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“Le Coordinate della Felicità”: recensione

INDICE: 

Gianluca Gotto: un ragazzo normale con una vita speciale

Gianluca Gotto è un travel blogger e scrittore molto conosciuto nella cerchia dei nomadi digitali italiani e si occupa ormai dal 2016 del suo blog di successo Mangia Vivi Viaggia

Nel 2018 è uscito “Le coordinate della felicità”, il libro nel quale Gianluca ci racconta il suo percorso da disoccupato a viaggiatore itinerante, la storia di un ragazzo come tanti che ha fatto dell’idea di lavorare viaggiando una ferrea filosofia di vita. E anche la sua personale àncora di salvezza nella costante ricerca della felicità nella quale siamo impegnati tutti. 

Gianluca ha scelto di vivere una vita speciale e piena di scelte da ammirare. Ecco perché ve lo voglio presentare meglio e spiegarvi anche perché il suo libro “Le coordinate della felicità” è un promemoria FONDAMENTALE per chiunque, come lui e come me, sta facendo tesoro del dono nel tempo della crisi più importante che ha la nostra generazione di trentenni/ quarantenni: TROVARE LA FELICITA’ che ci è stata scippata costi quel che costi.  

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La felicità arriva quando scegli di cambiare vita

“Ma quanto è puttana

Questa felicità

Che dura un minuto

Ma che botta ci dà”

(Felicità puttana, The Giornalisti)

Disoccupato. Senza prospettive. Indeciso. Smanioso. 

Due anni dopo: 4 ore di lavoro al giorno, il resto indipendenza, viaggio e pura vita. In altre parole: Felicità.

Questa è la storia di Gianluca. Una persona che ha deciso di cambiare vita e di iniziare a lavorare viaggiando, tornando padrone del proprio tempo e del proprio destino. 

“Vogliono farci credere che sia normale vivere per lavorare, dire sempre di sì e rimandare continuamente la nostra felicità. 

Prima ti laureai, poi sarai felice. 

Prima trovati un lavoro, poi sarai felice. 

Prima fai una famiglia, poi sarai felice. 

Prima vai in pensione, poi sarai felice. 

No grazie. 

Mi vedevo, qualche anno dopo, costretto dentro un vestito grigio e scomodo, con un sorriso falso stampato in faccia e la convinzione che il modo migliore di avere successo fosse fare carriera, ovvero mettere il lavoro davanti a tutto. Mi vedevo rinchiuso dentro le quattro mura di un ufficio per cinque giorni su sette ad aspettare un sabato sera in cui mi sarei dovuto costringere a divertirmi. No grazie”.

Mi piace partire dalle parole del blog di Gianluca perché sono l’essenza del suo essere e anche del libro “Le coordinate della felicità”, una storia appassionante di tentativi ed errori, successi e fallimenti e ancora successi, scelte difficili e la consapevolezza che ogni bivio comporti una perdita dolorosa (tempo, affetti, luoghi che si amano, persone).

“Tutto parte dalla ribellione, quello è il primo passo. Il secondo passo è lanciarsi, il terzo trovare il paracadute e capire come aprirlo. L’ultimo è godersi la vita, finalmente”. 

E la storia di Gianluca è proprio quella di una ribellione a ciò che è certo, sicuro e prestabilito, per partire verso l’ignoto, le sabbie mobili, il black out totale. Sperando di trovare la luce lungo il cammino. 

E se anche in voi c’è un piccolo barlume di speranza che le cose possano cambiare, e se anche voi siete arrivati al limite tale da non poter più “sopportare l’infelicità”, beh allora con un po’ di impegno la storia di Gianluca può diventare anche la vostra storia.

Scopri il bellissimo libro di Gianluca Gotto!


Le coordinate della felicità: girare il mondo e lavorare viaggiando

Il libro racconta gli ultimi due anni di vita di Gianluca e Claudia – la fedele compagna di sempre, del resto si sa che dietro ogni grande uomo… – nel loro viaggio alla ricerca della felicità.

Non ci mette troppo a capire, Gianluca, che la vita universitaria nella fredda Torino gli sta stretta: le persone sono sempre più frenetiche, frustrate, le classi e gli insegnamenti poco stimolanti e sconnessi da ciò che succede nel “mondo reale”. E anche se tenta di sbarcare il lunario come può, dentro di lui viene dilaniato da un malessere latente che sembra non andare via. Anzi, che sembra indicargli una via diversa per uscire da quella palude di incertezza e vuoto cosmico. 

