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INDICE:


“C’è una storia dietro ogni persona. C’è una ragione per cui loro sono quel che sono. Loro non sono così solo perché lo vogliono. Qualcosa nel passato li ha resi tali e alcune volte è impossibile cambiarli” – (Sigmund Freud) 

Nascita di un seduttore

Il romanzo di David Manzi – protagonista di questa recensione – è una piacevole scoperta, così come lo è il suo autore. Qualche tempo fa, infatti, ho avuto il piacere di incrociare il mio destino con quello di Manzi quasi per sbaglio, proprio come accade ai personaggi dei suoi racconti, e di trovare istintivamente una forte connessione.

D’altra parte, è proprio di questo che parla il suo romanzo “L’ultima goccia della pioggia – Nascita di un seduttore”. Di connessioni che inevitabilmente accadono, anche a chi non se le aspetta. Una carrellata di anime, trame ed emozioni sotto forma di gocce di pioggia che nascono, cadono, si schiantano al suolo e poi risorgono. Proprio come il costante fluire dell’acqua.

Le storie di David Manzi sono storie che stanno in piedi da sole – parlano di donne che si ha la fortuna di incontrare, amare anche solo carnalmente, soddisfare, rimpiangere – ma che lasciano sempre una piccola scia a fare da filo conduttore della narrazione e anche nell’anima del protagonista. 

“Il problema sono io. Il mio bisogno. Il mio passato”. Durante il corso dei racconti, nei quali il protagonista ci racconta e dà vita ad una donna nuova ogni volta, l’anima di Daniel ci viene svelata in tutta la sua moderna complessità. Un animale contemporaneo forte, borioso, potente, ma anche ferito nel profondo dai colpi dell’amore, che prendono le sembianze della donna che gli ha spezzato il cuore.

Ed è proprio attraverso il modo nel quale tale passato è capace di influenzare il presente, del resto, che possiamo diventare testimoni di ciò che un moderno seduttore prova davvero quando conosce una donna e la sa fare sua senza che lei possa opporsi veramente.

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Eterno amore liquido

L’amore di Daniel è l’emblema – e anche il superamento – dell’amore liquido al quale pian piano ci stiamo abituando. Un amore innovativo nato e cresciuto per “costringere la relazione a dare senza prendere, a offrire senza chiedere, ad appagare senza opprimere”, come diceva Bauman.

D’altra parte, il “dare amore” di Daniel è anche una generosa offerta di aiuto senza nulla in cambio a tutte quelle donne che camminano per strada con lacrime incomprensibili, con occhi spenti, con corpi svenduti, con attese disattese, con cuori a pezzi e, soprattutto, con la morte della speranza di un incontro che può cambiare se non la vita almeno una giornata grigia come le altre.

Daniel, dunque, da moderno seduttore, si muove nel mondo donando a queste donne un puro momento di piacere, senza pretendere nulla ma anche senza dare di più. Eppure, nonostante la cristallina e limitata offerta di aiuto, quello che colpisce è la sua capacità di rispettare la donna stessa, che non diventa mai oggetto, ma semmai soggetto di attenzione marcata in micro istanti. 

Le donne di Daniel – messe da parte o dimenticate dalle loro dolci (e docili) metà – si sentono amate e abbandonate da un amante grintoso in un istante troppo breve , ma capace di renderle vive come mai prima. Un regalo inatteso da una giornata qualunque che, improvvisamente, diventa un Harmony da regalare come aneddoto succulento ad una cena con le amiche. 

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La donna come scrigno

“Far godere il corpo di una donna è da tutti, ma se mi sentivo in quel modo significava che quello non bastava. Avevo fallito. Dovevo fare lo stesso alla sua anima. Volevo che Michela mi ricordasse come un salvatore e non come un amante. Desideravo essere per lei l’ultimo respiro prima di un’immersione per vedere qualcosa di emozionante. Quella molecola d’ossigeno che riempie un po’ di più i polmoni. Alla fine, volevo essere semplicemente ricordato.”

Daniel vuole essere ricordato, proprio come le donne delle quali si prende cura. E per farlo ricorre ad un espediente “studiato” ma dal risultato sempre positivo: il rispetto. Quello che il protagonista prova, infatti, è un rispetto totale per la donna e per i suoi sentimenti.

Traducendo nel terreno, Daniel adora incontrare persone nuove e innamorarsene all’istante, specie quando decide di interpretare le parti del “cavaliere nella scintillante armatura” e salvarle irrimediabilmente.

