Male Body Positive: quando combattere gli stereotipi sul corpo è una battaglia anche per gli uomini. Tutto quello che devi sapere.


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Che cos’è la body positive maschile? 

Si parla di body positivity da parecchio, un movimento nato per normalizzare e valorizzare tutti i corpi nella loro unicità e fiera diversità. Quando nominiamo questa espressione, però, la mente di molti, vedi tutti, si rivolge alla sfera femminile. Che succede quando a essere messo in mostra è, dal contrario, il corpo maschile? La male body positive esiste?

Nel corso degli anni, l’approccio dei media alla body positivity maschile non ha dato la giusta importanza alla questione. L’idea generale è quella che gli uomini non siano interessati al loro aspetto e che dunque non siano soliti lamentarsi.

Le insicurezze legate al corpo non hanno tuttavia differenze, senza dimenticare che pubblicità e social propongono costantemente un’immagine statuaria di corpo maschile alla quale non tutti riescono a relazionarsi. Con conseguenze importanti per la salute mentale maschile.


La nemesi: il body shaming maschile 

Che cosa identifica un maschio? I muscoli? La barba? L’altezza? Il corpo maschile viene giudicato ancora oggi per l’altezza, la peluria e la muscolatura. E se non hai una di queste caratteristiche, cosa succede? Ti senti inadeguato, diverso, sbagliato per gli standard imposti dalla società.

La fisicità maschile è, come quella femminile, legata a rigidi canoni di bellezza e vincolata a una precisa e tossica idea di mascolinità. 

Le pressioni legate all’universo maschile riguardano non solo il corpo ma anche l’emotività: mostrarsi deboli e vulnerabili è ancora un tabù difficile da superare. Una pressione che vuole quindi gli uomini supereroi dal fisico statuario e che può essere difficile da gestire, come per le donne può sfociare in comportamenti distruttivi e d’isolamento sociale. L’universo maschile è intrappolato nel concetto di mascolinità, frutto di una narrativa sbagliata secondo cui gli uomini danno poca importanza al proprio aspetto. 

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Il legame con i problemi alimentari

Corpi maschili e femminili sono diversi: ne consegue che diverso è anche il modo di negativizzarli. Gli uomini vengono presi di mira, oltre al “sempreverde” aumento/eccesso di peso, per l’eccessiva magrezza, per la troppa peluria, per la statura, per la perdita dei capelli o (negli adolescenti) per il mancato arrivo della barba, per l’acne o la voce acuta. 

Le statistiche ci dicono che solo nel 2019 gli uomini hanno speso 55 miliardi di dollari in prodotti per l’estetica e, secondo uno studio del The National Association for Males with Eating Disorders, il25-40% degli individui con disturbi alimentari sono uomini. 

Fino a poco tempo fa si pensava che i disturbi alimentari colpissero solo le donne, ignorando completamente i disturbi alimentari maschili. 

Lo studio “The Body Project” ha evidenziato come gli uomini siano più inclini a sviluppare disturbi alimentari atipici e all’abuso di sostanze rispetto alle donne. Dai risultati è emerso che il 95% degli uomini tra i 20 e i 30 anni è insoddisfatto del proprio corpo e circa il 90% ha una percezione di sé altamente negativa. 

Oggi assistiamo ad un aumento dei DCA maschili, dovuto ad un’apertura maggiore degli uomini nel raccontarsi e ad una perdita graduale della vergogna e dello stigma legato a questa tematica.

Significativa è, ad esempio, la storia di Ale e della sua lotta alla Vigoressia: una storia come tante in cui il corpo è percepito in maniera distorta, il cibo ripugnato e si passano estenuanti ore in palestra con l’ossessione dei muscoli e di avere un corpo “tonico e perfetto”.


Un aiuto dall’arte: l’Arrested Movement

Per ciò che abbiamo appena detto, dunque, affermare la body positivity negli uomini diventa quindi necessario.

Mentre Grassofobia e Diet Culture sono imperanti sui social come nella realtà, emergono espressioni sempre più forti di ideali di libertà di espressione nella sfera maschile. 

A tal proposito, molti esempi di questa tendenza li ritroviamo sui social con influencer di body positive maschile che mostrano con orgoglio un corpo non scolpito con pancia e fianchi morbidi, smagliature e sorrisi ben stampati sul volto.

Piccoli passi, in materia di body positive maschile, inoltre, li ha mossi l’Arrested Movement,  movimento nato nel 2018 dal fotografo canadese Anthony Patrick Manieri, che ha cominciato a scattare foto ai corpi degli uomini, realizzando ritratti che mettono a nudo le diverse fisicità e disabilità. I suoi ritratti hanno l’obiettivo di celebrare, raffigurare e accettare tutti i corpi possibili e il movimento che è nato dal suo progetto evidenzia appunto come anche gli uomini siano vittime di un ideale di perfezione imposto.

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Un’immagine da Arrested Movement: The Book (Photo Credits @ Twitter Arrested Movement)

Esempi di Male Body Positive

I “Brawn”

Si chiamano “brawn” e sono gli uomini che vogliono dimostrano che la body positive non sia solo per donne, e si pongono contro un’idea stereotipata di mascolinità.

Tutto è nato nel 2016 sull’onda del successo delle modelle curvy e dall’agenzia Img Models, tra le più prestigiose nel mondo della moda internazionale, che ha deciso di aprire una sezione dedicata alle taglie forti maschili e rappresentata dal modello plus-size Zach Miko.

Scrivendo su Instagram #brawn e #toxicmasculinity, infatti, appaiano foto di uomini che si mostrano per come sono con corpi sempre meno vicini agli standard di bellezza stereotipati imposti per anni dalla moda. 

Pance in bella mostra, smagliature e sorrisi ben stampati sul volto in nome dell’accettazione del corpo maschile; un fenomeno che si sta diffondendo quasi ovunque a macchia d’olio. 

Gli Influencer e i Vip

Tra gli esempi internazionali più significativi del movimento Brawn abbiamo quello del rugbista neozelandese Jerome Kaino, che ha lanciato sul mercato un brand di intimo maschile, “Mint Wear”, con una campagna pubblicitaria che celebra tutti i corpi maschili con un chiaro messaggio alla body positivity.

Pensando invece alle star dello spettacolo, recentemente l’attore Will Smith ha mostrato con orgoglio sui social il suo fisico dopo la quarantena, dimostrando che il corpo cambia e che nessuno è perfetto ma bello a proprio modo. 

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Will Smith e la sua foto dopo la pandemia

Gli esempi italiani

In Italia c’è Alessandro Carella che già 6 anni fa ha lanciato in tutto il mondo l’hashtag #plusmenrevolution che oggi conta più di 30 mila post, a cui si aggiunge il grande seguito del suo blog “Uomini di peso”. 

Su Instagram abbiamo “guy overboard”, ragazzo esagerato, nome d’arte di Riccardo Onorato classe 1987. Nei suoi post invita a non provare vergogna verso il proprio corpo e a vivere la vita senza nascondersi, in una recente intervista per Repubblica ha sottolineato come ci sia un pregiudizio imperante che frena la body positivity al maschile.

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Riccardo Onorato (Photo Credits @Repubblica)

La rappresentazione del maschio macho o adone è ormai superato, o almeno non è l’unico uomo possibile o lo stereotipo da esaltare. Il primo passo è parlane di più proprio per combattere la mentalità stereotipata e “machista”, creare luoghi (anche virtuali) in cui gli uomini possano sentirsi liberi di esprimersi ed esternare i propri problemi senza essere giudicati deboli.

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