E così un bel giorno, senza pensarci troppo, Gianluca decide di mollare tutto e partire per l’Australia con un Working Holiday Visa. Destinazione: IGNOTO.

Capitolo dopo capitolo, “Le coordinate della felicità” apre scenari incredibili prendendoci per mano grazie alla penna elegante e leggera di Gianluca e trasportandoci in un mondo di possibilità e vite alternative che solo 10 anni fa erano impensabili. 

Nuove frontiere geografiche, culturali, personali, emotive. 

Le frontiere geografiche e culturali: luoghi lontani spazialmente e dal nostro immaginario che lasciano a bocca aperta e con il cuore spalancato. L’Australia, il Sud Est Asiatico, la Thailandia, il Canada, L’Indonesia, Bali…mete che dal sentito nominare diventano improvvisamente case e piccole famiglie da costruire. 

Le frontiere personali: spingersi a fare dei lavori mai fatti prima; cercare la forza di alzarsi all’alba e percorre centinaia di chilometri in bus solo per l’indipendenza dall’altro capo del mondo; fidarsi ciecamente di uno sfortunato sconosciuto offrendogli un tetto dove passare la notte; intere notti a piangere sentendo la mancanza di una persona speciale che però non capisce il tuo nuovo stile di vita.

Le frontiere emotive: lasciarsi la comfort zone alle spalle e vivere un mese in auto; scoprire l’importanza di un’alba e di un tramonto (“Non hai bisogno di una doccia idromassaggio se puoi fare il bagno nell’oceano”); tornare a casa con la consapevolezza di dover affrontare i mostri che abbiamo rinchiuso in armadio; capire l’importanza del perdono (degli altri che non ci capiscono e di se stessi) scoprire che il bene più importante non è il denaro ma il TEMPO. 

Pian piano, questo percorso di vita scelto con considerazione diventa la tua migliore idea ma anche la tua piacevole tortura. Inizi a domandarti: è davvero questo il segreto della vita? Davvero possiamo essere padroni della nostra esistenza scrivendo noi stessi le regole del gioco? Quanto costa la felicità in termini di affetti, perdite personali e lontananza? 

La scelta di Gianluca è chiara: trovare un lavoro che permetta di viaggiare e di scrivere insieme a Claudia la propria ricetta della felicità è NECESSARIO affinché valga la pena vivere su questa terra. Solo resta da capire: quale sarebbe questo lavoro? 

E qui entrano in campo i nomadi digitali. 

Chi sono i nomadi digitali? 

I nomadi digitali, tecnicamente parlando, sono dei lavoratori autonomi e non che non hanno bisogno di un luogo preciso per lavorare. Possono, in pratica, lavorare dove vogliono e quando vogliono (purché abbiano un computer e una connessione Internet) sia per se stessi che alle dipendenze di qualcuno ma senza l’obbligo di recarsi fisicamente in un ufficio. La loro conquista, grazie alle possibilità di Internet e del web, dunque, è la gestione del proprio spazio di lavoro. Che può diventare: lavorare da casa, scrivere un libro in riva al mare o lavorare da remoto in qualsiasi parte del mondo per una grande azienda. 

Ma i nomadi digitali (chiamati anche location indipendent, proprio perché la loro produttività è indipendente dal luogo nel quale lavorano), sono molto più di questo. 

Nel corso degli ultimi anni, infatti, quella dei nomadi digitali è diventata una vera filosofia di vita, tanto che in molti ormai si ritrovano in alcune aree del mondo con una potente connessione Internet creando delle micro comunità locali. Delle famiglie dislocate di persone che si capiscono al volo e che vivono secondo dei codici comuni di vedute e comportamenti: cambiare vita e ribellarsi alle convenzioni sociali, lavorare viaggiando, guadagnare con internet e guadagnare online. 

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Oltre all’aspetto lavorativo, comunque, ciò che più mi affascina del nomade digitale è la sua qualità di anima.  

I nomadi digitali sono anime erranti. Che se si incontrano non si chiedono come si chiamano o che lavoro fanno ma semplicemente da dove vengono e, cosa ancora più importante, DOVE STANNO ANDANDO. Le anime erranti sono le anime che io chiamo “alla ricerca”, quelle anime un po’ fuori dal comune che riconosci subito dentro le città caotiche occidentali: sempre con il pensiero altrove, sempre insoddisfatti dello scenario che hanno di fronte, con lo schermo costantemente acceso su un sito di una compagnia aerea, un braccialetto o una collana speciale al collo e un libro strambo o di viaggio tra le mani. Sono anche anime un po’ incomprese, sconclusionate (come a volte chiamano me), spesso solitarie e con grilli per la testa che non muoiono mai, che spaventano per la loro capacità di sognare in grande o ragionare al contrario in luoghi dove si vive una vita piuttosto standard.

