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Vedo coppie felici.

Giuro. Le vedo. Come Haley Joel Osmet vedeva la gente morta.

Mel, fuma di meno, mi direte voi. Ok, ho capito. Ve lo concedo.

È più normale trovare l’infelicità che la felicità, mi direte ora. Siamo soliti aspettarci di scorgere dietro l’apparente (e un po’ costretto) sorriso di un nostro amico un costante velo di insoddisfazione. Quella pungente e martellante vocina nella sua testa che gli ricorda come era prima, da giovane, quando aveva ancora i capelli, le letterine profumate del suo primo amore, dalla carta un po’ ingiallita e col francobollo attaccato, e quel sogno nel cassetto al quale ha rinunciato per sposarsi e accettare il posto fisso, perché “Hey, che fortunato! Meglio assicurarsi uno stipendio con la crisi di oggi” e ancora “Hey, stai davvero pensando di lasciarla? Chi vuoi che ti prenda alla tua età? Ormai…”

Ormai? Ormai? Davvero? Chi ha inventato questa parola deve proprio farsi un esame di coscienza.

Come si è permesso di insinuare un simile dubbio in chiunque stia valutando, esaminando, prendendo una decisione? Per un piccolo passo o per un grande cambio di direzione? Come si è permesso anche solo di intrufolarsi nei pensieri altrui mettendo quel pallino in testa, quel fastidiosissimo tarlo a ricordare che il piano A non può funzionare, che non c’è più nulla da fare, che bisogna ricorrere al piano B, anche se quest’ultimo non vale nemmeno la metà dell’altro. Perché, diciamo la verità, non ce ne frega nulla del piano B. E’ sul piano A che stiamo investendo, perché è la scelta dettata dalla nostra passione, dalla voglia di cambiare, dal desiderio di essere felici.

Chi l’ha detto che ORMAI non si può più essere felici? Che non si può nemmeno sperarlo più? Che non si può più scegliere quale carriera perseguire per noi stessi? Quale mutuo sottoscrivere perché ci restano pochi anni da vivere? Quale auto guidare per la comodità dei nostri bambini? Quale persona amare?

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Eppure io le vedo. Le coppie felici. E le vedo nel 2016. Nonostante le richieste di amicizia ignorate, lo stalkeraggio a chi “non è pronto per una relazione” e dopo due mesi è già papà (o mamma, tanto le scuse sono gender friendly), nonostante l’ennesima richiesta su Tinder o Cyder di quella “troppo più strafiga della nostra ragazza”, nonostante il sexting nascosto, o nonostante la sempre più ricorrente arte del ghosting relazionale.

Basta aguzzare la vista. Basta solo guardarle veramente.

C’è questa coppia che si è appena sposata. 48 anni lui, 43 lei. Che durante il pranzo di nozze ricordano, quasi sottovoce, l’uno all’altra che “quasi non ci speravano più”. Di poter incontrare la loro persona, di potersi riscoprire innamorati, di potersi scegliere, di potersi amare, di poter costruire un nido d’amore. Di poter credere davvero nella forza del loro legame, di quel commitment, di quell’impegno sempre più difficile da concepire. Perché non si tratta solo di amare. Amiamo anche quando lasciamo, quando siamo lontani, quando non siamo corrisposti, quando perdiamo qualcuno. Si tratta di DECIDERE. Di decidere di impegnarsi, di donarsi, di sacrificare un po’ di sé per una cosa più grande, più pura. Per il NOI.

Ci sono lui e lei. Che spesso vengono a mangiare al ristorante dove lavoro. Entrambi freschi di divorzio. Entrambi sui 50 anni. Entrambi freschi di gioia. Glie la leggi negli occhi, quando si divorano l’uno con l’altra, quando si sussurrano parole dolci. Sono davvero un bello spettacolo da vedere. Quando chiedo loro il segreto del loro amore non vedono l’ora di confidarmelo. Con una sola parola. Rispetto. “Ci sono molte donne più attraenti di me, e lui potrà decidere di scegliere una di queste donne, tutte stupende, in totale libertà. Ma se decide di stare con me e un momento dopo prende un’altra di nascosto, sarebbe la fine di tutto. Perché è la fine del rispetto che nutriamo l’uno per l’altra”. Il rispetto. Un’idea magnifica che fa tutta la differenza del mondo.

