Tra i libri sulla bulimia nervosa usciti nel 2022 oggi parliamo di Viola Diesse e la sua battaglia contro questo disturbo alimentare. Ecco la recensione del libro “La mia migliore nemica”.


Una ospite “ingombrante”

Volendo citare il nome di un documentario che racconta lo spazio occupato dai disturbi alimentari nella vita di chi ne soffre, anche Viola Diesse – l’autrice di uno dei libri sulla bulimia del 2022 “La mia migliore nemica” – ci racconta la vita vissuta di fianco ad una presenza dal duplice valore.

L’amica – nemica bulimia nervosa, che non possiamo ignorare e che, ad un certo punto, dobbiamo deciderci ad affrontare.

“È quando vedi nero, e la solitudine è la tua unica compagna, che devi stringerti la mano e risalire, perché ricorda: Non sei sola, ci sei tu al tuo fianco.”


Amore-odio: la complessità dei disturbi alimentari

“Starete pensando ad una travolgente storia d’amore o una vicenda di torbido sesso clandestino”.

Così si rivolge al lettore l’autrice, descrivendo il loop dei pensieri tossici tipici di una dipendenza emotiva. Seppure la dipendenza esiste, in questo caso non si tratta solo di amore.

La Diesse descrive bene il rapporto che ha avuto con la bulimia nervosa. Un andirivieni di fiducia, controllo e potenza quando si trova nella fase attiva di “pieno” (il ciclo di abbuffarsi e fare spurgo) e poi, un attimo dopo, di odio, recriminazioni e disgusto per se stessi nella fase passiva di “vuoto”. Quando tutto tace e il mostro ci aggredisce con il suo “vuoto”.


Corpo vs. Bulimia

Uno degli aspetti che mi ha colpito in maniera positiva del racconto è proprio la maniera lucida di mettere in campo l’eterna lotta tra il corpo di dolore (di chiunque viva questo tremendo male dalle conseguenze devastanti per il corpo, appunto) e la malattia stessa.

Quella sensazione meravigliosa di raggiungere l’apice della felicità in un corpo magro, perfetto che non può “permettersi di ingrassare”. E, contemporaneamente, l’angoscia che si sprigiona dall'”ingombrante” peso sulle spalle di non poter sbagliare neppure una volta.

“Era dura. Avevo fame”.

Eh già… perché il corpo sa quando ha fame e ce lo grida in tutti i modi. Solo che noi non lo ascoltiamo, poiché la “mente” del disturbo ci assale di nuovo ritornando a possedere anche la mente e l’anima. Impedendoci di lasciarci andare. Impedendoci di essere felici.


Per chi è questo libro?

Come ricorda la stessa autrice, la sua è una storia simile a molte altre storie, ma ha deciso di raccontarla proprio per permettere a coloro che attraversano questo male di rivedersi e di ritrovare speranza, magari anche solo leggendo questo tra i vari libri sulla bulimia dentro le mura della propria stanza.

È un racconto agrodolce, perché fatto di alti e bassi, di momenti difficili ma anche di speranza. Se Viola ne è uscita, del resto, possiamo farlo tutti (io come lei ne sono la dimostrazione).

La sua storia, infine, è un modo anche per tutti coloro che conoscono persone con la bulimia e non sanno come muoversi di aprire gli occhi e di mettere in campo tutto l’appoggio possibile libero dal giudizio.

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