Quando inizi a viaggiare e guadagnare con Internet, come è successo a Gianluca e anche a me, d’altra parte, non puoi fare a meno di cambiare dentro. E di scontrarti con quelli che ti circondano e che non ti riconoscono più. A volte non ti riconosci nemmeno tu, talmente sei preso dalle nuove prospettive che ti si presentano davanti. Ma se guardi indietro a come eri qualche anno prima non puoi fare a meno di percepire un grande cambiamento. Improvvisamente diventi esigente con te stesso e con gli altri, incapace di dare il tuo tempo se davvero non ne vale la pena, impostando la tua vita con una routine necessaria per poter permette a te stesso non solo di trovare la felicità che stavi cercando ma di stabilire i passi necessari per essere felici sempre. 

È questo il vero tesoro del libro ma anche del viaggio: capire come si raggiunge la felicità (puttana, su quello concordiamo con i The Giornalisti) e fare di tutto per mantenerla tenendosela stretta.

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Gianluca Gotto: wanderlust e l’etica del viandante

“Vedi, ti amo proprio perché sei così. Tanti ti direbbero che sei una testa di cazzo, ma io ti vedo per quello che sei. Sei uno che non si accontenta e questo è raro. Se non ti piace qualcosa la cambi. Se sei infelice ti muovi per essere felice. Non è facile essere così… ma è molto meglio che non essere niente”.

La felicita si può trovare: basta cercarla. “Le coordinate della felicità” è un libro strettamente legato al suo autore. E non tanto perché è autobiografico ma perché non potrebbe esistere senza l’essenza di chi lo ha scritto. 

Una volta compreso che non voleva più stare fermo, Gianluca ha iniziato a viaggiare senza possibilità di un piano B. Spinto dalla smania della wanderlust – la malattia del viaggiatore che ti costringe fisicamente a viaggiare quasi costantemente alla ricerca di posti nuovi- dunque, Gianluca ha accettato la sfida e ha capito come si può vivere viaggiando senza guardarsi indietro e come guadagnare online senza più scendere a compromessi con gli altri: facendo appello solo al suo talento di scrittore. 

Ed è così che ha inizio la sua magnifica storia di scrittura, il lavoro reale e bellissimo che gli dà da vivere e che gli permette di girare il mondo come nomade digitale. 

La scrittura, dunque. 

Galeotto un incontro decisivo a Gran Canaria (quest’isola – nella quale tra l’altro vivo io – può dare davvero tanto a chi sa apprezzarla), nel quale Gianluca scopre il significato di nomade digitale e quanto questo concetto gli possa disegnare, appunto, le coordinate della felicità. 

E dato che è bravo bravo, il resto è storia. Gianluca si impegna tanto nello studio (e non voleva studiare lui!), dà il massimo per trovare un lavoro “fisso” come blogger per un’azienda, velocizza il suo tempo di scrittura fino a portarlo a 3 ore al giorno. Ma non solo. Aggiunge un ulteriore e brillante step: lavorare in remoto in luoghi dove il cambio per l’Euro è davvero favorevole (l’Asia, ad esempio) in maniera tale da “triplicare” di valore il suo stipendio e vivere una vita più leggera con l’amata Claudia. Tutto questo grazie alla nuova frontiera lavorativa delle nuove generazioni: i nomadi digitali.

Mancava solo una cosa: l’apertura.

Voglio soffermarmi un secondo a parlare di un concetto importantissimo per chi fa questo tipo di scelta di vita: l’etica del viandante. 

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Quello che amo di più del libro di Gianluca è la sua capacità di narrare le emozioni e metterle nero su bianco. A volte mi sono davvero immedesimata in quello che scriveva che avrei potuto davvero scrivere io quelle stesse identiche parole (ma meno bene, lo ammetto).

E c’è un passaggio che ho amato più di tutti: quando Gianluca parla di GESTI DISINTERESSATI.

Sono in molti ad aver aiutato Gianluca nel suo viaggio: sconosciuti capaci di grandi gesti di generosità, famiglie dall’altra parte del mondo in grado di spalancare le porte di casa a persone in difficoltà, l’amore incondizionato per un viandante in cammino.

