie per un nuovo giorno, fare la doccia meditando, fare colazione seguendo una alidmentazione detossificante… sono meccanismi quasi “sacri” che celebrano il corpo e la pace della mente, dando lo sprint giusto e energia positiva all’intera giornata. La routine, insomma, è una delle alleate migliori per vivere meglio il rapporto con il nostro corpo e la nostra mente, dandoci una immediata sensazione di pace, rispetto e leggerezza.

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Acqua

Ne ho parlato spesso sul mio canale Instagram e anche nel mio articolo recensione sul libro “Splendere” di Johanna Maggy, e gli autori lo ripetono sempre. Uno dei rituali mattutini di maggiore impatto è la cosiddetta “doccia intestinale”. Al mattino, prima di fare colazione e di farci la doccia, beviamo un bicchiere di acqua tiepida con un po’ di limone e zenzero… avremmo creato un meccanismo di pulizia interiore efficace a stimolare intestino e metabolismo. Un “lavaggio interno” ancor prima di quello esterno attraverso la doccia.

L’acqua è spesso associata alla capacità di eliminare le impurità ma anche di lavare via la pesantezza, le emozioni negative e l’over-thinking, i pensieri tossici. Ecco perché in riva al lago e anche vicino al mare abbiamo la sensazione di calmarci… perché lo scorrere dell’acqua è davvero uno stimolo al cambiamento e al fluire dell’energia. E questo spiega anche il fenomeno delle SPA, che letteralmente significano proprio “Salus Per Aquam”, salute attraverso l’acqua. E in Occidente disponiamo di questo bene prezioso gratuitamente (o quasi). Perché non sfruttarne al meglio le enormi potenzialità dell’acqua per il benessere? 

Biodiversità e Biologico

Gli autori consigliano alcune semplici regole quando si tratta di scegliere i nostri cibi. Mangiare cibo vero, coltivato da agricolture biologiche nel rispetto dell’ambiente. Mangiare cibo cucinato da noi, per avere un controllo sul trattamento e anche sulle sostanze salutari da utilizzare che fanno bene al nostro organismo. Variare il più possibile gli alimenti, preferendo frutta e verdura di stagione e i super food, alimenti che hanno un forte impatto positivo e rigenerante sull’organismo (quali ad esempio le bacche di Goji e i semi di Chia).

Nel testo, infine, ci sono preziosi consigli su quando mangiare, su come fare il digiuno intermittente e anche le gustose ricette di Berrino, tanto ricercate online, pensate rispettando l’abbinamento degli alimenti in maniera tale da mangiare sano, con gusto e anche controllando naturalmente la propria dieta. Sono semplici, genuine e si possono fare anche a casa (provate la famosa “colazione Berrino” e la ricetta della Cecina… non potrete farne più a meno!).

Natura

Camminare nei boschi secolari, dicono gli autori, e passare del tempo a contatto con la natura è una esperienza che ogni persona dovrebbe fare per alcune ore e spesso. Fa bene al movimento ma, soprattutto, fa bene allo spirito. Le persone depresse o ipertese in Giappone vengono accompagnate a fare lunghe passeggiate nel verde in quelli che chiamano Shinrin-Yoku, i “bagni nella foresta”. Camminare nelle foreste, infatti, riduce la pressione arteriosa e migliora la funzionalità cardiaca. È stato scientificamente provato che riduca anche la glicemia nei pazienti diabetici… quindi, per vivere meglio, basta tirare fuori il naso di casa e perdersi per un po’ nell’armonia della Natura! È semplice, è gratis, è un toccasana per la salute. 


Selezionare i pensieri: le vie della leggerezza mentale

Di solito associamo la pesantezza con il corpo… quando in realtà il corpo risponde con meccanismi immediati di difesa alla pesantezza della mente! Il corpo umano, del resto, è una macchina pressoché perfetta che si inceppa solo quando il cervello va in panne. E come succede? Lo vediamo ogni santo giorno: notizie negative in tv, litigi al semaforo, inveire contro il capo a lavoro, ignorare un familiare, guardarsi allo specchio e non piacersi. Sono solo alcuni esempi di malessere generalizzato di mente e emozioni che tutti noi abbiamo provato almeno una volta nella vita.