C’è questa ragazza, sola da anni. Perché da sempre lotta con la sua immagine riflessa. Perché fa davvero fatica a vedersi bella, anche solo in una giornata sì.

Anche solo per un breve momento di pace. Cammina nel mondo come quelle tartarughe silenziose, che si muovono piano piano senza disturbare ma con un peso enorme sulle spalle. Che gioia assurda saperla insieme ad un ragazzo, simpatico, chiacchierone. Vederla convivere, pianificare, sorridere. Saperla consapevole che non solo tutti (gli altri) meritano di essere amati, ma anche lei. Che amata non lo è stata mai, forse, ma che da amare ha così tanto. E non è la cosa più preziosa del mondo, amare? E non è mai troppo tardi per permettere all’amore di sceglierci.

Ci sono questi due ragazzi. Up and down, montagne russe di passione, di momenti indefiniti, di tensioni irrisolte, di scelte che li hanno portati lontani l’uno dall’altra, “perché ognuno deve andare per la propria strada”, “perché non è giusto sacrificare le proprie possibilità così giovani”, “perché quell’occasione dall’altra parte del mondo non può aspettare”, “perché non sono ancora pronto per impegnarmi con qualcuno”. Fin quando si ritrovano nello stesso posto e nello stesso momento, e fino a che lei, all’ennesimo giro sulle montagne russe emozionali, gli dà un ultimatum: o vuoi me ora o addio per sempre. A volte bisogna essere disposti a lasciar andare l’amore per ritrovarlo. Dopotutto lui ha capito che senza di lei può stare. Solo che non vuole. E ora non ne vuole sapere proprio di lasciarla anche solo un minuto.

C’è questa coppia. Entrambi sulla vetta del mondo, entrambi con la vita migliore che potessero desiderare. Un legame invidiato da tutti.

Si rispettano, si supportano l’uno con l’altra, si difendono a spada tratta, non permettendo a nessuno di violare quella serenità. Un piccolo particolare: non fanno più l’amore. Tra loro. Perché ognuno lo fa con altri. Solo che lo hanno deciso insieme. Ognuno è libero di fare ciò che più desidera, a patto di tornare a casa, di continuare ad onorare l’impegno reciproco che hanno preso insieme, a patto di non consentire a nessuno di intrufolarsi, a patto di ricordare che insieme sono una squadra imbattibile. Un legame sacro. Che sia questo il segreto della felicità? Che sia questo l’amore? Quel sentimento limpido, puro, che dona la libertà all’altro senza strozzarlo, che gli permette di vivere. Ma che esige serietà e, di nuovo, rispetto?

E, last but not least, c’è questa ragazza. Un po’ sola, a tratti persa. Che ha vissuto tre mesi di passione travolgente con un ragazzo che, risvegliatosi dal sogno, ha deciso di lasciarla un po’ così, senza un motivo reale. Senza sparire, ma senza volerla neppure. Un limbo a tratti peggio del dolore della perdita, dell’elaborazione del lutto. Una ragazza, tuttavia, ancora tremendamente romantica. Che si rialza. Che decide di avere fede. Di credere nell’amore, nonostante tutto quello che vede in giro. Perché se ci sono coppie felici allora davvero la vita che vogliamo è possibile, la sorpresa è possibile, la felicità è possibile.

Vedo coppie felici.

Giuro. Le vedo. E voi? È ora di crederci…ormai?

 

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Di 6pcet

 Melania Romanelli, scrittrice, blogger e personal coach. Nel 2017 ha pubblicato su Amazon il romanzo “Spero Tutto Bene: un viaggio alla ricerca della felicità è sempre un ritorno a casa”. Blogger e Content Creator presso www.melaniaromanelli.com, personal coach sui temi di crescita personale, olismo energetico, spiritualità, disciplina e routine. Nel 2019 ha creato il programma "BED LIONS: come guarire dal Binge Eating Disorder”, per aiutare tutte le persone che soffrono del disturbo alimentare Binge Eating a guarire facendo appello alla propria forza interiore. Vive tra Canarie, Spagna e Italia. Per saperne di più: www.melaniaromanelli.com. Scopri di più su Melania!

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