Ed è davvero così: lontano dai telegiornali occidentali e dalle chiacchiere da bar, il mondo è davvero un luogo generoso dove le persone ti sorprendono e si fidano del tuo buon cuore. Quello che devi fare è ricevere ed essere disposto a DARE. Solo così il talismano della felicità si rivela a noi.

Guadagnare online: Mangia Vivi Viaggia

Lo step successivo, per una persona così ambiziosamente alla ricerca della libertà personale e dello stato di felicita ideale, è quello di mettersi in proprio e guadagnare da soli per se stessi. 

“E se aprissimo un blog?”

Quella di Mangia Vivi Viaggia è la storia di una pagina di successo già scritta. 

Gianluca è riuscito ad intercettare al momento giusto la voglia di una comunità di ritrovarsi, di cercare altri viandanti, altre anime erranti in perenne camino con le quali confrontarsi sulle proprie esperienze e dalle quali trarre l’ispirazione finale per prendere il coraggio e partire. Lasciandosi una vita convenzionale alle spalle e abbracciando l’incertezza e l’adrenalina della sfida.

E oggi che la comunità dei nomadi digitali si amplia sempre di più (sia online che offline), intere città aprono le porte a co-working e spazi per lavorare in remoto. Una community di persone in cammino, distanti spazialmente, ma pur sempre connesse non solo dalla rete ma anche dagli sguardi curiosi di sconosciuti così tremendamente simili gli uni agli altri. 

Il mondo dei nomadi digitali è un mondo bellissimo e nelle loro scelte alternative vive il cuore del blog di Gianluca

E se esiste la felicità, e io penso di sì, è uno spazio che sta tra la scelta personale di ribellarsi al percorso che “dovremmo” seguire secondo le convenzioni sociali e la libertà di essere disciplinati secondo le nostre regole. Sì. Scegliere la disciplina che diamo a noi stessi è la più alta forma di libertà che meritiamo nella nostra vita. 

Guadagnare online è possibile, ma richiede spirito di sacrificio, uno studio lungimirante e appassionato (sapete che servono circa 10.000 ore di studio per diventare esperti in una determinata materia…? In pratica lavorando 12-13 ore al giorno in due anni ce la facciamo…) senza arrendersi alle prime difficoltà, e un’alta fiducia nelle nostre capacità (altrimenti come possiamo continuare anche quando tutto intorno sembra dirci di mollare?). 

La felicità delle piccole cose: storie di minimalismo (e la new entry Bruto)

Eliminare il superfluo e vivere del necessario. 

Di cosa abbiamo bisogno per essere davvero felici?

E di quanto? 

Da quando ha deciso di cambiare vita, Gianluca ha esplorato i grandi viaggi che cambiano. E non sono solo viaggi fisici, sono soprattuto viaggi mentali. Arrivando ad una fondamentale conclusione: per essere felici abbiamo bisogno di così poco! Basta un lavoro che ci appassiona e che ci permette di muoverci in assoluta libertà quanto e come vogliamo. Il resto, oltre ad essere superfluo, è sono un’immensa e gigantesca incomprensione di fondo. 

Non bisogna POSSEDERE cose per essere felici.

Non bisogna ASPETTARE di essere felici. 

Perché il TEMPO non aspetta nessuno. 

E se davvero non sappiamo se domani ci sarà, OGGI è tutto ciò che ci resta.

Girare il mondo lavorando scegliendo minuziosamente i suoi attimi di felicità lungo il cammino è la scelta di Gianluca, ma ammetto che è anche un po’ la mia. Ed ecco perché inserisco “Le coordinate della felicità” non solo tra i migliori libri da leggere per un viaggiatore, ma anche tra i i libri più belli del 2018 secondo la mia hit parade personale del momento. 

Gianluca mi ha insegnato a non aver paura di ciò che sono e a perdonarmi per essere un’anima “diversa”. A spingere i miei orizzonti più in là… e anche a prender un camper seguendo l’esempio di Bruto (guarda l’immagine qui sotto).

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“Ripenso a tutto il mio percorso, fino a riposizionarmi sul momento presente. Sul qui e ora. Faccio un respiro profondo e mi asciugo le lacrime. Mi rendo conto che viaggiare mi ha insegnato una grande lezione, forse la più importante di tutte: è nell’amore, quello per te stesso, per gli altri e per il mondo intero, che trovi le coordinate della tua felicità. Ti dicono di inseguire i soldi, la carriera, il prestigio, l’ostentazione… ma se non c’è amore nella tua vita, non c’è niente per cui valga la pena vivere”. 

Buon amore anime erranti e buon viaggio a tutti wanderluster

Non perdete “Le Coordinate della Felicità!


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