Io stessa quando c’é qualcosa che non va inizio a piangere apparentemente senza un motivo… e ci ho messo un po’ a capire che il pianto è proprio la risposta del mio corpo ai miei pensieri tossici. Pesanti. Anche voi avete scovato qualche segnale di allarme apparentemente senza ragione di esistere? Eppure, è possibile selezionare i nostri pensieri e vivere meglio! Vediamo insieme come alleggerire i pensieri per vivere meglio e in salute secondo gli autori di “La Via della Leggerezza”.

Intelligenza emozionale

Comprendere le nostre emozioni, incanalarle verso una serie di pensieri in prospettiva, riconoscere quando una reazione ad un evento è amplificata da un nostro modo di essere è essenziale. Dare voce alle nostre emozioni è una delle strade principali per ritrovare una pace mentale e anche un modo di ragionare e di emozionarci “sano”. Rabbia, reazioni violente, crisi di panico e pianto… ognuna di queste emozioni ha una causa e anche un modus operandi, e conoscerli entrambi ci dà un enorme vantaggio sul modo in cui gestiamo noi stessi e le nostre relazioni.

Rispetto all’intelligenza mentale, quella emozionale è forse anche più importante, perché porta con sé la capacità di riconoscere le nostre emozioni e anche quelle degli altri. Empaticamente, saremmo in grado di avere rapporti più sani con le persone che ci circondano, con un conseguente miglioramento delle nostre relazioni sociali e della nostra pace mentale.

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Perdonare

Uno dei gesti più difficili da compiere, ma anche un alleato fedele per il nostro benessere mentale. Quando qualcosa di brutto ci capita o ci viene fatto, perdonare ci sembra come scalare una montagna di migliaia di metri: un’impresa impossibile! Eppure, anche la montagna più alta può essere scalata con la giusta dose di allenamento. Perdonare richiede allenamento mentale ed emotivo, ma ha la stupenda conseguenza di liberarci dai mostri interiori e di alleggerire il nostro fardello emozionale. Anche se sembra assurdo, il suoi sentimenti contrari sono davvero tossici per il nostro organismo: odio, rabbia, risentimento, frustrazione. Perdonare, al contrario, ci rende forti e anche consapevoli di ciò che siamo disposti ad accettare o no.

Perdonare non significa per forza riconciliarci con la persona o l’evento negativo, quanto piuttosto lasciare andare le emozioni negative che associamo ad esso e liberarci una volta per tutte mentalmente ed emozionalmente, dandoci una opportunità di crescita e riflessione. Con il risultato che il nostro corpo ci ringrazierà con una leggerezza e una tranquillità mai provate prima. 

Seguire una vocazione

É il compito della nostra vita, il Dharma. Seguire la propria vocazione è ciò che davvero ci “tocca il cuore”. Quando facciamo qualcosa che ci piace non stiamo letteralmente più nella pelle: siamo in fibrillazione, ci dedichiamo anima e corpo, lavorando parecchio magari ma senza sforzo. Fatichiamo molte più ore di quante lavoreremmo in un altro posto e lo facciamo con il sorriso sulle labbra perché stiamo creando qualcosa di completamente in linea con noi stessi. 

Gratitudine

Con la gratitudine, le persone riconoscono l’esistenza del buono e di aspetti positivi nella loro vita. Nel processo, le persone di solito riconoscono che la fonte di quella bontà stia almeno parzialmente al di fuori di loro, con la conseguenza di riuscirsi a connettere con qualcosa di più grande di loro come individui, sia che si tratti di altre persone, della natura o di un potere superiore. La gratitudine, in pratica, ci consente di legare le nostre reazioni a pensieri positivi, di iniziare la giornata e terminarla con sorriso e salute emozionale.

Un consiglio carino del libro: al mattino, quando poggiamo i piedi a terra, fermiamoci un attimo al bordo del letto e diciamo GRAZIE ancora prima di alzarci. Siamo vivi, ed il grazie va al semplice fatto che ci è stato donato un altro giorno in questa meravigliosa e unica vita. 

De-cluttering e Grham Mok

Sono due termini stranieri, il primo anglosassone e il secondo sanscrito, ma non potrebbero essere più preziosi.