Sono anime semplici, che disegnano ciò che sono grazie ad un gesto, al modo di muovere le mani, allo sguardo e anche al modo di atteggiarsi. Sembrano simili tra loro, eppure Daniel sa vedere unicità laddove gli altri restano ciechi, prendendole all’amo con una qualità naturale e genuina al di sopra di tutte: l’empatia.

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L’empatia moderna

Il protagonista ama le donne perché per loro prova una profonda connessione, specie al loro dolore (mal)celato. È vivo, attento, empatico, unico. Ecco perché i suoi movimenti sono sicuri, ed ecco perché diventa agli occhi del lettore un “angelo messaggero” da comprendere e, pagina dopo pagina, apprezzare.

Perché le sue intenzioni sono oneste, nonostante nascoste da comportamenti “lontani dal sentore comune” e da ciò che viene universalmente accettato dalle relazioni in costruzione e in divenire. Daniel è un personaggio estremamente moderno, antesignano del poliamore e delle relazioni pansessuali, che ha fatto del nuovo incontro uno stile di vita, o per meglio dire una missione. 

“Come si cura un’anima appena infranta? Non ne avevo idea e neppure esperienza, oppure sì… ma non volevo pensarci. Sapevo solo quello che volevo e quello che non volevo: lei doveva fiorire di nuovo e chi l’aveva resa tale doveva bruciare nella vergogna e nell’impotenza.” 

Contro tutti quegli uomini insensibili e presi dal loro mondo, Daniel si scaglia silenzioso dispensando attenzioni, sorrisi, gemiti, carezze e anche passioni da imprimere con violenza nella memoria. E in questo non ha rivale alcuno.

Il suo unico nemico è il tempo. Tempo per restare, poco, e anche tempo per pensare, troppo. Le sue ferite del passato, del resto, hanno a disposizione troppa solitudine emozionale per non uscire allo scoperto. 

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La ferita da colmare

La sola cosa che mi viene in mente è che prima di questa malattia, di questo tormento, di questa ossessione, anche io avevo pensato di dividere la mia vita con una donna. Ma Lei aveva distrutto tutto. […] Cerco Lei e solo Lei in ogni donna perché Lei mi ha fatto diventare quello che sono. Questo essere privo di emozioni e sentimenti. Eternamente solo. Eternamente sicuro e malinconico. Perennemente con l’anima in fiamme. Quando avevo Lei al mio fianco, ero un altro uomo, l’ho già detto.”

Ma forse non lo dice abbastanza. Specie a se stesso. Ciò che colpisce, d’altra parte, è proprio la ferita del protagonista, la vera forza motrice di “L’ultima goccia della pioggia – Nascita di un seduttore”. Attraverso le lacerazioni del cuore di Daniel, dunque, risiede tutta la bellezza e il terrore dell’amore vissuto nel 21º secolo: ricco, sconclusionato, aggressivo, ribelle, distante, “tascabile” e “allentato” (tornando a citare Bauman), recriminante, che sarebbe potuto essere. 

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È forse questa l’anima del romanzo di David Manzi: il rimpianto. Per ciò che viviamo pensando a come avremmo voluto, per ciò che siamo immaginando ciò che saremmo potuti diventare, e per ciò che siamo stati, mangiandoci le mani, gli occhi e il cuore desiderando ardentemente cancellare gli errori che non avremmo mai dovuto commettere. 

Eppure, nella malinconia che traspare, si intravede un germe di speranza nel vivere la vita appieno e senza attese: non è l’inaspettato, la sorpresa, il brivido dell’eterno presente, la vera essenza dell’amore moderno – e dell’amore di tutte le epoche? 

“Le persone che si sono amate realmente, se si lasciano, sono destinate a bruciare all’inferno. Non ci sono altre possibilità”. 

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Di 6pcet

 Melania Romanelli, scrittrice, blogger e personal coach. Nel 2017 ha pubblicato su Amazon il romanzo “Spero Tutto Bene: un viaggio alla ricerca della felicità è sempre un ritorno a casa”. Blogger e Content Creator presso www.melaniaromanelli.com, personal coach sui temi di crescita personale, olismo energetico, spiritualità, disciplina e routine. Nel 2019 ha creato il programma "BED LIONS: come guarire dal Binge Eating Disorder”, per aiutare tutte le persone che soffrono del disturbo alimentare Binge Eating a guarire facendo appello alla propria forza interiore. Vive tra Canarie, Spagna e Italia. Per saperne di più: www.melaniaromanelli.com. Scopri di più su Melania!

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