De-cluttering significa liberare il nostro spazio da oggetti, vestiti e ricordini che non hanno più senso per noi. Fateci caso, a me è successo lo stesso: quanto ci sentiamo meglio quando facciamo ordine e pulizia in casa buttando via il superfluo? Io chiamo il declutter un momento di “mindfulness inconsapevole”, quando siamo talmente concentrati nel fare le ceste e separare l’utile dall’inutile che ci dimentichiamo perfino di dove abbiamo messo il telefono (personalmente, questo succede solo in un altro caso: quando faccio la pulizia del viso!). Fare De-cluttering, insomma, ci consente di dare un senso alle cose e rendere lo spazio intorno a noi più leggero e incline a ciò che siamo diventati. Se cambiamo noi, il mondo intorno a noi deve rispecchiare cosa siamo oggi. D’altra parte, un declutter potrebbe essere anche una persona che ha imparato a gestire una terribile malattia, quella dell’accumulo seriale o disposofobia, per la quale non riesce fisicamente a liberarsi delle proprie cose, con la tendenza a stare male al solo pernsiero di separarsene.

Grham Mok, invece, sono due parole in una, che significano “casa” e “leggerezza”. Parafrasando, la leggerezza attraverso la casa. Così come il de-cluttering, Grham Mok implica il vivere in maniera armoniosa dentro una casa accogliente, calda, ma anche leggera. E questo comporta non solo fare spazio letteralmente, ma anche concepire l’arredamento interno seguendo dei principi di calore e accoglienza. La casa è il nostro universo intimo, dove costruiamo la nostra individualità e ci rifugiamo dal mondo esterno. Creando un meccanismo parallelo tra “dentro” e “fuori”, creare una casa pulita, leggera e ricca di energia positiva (una casa feng shui mira proprio a questo) ci renderà automaticamente meno pesanti e più attenti alla ricerca del sano e del bello. 

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Meditazione – Preghiera – Contemplazione

Il libro “La Grande Via” è un libro laico ma fortemente spirituale. Ed è per questo che ha un impatto diffuso sulle vite di tutti noi, perché é pensato per tutti coloro che si trovano in un momento di riflessione profondo che esula dal credere ad una particolare religione o meno.

Reduci anche da una letteratura che spazia dalla fisica quantistica fino ad arrivare alla legge dell’attrazione e al potere dello zodiaco nel determinare l’Io, gli autori coniano la “scienza dell’invisibile”: quello che pensiamo ha il potere e il privilegio di realizzare un contatto profondo, reale ma invisibile, con la fonte della vita. Cioè a dire: attraiamo quello che pensiamo, visualizziamo e cerchiamo il meglio per noi sulle onde della nostra frequenza energetica.

Ed è qui che entrano in gioco i concetti di Meditazione, Preghiera e Contemplazione, metodi diversi per raggiungere lo stesso scopo: intrappolare il divino”, tanto per usare una espressione del libro, e legare la propria esperienza spirituale ad un qualcosa che è in grado di dare vita e salute al corpo e alla mente. Secondo studi recenti, infatti, Meditazione e Preghiera sono capaci di prolungare la vita delle cellule e la loro attività (quella telomerasica, nello specifico, delle cellule bianche del sangue), contribuendo al rallentamento se non addirittura alla prevenzione di gravi patologie. Non solo attività da fricchettoni un po’ maniaci (senza offesa, io stessa medito tutti i giorni), giusto?


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In conclusione: un libro sovversivo per la felicità

La forza di “La Via della Leggerezza” è avere il potere di cambiare completamente le nostre abitudini, aprendo i nostri occhi e la nostra anima a concetti, associazioni di idee, scoperte scientifiche e anche considerazioni che mai avremmo pensato di fare. Spiegare gli effetti della meditazione sul corpo, capire cosa succede al nostro cuore e al nostro cervello se ci muoviamo in un determinato modo o mangiamo un determinato alimento, se vogliamo, è anche una piccola rivoluzione quotidiana. 

Del resto, quello che più colpisce del testo del Dottor Berrino e di Daniel Lumera è proprio la sua anima intrinsecamente sovversiva: contro i regimi alimentari prestabiliti, contro una catena industriale che ci dice come, cosa e perché mangiare, gli autori rivendicano la libertà data dalla scienza, dallo consapevolezza e anche dal progresso tecnologico. 

Possiamo leggere, informarci e scoprire delle nuove realtà, completamente diverse dalle certezze alle quali ci hanno abituato i nostri genitori. Il mondo va avanti, e con esso anche le sfide alla longevità e ad uno stile di vita sano, che può e deve essere aggiornato. È un diritto alla nostra salute e una promessa per le future generazioni. 

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Cosa ne pensate? Qual è la cosa che vi ha colpito di più di “La Via della Leggerezza”? Avete intenzione di dargli un’occhiata?

Parliamone insieme nei commenti! 


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